//CAPITANO ULTIMO AL LICEO CLASSICO “NIFO” DI SESSA AURUNCA (CE)

CAPITANO ULTIMO AL LICEO CLASSICO “NIFO” DI SESSA AURUNCA (CE)

di | 2023-01-22T01:12:49+01:00 16-1-2023 21:45|Alboscuole|0 Commenti
MARINA GALLUCCI – Gli studenti del Liceo Classico “NIFO” si preparano a incontrare il Colonnello dell’Arma dei Carabinieri SERGIO DE CAPRIO, detto CAPITANO ULTIMO, già ospite dell’Istituto nel 2019, per discutere sul tema “Ambiente e Legalità”. L’evento, organizzato in collaborazione con l’associazione LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) sez. di Caserta, si svolgerà il giorno 3 febbraio 2023 presso la biblioteca dello storico liceo sito in Piazza Nifo, in occasione della premiazione del concorso interno “La Cura dell’Altro: sostenibilità e giustizia”. Nato a Montevarchi (AR) il 21 febbraio 1961, Sergio De Caprio fu a capo dell’Unità militare combattente CRIMOR (acronimo di criminalità organizzata), una squadra della 1ª Sezione del 1º Reparto del R.O.S. (Raggruppamento Operativo Speciale) dell’Arma dei carabinieri creata nel settembre 1992 come Unità “da impiegare in servizio provvisorio di lunga durata”. La squadra, composta di undici elementi, aveva come compiti operativi il contrasto alla criminalità organizzata di tipo mafioso e in particolare la ricerca e la cattura dei grandi latitanti, mediante l’analisi e la ricerca informativa di profondità, nonché il supporto tecnico-logistico alle attività investigative più complesse in aree ostili, secondo le tecniche ideate dal Generale Carlo Alberto dalla Chiesa. L’azione più rilevante fu l’arresto del boss di “Cosa nostra” Totò Riina, effettuato il 15 gennaio 1993 a Palermo. Dopo lo scioglimento dell’unità CRIMOR, avvenuto il 20 settembre 1997, Capitano Ultimo fu trasferito al N.O.E. (Nucleo Operativo Ecologico) dei Carabinieri, denominato nel 2001 “Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente” e ristrutturato su base interprovinciale, per il quale egli ricoprì l’incarico di vice comandante a Roma; successivamente fu trasferito ai servizi segreti, poi al “Comando Carabinieri Forestali”, nel reparto “Biodiversità e parchi”, dove tuttora presta servizio. Persona di grande tenacia e dalla profonda umanità, il Colonnello De Caprio è fortemente impegnato anche in ambito sociale; a Roma, infatti, si è fatto promotore di un’associazione di volontariato O.N.L.U.S. denominata “Volontari Capitano Ultimo” che promuove la cultura della legalità attraverso azioni di sostegno sociale e di solidarietà. L’associazione, infatti, gestisce nella periferia romana una Casa famiglia, la quale da un lato si pone come struttura a ciclo residenziale per minori tra 0 e 18 anni, di ambo i sessi, sia italiani che stranieri, che non possono vivere nel proprio nucleo familiare, dall’altro, con specifiche aree-laboratorio (pelletteria, tessitura, erboristeria, pasticceria), provvede all’accoglienza diurna di minori segnalati dai Servizi Sociali e all’ospitalità di ragazzi che hanno commesso reati quale possibile alternativa alla pena detentiva. Altre importanti opere realizzate dall’associzione di capitano Ultimo sono la cucina solidale denominata “Il Mendicante” e la pizzeria chiamata “Preghiera cristiana di strada”, in cui lavorano cuochi e inservienti che hanno svolto corsi di specializzazione enogastronomica e hanno superato situazioni difficili; ogni giorno essi offrono gratuitamente la mensa ai poveri e donano una teglia di pizza ai passanti. Nella Casa Famiglia ci sono anche un orto completamente naturale, denominato “orto di sopravvivenza”, che produce verdure e ortaggi stagionali, un centro rapaci chiamato “Ultimo Volo”, che realizza una falconeria di protezione sociale e ambientale contro il bracconaggio e a tutela dell’ambiente, e una “Chiesa dei poveri”, dove ogni domenica alle 12.45 si celebra una “Messa povera” nel corso della quale viene diviso in parti uguali il ricavato delle offerte ottenute dalle opere di artigianato e dalla generosità della comunità. Tutti i prodotti realizzati nella Casa Famiglia sono destinati alla sopravvivenza di persone emarginate e le varie attività formative-educative sono finalizzate all’inclusione sociale e lavorativa di persone vulnerabili. La figura di Capitano Ultimo grandeggia, quindi, non solo per i trascorsi eroici nella lotta alla criminalità organizzata, ma anche per il gran cuore che egli mostra verso il prossimo attraverso le onorevoli opere di solidarietà e di impegno sociale.