//Conoscere i disturbi alimentari: parliamone con gli esperti

Conoscere i disturbi alimentari: parliamone con gli esperti

di | 2019-06-03T11:24:16+02:00 3-6-2019 11:23|Alboscuole|0 Commenti
di MATILDE MORLESCHI, ALICE MENGHINI, TEA SOFIA RICCI, AURORA BRUNAMONTI – Durante la pausa didattica, presso il nostro Istituto,  è stata organizzata una conferenza sulla tematica dei disturbi alimentari, a cura delle psicologhe della Asl di Montefiascone, Novella Selvaggini e Lucia Brachino. All’incontro ha partecipato anche l’alunna Martina Ciripicchio che ha raccontato la sua esperienza personale riguardo l’anoressia. I disturbi del comportamento alimentare (DCA) o disturbi dell’alimentazione sono patologie caratterizzate da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. I principali disturbi dell’alimentazione e della nutrizione sono: Al termine della conferenza sono state rivolte delle domande alla psicologa Selvaggini, esperta di disturbi alimentari.  
  • Intorno a quale età e per quali principali cause i disturbi alimentari si presentano in un determinato soggetto?
“I disturbi del comportamento alimentare si sviluppano soprattutto in età adolescenziale e in particolare in soggetti di sesso femminile. Molte donne iniziano a manifestare il disturbo tra i 18 e i 24 anni. Tuttavia le ultime evidenze scientifiche rilevano un abbassamento piuttosto significativo dell’età di insorgenza di questi disturbi che si attesta tra i 12 e i 13 anni. I principali fattori responsabili sono stati d’ansia e di sottovalutazione del proprio “io”, eventi traumatici, eccesso di stress, mancanza di affetto e atti di bullismo. Inoltre contribuiscono i canoni di bellezza attuali che esaltano l’eccessiva magrezza. È molto importante considerare un aspetto multifattoriale, ovvero è improbabile che soltanto una di queste cause determini la malattia, perciò è fondamentale effettuare un’analisi soggettiva del malato.”  
  • Esistono dei metodi di prevenzione per questo genere di malattie?
“Da esperta posso dire che effettivamente esistono. L’assoluta prevenzione andrebbe fatta fin dai primi anni di vita, poiché l’educazione emotiva e l’aiuto a sviluppare nell’individuo una consapevolezza di sé sono fondamentali per lavorare sui meccanismi dell’identità. Ciò è importante per evitare che l’individuo si trovi in crisi durante la pubertà e l’adolescenza, periodi caratterizzati dal progressivo cambiamento e da relative difficoltà emotive e psicologiche. Quindi l’intervento dovrebbe essere di prevenzione universale, cioè sull’intera popolazione.”  
  • Che influenza ha la psicologia umana su questo genere di disturbi? È vero che bisogna partire da essa per guarire?
“Assolutamente sì. Difatti il cuore dell’intervento è di tipo psicologico, poiché la causa del disagio è prevalentemente psichica. Ciò nonostante, a seconda della gravità della situazione, il supporto psicologico potrebbe non essere sufficiente, bensì andrebbe accompagnato dall’ausilio di psichiatri, nutrizionisti e ginecologi. Si deve intervenire in questo modo perché i disturbi alimentari possono avere una grande compatibilità con malattie organiche e patologie psichiatriche più o meno gravi.”     Alcune domande sono state poste anche a Martina, riguardo la sua esperienza personale.  
  • A quale età e in seguito a quale avvenimento si è sviluppata la malattia?
“La malattia si è sviluppata tra i 18 e i 19 anni. Le cause sono state varie, ma principalmente dovute a lutti familiari e alla fine di un’importante relazione amorosa”  
  • Il sostegno da parte di amici e famiglia è stato importante per la tua guarigione? In che modo hanno interagito con te?
“Sì, essere circondata da persone che mi amano è stato indubbiamente d’aiuto. Nonostante ciò, secondo me, è necessario non “pressare” l’individuo affetto dalla malattia, perché quest’ultimo tenderebbe ad allontanarsi. È sufficiente che venga prestato al malato il proprio sostegno e la propria presenza.”  
  • Come è stato riprendere in mano la tua vita dopo la guarigione? È stato difficile recuperare il tempo perso e le tue normali abitudini?
“Ho deciso di intraprendere le cure perché per me era diventato impossibile continuare a vivere in quelle condizioni, quindi non è stato troppo difficile ritornare alla vita come era prima della malattia. Ho capito che al di fuori di me non era cambiato nulla, al contrario di ciò che pensavo. L’unica ad essersi trasformata ero io, non la realtà che mi circondava.”