//L’ARRESTO DI MATTEO MESSINA DENARO

L’ARRESTO DI MATTEO MESSINA DENARO

di | 2023-02-26T07:45:43+01:00 26-2-2023 7:45|Alboscuole|0 Commenti
di Angelica Raffael e Filippo Convilli, Classe  1^ C . –   Di recente e per giorni ogni testata giornalistica e tutte le emittenti televisive e radiofoniche pubbliche e private hanno diffuso la notizia dell’arresto del boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro. E’ una notizia sensazionale poiché il mafioso, al quale erano stati affibbiati i soprannomi di ‘Diabolik’ e ‘U Siccu’, era latitante da ben 30 anni. Secondo la ricostruzione l’arresto è avvenuto lo scorso 16 gennaio nei pressi della clinica privata, dove era in cura sotto falso nome, ‘La Maddalena’ nel quartiere di San Lorenzo a Palermo. L’inchiesta della cattura è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Il capomafia, natio di Castelvetrano in provincia di Trapani, rendendosi conto di non avere più scampo, si è avvicinato ad un carabiniere del Ros dicendogli di essere proprio lui il boss ricercato da tutte le Forze dell’Ordine in questi anni. Denaro ha una figlia di 18 anni di nome Lorenza Alagna ed una moglie di nome Maria Mesi della quale però non si conosce la vera età anagrafica. Dopo il suo arresto il boss è stato traferito in una località segreta per essere poi destinato ad un carcere di massima sicurezza. Si è arrivato al suo arresto grazie al ‘metodo Dalla Chiesa’ che consiste nel mettere insieme tutte le informazioni acquisite dalle intercettazioni telefoniche e dalle banche dati sia regionali che statali raccolte da tutti i reparti dei carabinieri. Il boss è responsabile di stragi e attentati degli anni ’90, infatti a lui sono stati attribuiti i seguenti atti criminosi: 
  • L’attentato a Maurizio Costanzo del 1992 effettuato da un gruppo di fuoco, tra i quali anche Matteo Messina Denaro, inviato a Roma per compiere appostamenti nei confronti del noto presentatore, scomparso due giorni fa. Infatti c’è la sua firma dietro all’esplosione, avvenuta nel maggio del 1993, di un’auto in Via Fauro destinata proprio a colpire Maurizio Costanzo che per sua fortuna ne rimase illeso, ma ci furono 24 feriti. 
  • Sempre nel luglio del 1992 fu tra gli esecutori materiali dell’omicidio di Vincenzo Milazzo capo della cosca di Alcamo cui mandante fu Totò Riina poiché si era ribellato ai capi. Dopo pochi giorni strangolò per vendetta la compagna del boss Antonella Bonomo anche se era incinta di tre mesi.
  • La terribile strage di Capaci avvenuta il 23 maggio1992 con la quale furono trucidati il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta. L’esplosione avvenne nel tratto dell’autostrada A 29 mentre vi transitava l’auto blindata del magistrato dove oltre agli omicidi del giudice, della moglie e degli agenti di polizia, ci furono anche 23 feriti.
  • E’ stato fra i mandanti della strage provocata dall’esplosione di un’autobomba di Via D’Amelio dove vivevano la moglie e della madre di Borsellino, braccio destro di Falcone, a Palermo dove il giudice si era recato in visita. Morirono il giudice e cinque agenti della scorta.
  • E’ il responsabile della strage di Via dei Georgofili nelle vicinanze della Galleria degli Uffizi di Firenze del maggio del 1993, avvenuta mediante l’esplosione di un’autobomba imbottita con 277 chili di esplosivo. Questo attentato determinò 5 morti, oltre a 40 feriti e a gravi danni al patrimonio artistico.
  • Pochi mesi dopo lo stesso mafioso è considerato uno dei mandanti di un attentato davanti al padiglione d’arte contemporanea di Milano mediante una Fiat Uno imbottita di tritolo, conosciuto come la Strage di Via Palestro, che causò la morte di tre pompieri e di un agente.
  • Quest’ultimo atto è il suo crimine più efferato e cioè quello compiuto ai danni del piccolo Giuseppe di Matteo. Il dodicenne rapito e tenuto in ostaggio per 779 giorni il quale fu strangolato e sciolto nell’acido l’11 gennaio 1996 per impedire che padre, ex mafioso e pentito, collaborasse con gli inquirenti rivelando i nominativi del commando della strage di Capaci.