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Vermeer e la celebre ragazza con l’orecchino di perla

di | 2025-08-02T11:42:40+02:00 3-8-2025 0:25|Arte, Sezione 6|0 Commenti

MILANO – Luce, profondità e originalità. Luce nei colori, profondità di pensiero e originalità delle opere. È il 1600, periodo del barocco olandese che vide un’esplosione di creatività artistica nei Paesi Bassi, ove spicca come figura chiave  Jan Vermeer. Affascina e attrae come un mistero, il più famoso tra i suoi dipinti “La ragazza con l’orecchino di perla”, realizzato nel 1665, nota anche con il titolo “La ragazza col turbante”.

Jan Vermeer, pittore olandese

Lo sfondo scuro permette di gustare la luce del volto di una fanciulla ritratta a mezzo busto, girata di profilo, verso lo spettatore. Indossa un mantello color rame e una camicia bianca e un turbante azzurro avvolge la testa e un drappo giallo annodato pende dalla nuca fino alle spalle. Il volto illuminato è di una rara bellezza: labbra rosse che si dischiudono in un accenno di sorriso, naso dritto e sottile, occhi grandi, uno sguardo vivo. Fascino e mistero nella luce delle pupille e dell’orecchino con una grossa perla, che brilla sulla penombra del collo. Il dipinto non è il ritratto di una persona specifica, ma un’immagine idealizzata di una giovane donna.

Si tratta di un genere pittorico olandese del XVII secolo che rappresenta personaggi tipi, spesso in costumi esotici dette Tronie. L’espressione enigmatica della ragazza e la sua posa, voltata verso chi guarda, contribuiscono al fascino e al mistero del dipinto. La perla simboleggia purezza e castità, che pare il pittore prendesse in prestito dai gioielli della moglie, mentre il turbante aggiunge un tocco esotico. Vermeer dipingeva i suoi quadri utilizzando una tecnica dal nome “pointille” (da non confondersi con il successivo “puntinismo”) che consisteva nell’utilizzare il colore con pennellate molto piccole e ravvicinate, in modo che il colore stesso risultasse quasi trasparente.

Jan Vermeer dedicava molta attenzione al colore in sé, ricercando i migliori colori ad olio che poteva trovare e facendo spesso uso di materiali di grande prestigio, come i costosissimi lapislazzuli che utilizzava per il blu. I dipinti di Vermeer (37 le opere a lui attribuite) conservano ancora oggi intatta la vividezza dei colori, dovuta all’uso frequente di tinte pure. Il soggetto ricorrente nelle opere di Vermeer sono persone, principalmente donne e giovani ragazze, ritratte in ambienti domestici borghesi e curati, intente a compiere faccende quotidiane.

Nonostante il numero limitato di opere, l’olandese raggiunse una fama duratura. In vita, era conosciuto solo in un ristretto circolo di amatori e collezionisti locali; la sua popolarità esplose solo nel XIX secolo, quando i suoi dipinti iniziarono a essere venduti a prezzi elevati all’asta. Negli ultimi anni di vita, Vermeer dovette affrontare la povertà e morì fortemente indebitato il 15 dicembre 1675 a Delft, la sua città. “La ragazza con l’orecchino di perla” ispirò il romanzo omonimo di Tracy Chevalier del 1999 e il film del 2003 interpretato da Scarlett Johansonn. Il romanzo ha venduto oltre cinque milioni di copie in tutto il mondo, a prova del fatto che ci sia un’evidente curiosità da parte di molti su questo particolare lavoro di Vermeer.

Claudia Gaetani

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