//Associazione Libera:una società libera dalle mafie e da ogni forma di illegalità.

Associazione Libera:una società libera dalle mafie e da ogni forma di illegalità.

di | 2024-01-26T11:56:03+01:00 18-1-2024 20:20|Alboscuole|0 Commenti
  di Francesca Alfiero- Ludovica Casillo-Rosanna Langella- Un pomeriggio del 14 dicembre 1994 le agenzie di stampa lanciarono in rete la notizia: “nasce Libera cartello di associazione contro le mafie.” L’idea fu  annunciata da don Luigi Ciotti  che da giovane aveva fondato un gruppo di impegno giovanile, “il gruppo Abele”, diventato poi Associazione di volontariato. Nel 1995 fonda Libera associazioni. Il sacerdote è stato anche giornalista e ha collaborato a diverse testate come: La Stampa, il Manifesto, il Mattino. Don Luigi era un “rete di strada”, un onesto cittadino che amava parlare alla gente più bisognosa per portare un messaggio di pace e di amore. La figura di don Ciotti diventa col tempo un punto di riferimento nella lotta alla mafia e alle organizzazioni criminali, un punto di riferimento per la legalità, i diritti umani, la giustizia sociale. Uno degli obiettivi principali di Libera è il recupero delle terre e dei beni confiscati alle mafie, trasformandoli in risorse utili per le comunità. Libera non combatte solo contro la mafia ma anche contro qualsiasi associazione criminale per la giustizia sociale e per un legalità democratica fondata sull’uguaglianza. Questa società ha mantenuto fede, negli anni, ad alcuni orientamenti etici e pratici. Il primo è la continuità: si possono avere belle idee di partenza, ma poi bisogna realizzarle con la tenacia e l’impegno quotidiano. Il secondo è la proposta: non basta indignarsi contro la mafia, ma sono indispensabili le proposte e un progetto. Il terzo è  il “noi”, cioè la condivisione e la corresponsabilità. Don Luigi Ciotti è un punto di riferimento per gli anziani ei  giovani e come lui stesso ha affermato :”Costruiremo giustizia e dignità in questo mondo solo quando, al di là delle differenze, ci riconosceremo tutti corresponsabili, tutti parte di un comune destino di vita.”