//Il fuoco sacro di Vesta

Il fuoco sacro di Vesta

di | 2024-02-25T20:25:18+01:00 25-2-2024 20:22|Alboscuole|0 Commenti

dalla Redazione del TGTassoNews – Il fuoco da sempre è simbolo di una reale forza misteriosa cui vengono attribuiti molti significati: è un archetipo. Come calore esso è in grado di far cambiare “stato” a tutti gli elementi, come luce ha il potere di illuminare tutto ciò che lo circonda. Nell’antica Roma al fuoco era riservata una devozione di particolare importanza associata a Vesta, dea del focolare. Il Fuoco Sacro di Vesta era una fiamma perenne che le Vestali (le sacerdotesse della dea) accudivano e proteggevano da più di un millennio. Esso era la vita stessa di Roma e garantiva l’esistenza dell’Urbe, la fecondità di campi e bestiame, la giustizia, la salute e tutto ciò che rendeva Roma una potenza. Secondo la leggenda fu acceso da Romolo a seguito della fondazione di Roma. Tuttavia questo appare incongruente, visto che sua madre Rea Silvia era una Vestale di Alba Longa. In realtà il culto di Vesta e del suo Fuoco esisteva già tra i Sabini e con ogni probabilità fu Numa Pompilio a portarlo a Roma. Comunque siano andate le cose, la sua sacralità era indiscussa, così come lo era quella delle Vestali che, in grazia al proprio status, godevano di onori e privilegi, sconosciuti alla donna comune (anche a quella moderna). Tutto aveva un prezzo però: se una Vestale rompeva il proprio voto di castità o lasciava spegnere il Fuoco, era punita con la morte. Ma essendo sacra ella stessa, nessuna mano mortale poteva toglierle la vita: per questo veniva segregata in un’apertura sotterranea con pane, latte, acqua e olio, al termine dei quali moriva di fame. L’antica Fiamma che proteggeva Roma era perciò tanto sacra quanto la vita stessa delle persone. Esprimeva il concetto di divinità che si manifesta attraverso un elemento reale e dunque verificabile, grazie al quale ogni cittadino del popolo si sentiva al sicuro. Tanto era capitale la sua importanza, che il Fuoco, così come il culto e l’ordine delle Vestali, rimase inalterato per molti anni dopo l’affermarsi del Cristianesimo. Ma con l’avvento dell’Imperatore Teodosio I, le cose cambiarono in maniera irreversibile. Con l’editto di Tessalonica, il 24 febbraio del 391 d.C. fu ordinato lo spegnimento del Fuoco Sacro nel tempio di Vesta, al quale dovette assistere Coelia Concordia, l’ultima Vestale. Più o meno negli stessi anni venne teologicamente sancita l’impossibilità del sacerdozio femminile. Il fuoco sacro è però sopravvissuto: arde nelle chiese cattoliche, sotto forma di Luce perenne, davanti al Tabernacolo.

 

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