//“Monsieur Batignole”

“Monsieur Batignole”

di | 2019-06-07T19:18:54+02:00 7-6-2019 19:18|Alboscuole|0 Commenti
Autore Vincenzo D’Urso, 2°C Scuola secondaria di primo grado “S. G. Bosco – A. Manzoni” , Toritto (Ba) (film del 2002 – ambientato nell’epoca della seconda guerra mondiale) BREVE RIASSUNTO Edmond Batignole è un bottegaio che viveva e lavorava a Parigi nel 1942 durante la seconda guerra mondiale, in piena epoca nazista. Quando le SS cacciarono la ricca famiglia ebraica dei Bernstein da un prestigioso appartamento, Batignole chiese ai nazisti il permesso di appropriarsene. I Bernstein furono deportati in Germania. Mentre Batignole stava festeggiando con gli ufficiali tedeschi per la nuova casa, alla sua porta bussò Simon Bernstein, figlio della famiglia ebraica cacciata qualche giorno prima, che era riuscito a fuggire. Inizialmente Edmond Batignole voleva cacciarlo, poi però si convinse a farlo restare e lo nascose in soffitta, dandogli ogni giorno cibo, acqua e riparo, nonostante il rischio di essere scoperto dalle SS. Dopo alcuni giorni però Simon venne scoperto da Pierre Jean, un collaborazionista dei nazisti fidanzato con la figlia di Edmond, che minacciò di denunciare la cosa alle SS. Edmond fu costretto ad ucciderlo e quindi a darsi alla fuga. Si procurò parecchi soldi con la vendita di un quadro prezioso e decise di andare con Simon fino in Svizzera, dove non sarebbero potuti più essere arrestati. Partirono con loro anche le due cuginette di Simon, anche loro in fuga dalle SS. Giunsero in stazione con dei passaporti falsificati e riuscirono a partire. Durante il viaggio, quando erano prossimi al confine, trovarono rifugio nella fattoria di Irene, il cui figlio Martin però rischiò involontariamente di metterli nei pasticci. I fuggitivi però anche questa volta riuscirono a cavarsela. Giunti ormai al confine Edmond Batignole salutò i ragazzi che avrebbero dovuto continuare da soli il viaggio. Ma proprio nel momento in cui stavano per lasciarsi, lui decise di restare con loro perché gli era ormai affezionato. Nonostante tutte queste peripezie però i tre ragazzi non riuscirono più a trovare le loro famiglie, perché probabilmente sterminate dai Nazisti.   COMMENTO PERSONALE Il film mi è piaciuto: mi ha divertito e mi ha emozionato abbastanza. Spesso sono stato sorpreso da scene inaspettate ed imprevedibili. Una delle scene più divertenti è stata quella in cui a tavola nella fattoria una delle due bambine diceva: – Buono questo coniglio! e Simon rispondeva dicendo – Ti farà piacere sapere che quello è un gatto!. A quelle parole tutti quanti sputavano il “coniglio” dalla bocca. Una delle scene più commoventi invece è stata sicuramente quella finale, quando Edmond invece di lasciare andar via da soli i tre ragazzi, decide di non abbandonarli ed aiutarli a cercare le loro mamme. In conclusione, sempre nella scena finale citata prima, una parte mi ha ricordato il film “Il viaggio di Fanny”, in cui anche lei deve superare il confine per fuggire dai nazisti.