//Il nemico invisibile

Il nemico invisibile

di | 2020-03-17T18:24:58+01:00 17-3-2020 18:22|Alboscuole|0 Commenti
  Il coronavirus ha avuto di sicuro la meglio sulle popolazioni, non solo fisicamente ma anche psicologicamente, il numero dei depressi a causa di ciò sta aumentando notevolmente, basta vedere la corsa ai supermercati, i prezzi dell’amuchina e i numerosi hashtag. Oggi la vita ci appare ingiusta perché ci sta inviando sfide una dopo l’altra e noi siamo disarmati, alcuni sono arrivati alla conclusione di dover comprare mascherine illegalmente. Il 16 marzo, però, un tappezziere ha avuto l’idea di creare e regalare mascherine a spese sue; fino alle 18:00 ne sono state donate quasi ottomila. Il virus ha cambiato la vita quotidiana di tutti, c’è da dire che anche se si respira un clima pieno di paura e terrore ci sono comunque gli incoscienti: molti, nonostante la zona rossa, stanno continuando a non tener conto del pericolo e così con menefreghismo fanno il contrario di quello che si dovrebbe fare. Ormai tutta l’Italia è zona protetta, la situazione è diventata pandemia e purtroppo la nostra salute dipenda da piccole azioni: 1. Restare a casa. Uscire solo se è necessario: per lavoro e per situazioni di emergenza; 2. Bisogna tenersi a distanza di sicurezza gli uni dagli altri (1m-2m); 3. Bisogna evitare contatti fisici anche nei saluti; 4. Non frequentare aree affollate; 5. Lavare spesso le mani; Queste sono poche avvertenze che se rispettate possono fare la differenza, la situazione non è pericolosa solo per gli anziani come pensano alcuni, ma può colpire tutti, infatti, la televisione ha realizzato anche una pubblicità per i bambini, dove si fa capire con illustrazioni, quanto è importante lavarsi le mani e come. Il coronavirus non ha portato solo insidie sanitarie ma anche problemi economici, politici e sociali, infatti, per un periodo è avvenuta la divisione tra nord e sud, che poi si è trasformata in una chiusura di confini tra Italia e il resto d’Europa. Gli italiani dopo tutto non si sono ancora arresi completamente, infatti sono numerosi i cartelloni dei bambini che danno coraggio e speranza, che hanno colorato numerosi balconi e finestre, con un arcobaleno e la scritta: “ ANDRA’ TUTTO BENE! ” L’11 marzo 2020 l’OMS, l’organizzazione mondiale della sanità, ha dichiarato lo stato di pandemia da COVID-19. Nel mondo si contano 150 mila contagi 7 mila decessi, in Italia ci sono quasi 28mila casi, 2.158 decessi e 2.750 guariti. Il coronavirus si è diffuso in Cina nella città di Wuhan, esso appartiene alla famiglia dei virus animali specificamente dei pipistrelli che è riuscito ad attaccare l’uomo grazie ad un mutamento avvenuto in un altro animale probabilmente il serpente o il pangolino, animali che in Cina sono molto comuni anche per le loro carni pregiate. Il 17 novembre 2019 è emerso il primo caso di uomo infetto da coronavirus, poi nel mese di gennaio il contagio si è diffuso e tutto il mondo è venuto a conoscenza di questo nuovo virus. Ad oggi la Cina ha fatto i conti con 81033 contagiati e 3217 decessi e solo da pochi giorni i contagiati sono diminuiti, l’emergenza da epidemia in Cina è durata circa tre mesi, tanto e vero che oggi Wuhan conta un solo contagiato. In Italia il primo caso di coronavirus si è verificato il 31 gennaio quando una coppia di cinesi risultò positivo al test. Il primo contagiato italiano è stato un ragazzo di trentotto anni che ha manifestato i sintomi più acuti della malattia e da quel giorno i contagiati sono aumentati. L’Italia è stata considerata l’anello debole del vecchio continente, messa sotto accusa con varie polemiche, di aver fatto o troppo o troppo poco per salvaguardare l’economia e la salute dei cittadini. Il 9 marzo con un nuovo decreto straordinario l’Italia, per contenere il virus, ha deciso di chiudere le porte, di isolare, non solo la zona di maggiore contagio, ma tutto il paese limitando così spostamenti e uscite inutili con la chiusura di alcune attività commerciali e sportive. Il sistema sanitario italiano è tra i migliori, ma sta vivendo un momento di crisi; medici, infermieri e ricercatori sono tutti al lavoro per il benessere e la salute dei cittadini. Ad oggi resta solo la responsabilità di ogni singolo cittadino a rispettare le norme emanate dai decreti. La paura si sta trasformando in consapevolezza e per esorcizzarla c’e la solidarietà che ha dato vita ai numerosi flash mob, che hanno coinvolto sia il nord che il sud, inoltre sono state organizzate molte challenge sui social, per intrattenere le persone che trascorrono le lunghe giornate chiuse in casa. Le speranze ci sono e provengono da Napoli e Israele; a Napoli si è sperimentato un farmaco, il quale ha dato buoni risultati su persone con sintomi di polmonite acuta, mentre da Israele potrebbe arrivare il vaccino, anche se si dovrebbe aspettare quasi un anno per poterlo somministrare. Possiamo sconfiggere il virus anche sorridendo!!! Lucia De Simone 3L