//L’ORDINE E’: SPEGNERE LE CALDAIE

L’ORDINE E’: SPEGNERE LE CALDAIE

di | 2018-06-20T16:32:36+02:00 19-6-2018 11:19|Alboscuole|0 Commenti
di LAVINIA ZILIANTISTELLA STICZENIl saluto e l’augurio degli alunni al professore speciale. <Non è importante finire, ma avere il coraggio di dar vita ad un pensiero>. Appendice di Ungarica (Marta Petrongari) Questo non è un pezzo di giornale, non è un articolo del Mirino, non è un racconto, non è una testimonianza, semplicemente stralci di vita da professore e parti di esperienze di vita raccontate e vissute dall’Uomo professore part-time. La sua vera identità è infatti quella del poeta, del contadino, dell’amante dei gatti e delle galline che convivono nella sua dolce casa, del sognatore, del Saggio. Incuriositi dalla personalità dai miliardi di sfumature di questo particolare, e a volte bizzarro Prof., vogliamo rendergli omaggio al suo ultimo anno come professore e fargli un grande in bocca al lupo per la meravigliosa vita indaffarata, forse lui direbbe “da alunno” che lo aspetta fuori dalle mura della scuola. Ciò che incuriosisce e colpisce gli alunni non appena il prof Felix (così come è scritto nella sua cassetta personale con l’immagine di un micetto vicino) sale in cattedra il primo giorno di scuola è che entra poggiando sulla cattedra la sua bella borsa di cuoio che sa di vita, estrae il libro di italiano o di storia. Ma Felix non segue quel libro un’ora intera, lui fa lezione seguendo la storia di ognuno di noi non quella dei personaggi storici, apre parentesi per poi chiuderle chissà quando, perché non è importante mettere un punto ma dare uno spunto. Non è importante finire, ma avere il coraggio di dar vita ad un pensiero. La sua legge di vita che prova a trasmettere agli alunni è “W IO” e attenzione, questo per lui non vuol dire istigare l’egocentrismo, l’egoismo e l’individualismo, tutt’altro: il “viva io” per il nostro Prof è un inno alla vita, dove ognuno di noi deve prima di tutto amarsi, conoscersi e darsi la giusta importanza in mezzo al mondo. Dalle sue fondamenta emergono muri solidi grazie alla sua grande passione: la Poesia, e in questo contesto gli abbiamo chiesto quale è stato l’approccio con questo grande amore. La risposta dimostra la grandezza di quest’uomo: <in modo inconsapevole – spiega – la poesia è verità, arriva dritta all’anima e racconta la realtà>. Da alunni curiosi gli abbiamo chiesto di consigliarci un libro, e lui: <Tutti i libri>. Felix è ciò di cui la scuola ha bisogno; non è un professore che insegna cose che bisogna sapere, lui ti offre i mezzi per cercare gli strumenti da usare nella scuola e nella vita, con quest’uomo si arriva alla fine del percorso che non si SA ma si E’. Ci ha scongiurato di buttare via i libri perché tutto ciò che serve è già dentro di noi. <Ho fatto il mestiere più bello del mondo e non ho mai avuto l’idea di lavorare>. La sua infatti è una missione e non un lavoro. Ora però si sentirà l’ordine: <spegnere le caldaie> e la nave rimarrà nel porto e potrà solo sognare l’oceano e l’azzurro mare. Per raccogliere i frutti del suo insegnamento abbiamo voluto regalargli un omaggio, chiedendo ad una sua ex alunna cosa le sia rimasto del suo prof. <Il pensiero che ho di Lui – ci scrive Marta, l’Ungarica – è raffigurato nell’arrivo a scuola con il trattore ed un gran cappello. E’ stato il suo modo per dimostrarci la bellezza dell’umiltà e delle cose semplici. L’insegnamento più grande, il prof ce lo ha dato non mettendo mai un voto, una valutazione sui registri, in quel gesto così fastidioso a 18 anni ci trovo oggi l’insegnamento più bello che si possa tramandare, l’importanza di sapere una cosa, una storia, una coniugazione verbale non perché veniamo valutati nella vita ma perché è bello sapere senza fini, senza la pressione di un giudizio. Ogni passo che oggi muovo ha alla base le sue lezioni, di vita. Non è importante sapere quando è nato Giacomino ma è bello ricordare che nel film Carpe diem c’è qualcuno che sale sul banco e fa capire cosa significa cambiare prospettiva per vedere tutte le sfaccettature delle esperienze. La cosa più bella che mi ha lasciato? Le parentesi rimaste, da anni, aperte, perché ti danno la forza, la consapevolezza e il coraggio di cercare sempre qualcosa>.