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Yasmina Pani bacchetta e non guarda in faccia nessuno

di | 2026-07-02T13:19:09+02:00 5-7-2026 0:20|Sezione 5, Storie|0 Commenti

ROMA – Irriverente, sarcastica, per niente accomodante, disinibita anche ma soprattutto colta. E vera. Yasmina Pani non partecipa ai salotti letterari (almeno, non finora), non è radical chic, non è fautrice della “cancel culture” che intravede il sessismo anche nelle fiabe e nei classici, è controcorrente e spavaldamente combatte il linguaggio inclusivo, la “schwa” e gli asterischi al posto del maschile e del femminile. Secondo lei, infatti, le disuguaglianze sociali non si risolvono con la lingua. Rispiega tutto ciò che può essere stato oggetto di convinzione, pregiudizio. E’ toccato pure a Leopardi, il più grande dei fraintesi, poi ad alcuni scorrettismi come “a lavoro” che da un po’ sostituisce “al lavoro”.

Recensisce libri, Yasmina, e se sono di valore li esalta ma se le suonano banali non si trattiene: li distrugge. Analizza questioni politiche quando in ballo ci sono le parole e, se del caso, gliene dice di tutti i colori a chi ha pronunciato fischi per fiaschi. Non c’è argomento su cui non sappia dissertare e il fatto è che non fa mai cilecca. Anche se, spesso, il suo modo di esprimersi non è proprio quello che si addice ad una signora. Per dirla tutta è proprio volgare, mai rabbioso però, il suo stile che, alla fine, è pure divertente perché è il suo stile. Le questioni di cui si interessa sono tante e, considerato il seguito che ha, la sua battaglia ad alti livelli contro l’ignoranza ha un suo motivo di andare avanti.

Anche se giovane – classe 1989 – non segue le mode e con coraggio e approccio scientifico si schiera contro il contemporaneo dibattito sulla lingua e sulla violenza di genere che tanto appassiona i movimenti femministi. E interviene parecchio. Come ha fatto nei giorni scorsi in cui si è scatenato un vespaio dopo il presunto commento dello scrittore Michele Mari su quello che Yasmina Pani chiama ironicamente “dogma”: Michela Murgia. Sulla questione la linguista ha lanciato una scarica di strali che teneva in serbo. Non a caso, è stata da tempo soprannominata proprio “l’anti Murgia”.

Non ha miti insormontabili, Yasmina. Anzi, se possibile li smonta studiandosi il caso, risalendo all’errore originario che ha dato luogo ad una credenza, ad una diceria sui social o qualcuna delle gogne mediatiche che ogni tanto imperversano sul web. Non è puntiglio, il suo, ma solo una appassionata ricerca di verità che pratica nella vita quotidiana, nell’informazione (è anche giornalista), e nel lavoro rigorosamente autonomo perché sarebbe difficile dipendere da qualcuno con il suo caratterino. Potrebbe sembrare maschilista ma a scanso di equivoci lo spiega lei cosa è, veramente, il femminismo.

Yasmina Pani è una linguista, insegnante e divulgatrice. I suoi luoghi d’azione sono piattaforme: youtube e instagram. Da lì lancia siluri contro sfondoni e gaffe, raddrizza energicamente brutte abitudini linguistiche o convinzioni, comportamenti, certezze. Spiega la regola, Yasmina, fa esempi, interpreta un testo, risale all’etimologia di una parola, alla dinamica di un fatto. Non ipotizza, però. Quello lo lascia fare agli opinionisti cui bastano le impressioni, le chiacchiere. Lei no, prima studia e poi parla. Eccome se parla. Ce ne ha per tutti, e a modo suo. Da dove venga non è un segreto: non fa nulla, infatti, per nascondere l’accento sardo. Non è possibile inquadrarla politicamente: dall’alto dei suoi studi smaschera bufale, scivoloni, defaillance ma con atteggiamento rigorosamente super partes: le sue vittime sono, infatti, di destra e di sinistra.

Parole usate a sproposito, citazioni sbagliate, commenti fuori luogo, classici fraintesi: non le sfugge niente e basta essere solo un po’ famosi per essere destinati alle sue forche caudine. Perché mica ha pietà, Yasmina: chi capita nelle sue mani, viene preso a pesci in faccia, deriso, dissacrato. Del resto non ci si può permettere di essere ignoranti o di usare le parole in modo manipolatorio se si ha un ruolo importante come quello di politico, insegnante, scrittore. Come non stare dalla sua parte? Che il personaggio preso di mira sia ricco o potente, maschio o femmina, vivo o morto non fa niente. Lei in ogni caso fa sapere come stanno le cose, le rivela, anzi, le svela.

Il bello è che non le si può dar torto perché il più delle volte, anche se con qualche interiezione dalle tante zeta, ci azzecca, convince. A quanto pare il suo modo di informare, di fare lezione, di interloquire, piace alle sue migliaia di followers probabilmente attratti – stavolta gli uomini – anche dalle sue vertiginose scollature e dalle pose accattivanti. In ogni caso piace anche alle donne perché ha altri argomenti da esibire. I complimenti e le incitazioni ad andare avanti con il suo lavoro sono tantissimi. Nei commenti ai suoi illuminanti video c’è anche chi vede in lei la mente al momento più libera nel nostro paese. Sicuro è che trovarne un’altra come lei sembra impossibile e probabilmente lo è.

Gloria Zarletti

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