/, Sezione 7/Trasimeno in difficoltà: serve la “trasfusione”

Trasimeno in difficoltà: serve la “trasfusione”

di | 2026-03-05T13:37:22+01:00 8-3-2026 0:30|Attualità, Sezione 7|0 Commenti

PERUGIA – Il Lago Trasimeno, per tutta una serie di motivi, rischia l’impaludamento? Una bella “trasfusione” d’acqua ed il pericolo può dirsi annientato (almeno si spera). Il 28 febbraio è diventata una data storica per l’Umbria. È questo infatti il giorno in cui, dopo un percorso di 35 chilometri l’acqua della diga di Montedoglio (che regola la portata del Tevere) ha cominciato ad affluire sullo bacino con 200 litri al secondo (per ora), che dovrebbero garantire ogni anno, a seconda della situazione climatica, dai 4 ai 10 centimetri di acqua (a fine febbraio il lago che ha una profondità tra i 3 ed i 6 metri) risultava 1,40 cm sotto lo zero idrometrico.

Il Trasimeno è il quarto lago d’Italia per estensione (128 km2), ma non vanta immissari se non rii e fossi di scarsa portata. Deve il suo nome agli etruschi che, nella “Tabula Cortonensis” lo etichettano come Tarminass. Già nel 1422 il lago rischiò di trasformarsi in una palude insana, ma Braccio Fortebraccio, sì, proprio il grande condottiero, fece costruire una galleria lunga un chilometro per regimare il livello delle acque. Nuovi interventi vennero posti in essere nel 1896-98 e nel 1952 (dopo che si verificò il livello più basso di profondità: 2,93).

Delle tre isolette che caratterizzano lo specchio lacustre solo una (Isola Maggiore) è abitata (da una quindicina di persone) ed ospita, oltre ad un ristorante, un castello ora acquistato da magnati, ma costruito dalla famiglia aristocratica dei Guglielmi, nel 1887 in stile neogotico); la seconda, Isola Polvese, è la più estesa e meta di un bel numero di turisti e di scuole (grazie ad una valenza scientifico-ecologica) mentre la terza, Isola Minore, è disabitata.

Uccelli migratori, ma pure stanziali, di ogni tipo raggiungono le sue sponde, mentre particolarmente ricca rimane la pesca cui si dedicano ormai pochi pescatori, che comunque sono in grado di rifornire i ristoranti della zona (e non solo) di lucci, carpe (una squisitezza servite in porchetta), persico reale (con i filetti i ristoratori offrono un sugo da leccarsi i baffi), anguille (che arricchiscono la “pentolaccia”, una sorta di brodetto) ed altre specie ittiche. Nel Medio Evo segnatamente ricercate erano le lasche del Trasimeno, che resero, con le imposte, agiata Perugia. L’immissione del persico sole e del carassio, ha provocato l’estinzione, nel dopoguerra, di questa specie.

La “pentolaccia” del Trasimeno

Insomma il Trasimeno – famoso per la battaglia del 217 aC tra Annibale ed il console Flaminio, con strage di romani – non è soltanto un richiamo turistico di livello (meta di turisti del nord Europa, soprattutto) ed una ricchezza economica, sotto diversi profili. Tra gli altri richiami l’Oasi La Valle e la ciclovia che circonda l’intero bacino (per una sessantina di chilometri). Il Lago è stato cantato da numerosi poeti locali, ma anche nazionali e internazionali. Ha scritto Lord Byron: “Il suo lago è un velo argenteo”.

Elio Clero Bertoldi

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi