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Treni a emissione zero: Sardegna ok

di | 2026-08-09T01:58:50+02:00 9-8-2026 0:01|Attualità, Sezione 1|0 Commenti

ROMA – Quando si parla di passi storici, di mobilità del futuro e di fondi del PNRR, le idee che vengono in mente sono tante: molte utopistiche, poche concrete e pochissime realizzabili. Questa volta, però, la Sardegna sta compiendo una vera e propria rivoluzione nei trasporti locali. Grazie al progetto tra il colosso ferroviario svizzero Stadler e l’ARST, l’azienda che gestisce il trasporto regionale sull’isola, il primo treno al mondo a idrogeno a scartamento ridotto farà aggiudicare alla Sardegna un primato mondiale ferroviario per quanto riguarda l’uso dell’idrogeno verde.

Cabina di guida di un treno Stadler

Il debutto sardo del primo treno Stadler è previsto per il 2028, consentendo così, alla mobilità sarda, di respirare una ventata di modernità. L’accordo tra Stadler e ARST è stato sottoscritto nel 2023, promettendo la fornitura di dieci convogli destinati agli spostamenti sull’isola. Ma è a metà giugno 2026 che l’azienda svizzera ha presentato, ufficialmente, il primo treno a idrogeno al mondo (per linee ferroviarie a scartamento ridotto), cogliendo l’occasione per descrivere la rivoluzionaria tecnologia prodotta dal sole. Più nel dettaglio, il Gruppo Stadler non fornirà dei semplici treni, ma un innovativo ecosistema energetico, che renderà le ferrovie sarde un modello di autosufficienza unico, per ora, in tutta Europa.

Transizione verde a Mandas

È prevista, infatti, la costruzione di tre centrali per la produzione di idrogeno verde da fonti rinnovabili nelle località sarde di Mamuntanas (stazione ferroviaria situata nei pressi di Alghero), Mandas e Macomer. L’impianto di Alghero garantirà una produzione elettrolitica da circa 1500 kg al giorno, grazie al supporto di un parco fotovoltaico di grandi dimesioni. Mandas, invece, diventerà la centrale per la produzione d’idrogeno destinata alle tratte del centro-sud Sardegna. Macomer, infine, sarà il terzo polo di produzione e stoccaggio, utile per rifornire i moderni treni a zero emissioni (progettati per binari stretti).

Parco fotovoltaico per il rifornimento dei convogli

 

I principali lavori della centrale d’idrogeno verde di Mandas, che alimenterà la linea Monserrato-Isili, si sono conclusi lo scorso giugno; attualmente l’impianto, finanziato dal PNRR, si trova in fase di collaudo e test. Entro la fine dell’anno, invece, saranno completate le altre due centrali. L’ARST, infatti, ha già avviato i cantieri pure a Macomer e Alghero. Tra l’altro, sono in corso anche i lavori di ammodernamento dei binari. Il piano regionale, d’altro canto, sin dall’inizio, si è sempre posto come traguardo il raggiungimento dell’autosufficienza energetica green. Verrà sfruttato l’idrogeno prodotto tramite elettrolisi alimentata, solo ed esclusivamente, dall’energia del sole, contribuendo, in questo modo, alla decarbonizzazione delle tratte che attualmente sono servite dai mezzi di trasporto diesel. Addirittura, secondo alcune stime, i nuovi treni faranno evitare oltre 2100 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno (un valore paragonabile a circa 450 giri percorsi in macchina intorno alla Terra).

Impianto per la produzione d’idrogeno verde

Tra l’altro, i nuovi treni, lunghi circa 50 metri e progettati unicamente per binari stretti o “a scartamento ridotto” di 950 mm (poco meno di un metro), potranno raggiungere velocità pari a 100km/h e avranno una capienza di 80 posti a sedere e oltre 80 posti in piedi. Inoltre, a bordo saranno presenti servizi dedicati a chi ha una mobilità ridotta, aree per biciclette e bagagli, prese di ricarica per le bici elettriche e prese usb, illuminazione a led, sistemi di videosorveglianza e d’informazione per i passeggeri, climatizzazione, wifi e grandi vetri panoramici con una riduzione sia della rumorosità che delle vibrazioni. Ma non è tutto. Il personale di bordo avrà spazi dedicati, con accesso indipendente e climatizzazione separata.

Carrozza passeggeri di un treno Stadler

L’innovazione più importante, comunque, resta l’Hydrogen Multiple Unit (HMU), composta da due carrozze passeggeri e una carrozza centrale, denominata “Power Pack”, che ospiterà i sistemi di accumulo e conversione dell’energia, consentendo, in questo modo, l’uso del treno su linee non elettrificate senza alcuna emissione di scarico. Dopo le prove iniziali sul circuito svizzero, seguirà il trasferimento dei treni in Sardegna, per ulteriori collaudi e le ultime certificazioni necessarie. Tutti i treni, infatti, dovranno completare un processo di certificazione secondo le procedure dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali. Poi, le linee a scartamento ridotto che collegheranno l’aeroporto di Alghero a Mamuntanas, Sassari e Alghero, Sassari e Sorso, Monserrato e Isili, Macomer e Nuoro potranno diventare operative.

La Sardegna si sta guadagnando, dunque, una rilevanza internazionale che va oltre i confini dell’isola? Come ha detto l’assessora regionale ai Trasporti, Barbara Manca, la Sardegna diventerà un laboratorio internazionale per l’innovazione ferroviaria proprio grazie al primo treno a idrogeno a scartamento ridotto. Si tratta di un vero e proprio salto tecnologico storico: un passo in avanti verso un trasporto più moderno e sostenibile, che offrirà benefici per i pendolari e migliorerà i tempi di percorrenza tra le varie tratte dell’isola. Insomma, una novità assoluta.

Vecchie linee ferroviarie sarde

Tuttavia, oltre alla Sardegna, la tecnologia a idrogeno, sviluppata in Svizzera dal Gruppo Stadler, attualmente l’unico costruttore di treni a idrogeno per linee a scartamento ridotto, in futuro verrà impiegata anche in Calabria e in Sicilia. Dopotutto, l’iniziativa rientra nel programma nazionale per la decarbonizzazione del trasporto ferroviario. La Sardegna ha già posto alcune basi. Vedremo, in un domani, chi altro continuerà a seguire il suo esempio, abbracciando l’audace visione dell’ARST, che ha permesso la realizzazione di un ponte non solo tra cambiamento e responsabilità ambientale, ma anche tra ingegneria e amore per le generazioni future.

C’è chi parla di “futuro lontano” e chi di sogni irraggiungibili. Niente affatto. Siamo di fronte ad una nuova realtà che sta già nascendo, proprio nella terra dei nuraghi, proprio nei luoghi in cui la civiltà nuragica, millenni di anni fa, aveva già dato prova di saper costruire il futuro quando altrove si viveva alla giornata. Insomma, la Sardegna, grazie ai treni Stadler a idrogeno verde, sta voltando pagina e sostituirà le vecchie ferrovie dismesse, le fatiscenti carrozze e le linee abbandonate con nuovi veicoli e percorsi a binari stretti che, come capolinea, avranno il tecnologico mondo dell’innovazione, che garantirà, si spera, un futuro migliore (e più sostenibile) per tutti.

Alice Luceri

Nell’immagine di copertina, treno a idrogeno a scartamento ridotto, nato dall’accordo tra il colosso ferroviario svizzero Stadler e l’ARST

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