In Europa, i treni hanno accumulato quasi 136 anni di ritardi. Un numero sconvolgente che però va analizzato nel dettaglio prima di emettere sentenze di condanna aprioristica. Intanto, il dato arriva da uno studio di una società belga: si chiama Chuuchuu e ha analizzato 17,3 milioni di arrivi in sette Paesi europei, prendendo in considerazione tutte le stazioni ferroviarie con almeno mille arrivi nel periodo compreso tra dicembre 2024 e novembre 2025. Ne deriva un quadro molto dettagliato che segnala eccellenze e criticità diffuse a macchia di leopardo.

Il Trenino rosso del Bernina
La Svizzera si conferma il Paese più efficiente d’Europa, con il 97,8% dei treni giunti a destinazione rispettando l’orario e ritardi complessivi pari ad appena 1,4 anni. E dunque puntualità e affidabilità da quelle parti non sono soltanto un modo di dire, ma si manifestano concretamente nel trasporti su rotaia. Un risultato che anche chi scrive può confermare visto che, la scorsa estate, ha avuto modo di verificare di persona l’efficienza elvetica utilizzando il cosiddetto “Trenino rosso del Bernina” che parte da Tirano (in provincia di Sondrio) e arriva a Saint Moritz (cantone dei Grigioni), attraversando le valli alpine e offrendo panorami e scorci incantevoli. All’andata il convoglio giunse in stazione due minuti dopo l’orario fissato, al ritorno appena uno. In questi casi, usare il termine “ritardo” appare decisamente fuori luogo. Nel complesso, la puntualità media europea nel 2025 si è fermata all’80,9%, con quasi un treno su cinque in ritardo.
Nella classifica dei 7 Paesi considerati, sul podio salgono anche Paesi Bassi (con il 93,9% di puntualità) e Belgio (88,6%). Scorrendo la classifica spuntano, a seguire, Austria e Francia, rispettivamente con l’82% e il 79%. E l’Italia? E’ penultima, al sesto posto, con il 62% dei treni puntuali. Esito decisamente mediocre visto che ben più della metà delle tratte considerate fanno registare rilevanti discordanze rispetto agli orari stabiliti. Chiude la graduatoria la Germania che non va oltre il 58,5%.
Alcuni collegamenti si segnalano tra i peggiori in assoluto. Per quanto riguarda l’Italia, l’analisi considera tutti i treni ad Alta Velocità, gli Intercity e a lunga percorrenza che nel periodo preso in esame hanno effettuato almeno una corsa a settimana. Tra i collegamenti monitorati il primato per ritardo accumulato spetta all’Intercity 795 Torino Porta Nuova-Reggio Calabria Centrale con 55,5 minuti persi e un tasso di cancellazione dell’1,9%. Il convoglio registra una puntualità media del 61,4%, lontana dagli standard dell’Alta Velocità.
Non va meglio all’InterCity 1963 sulla linea Milano Centrale–Siracusa. Nel 2025 il treno ha macinato 51,5 minuti di ritardo medio con un tasso di puntualità fermo al 46,3% compensato, in parte, da un indice di cancellazione sotto l’1%. Critica è anche la tratta inversa: l’InterCity 1962 da Siracusa a Milano Centrale ha alle spalle 51 minuti di ritardo medio con un tasso di cancellazioni al 2% e la puntualità al 59%. Ma ci sono anche alcune eccellenze da segnalare. È il caso, per esempio, dell’asse tra Roma Termini e l’aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino. Qui il ritardo medio accumulato nel 2025 non va oltre 0,6 minuti mentre il tasso di cancellazione si attesta al 2,1%. La puntualità, pari al 95,6%, riporta livelli elevati di qualità nel servizio di collegamento tra lo scalo e il centro città della Capitale.
Sul fronte delle stazioni, Ascea (Salerno) si aggiudica il primo posto nei ritardi con 15,9 minuti di attesa in media. I disagi si estendono poi ad un altro scalo di piccole dimensioni: Pisciotta-Palinuro, sempre in Campania, dove il ritardo medio tocca il quarto d’ora. Male anche Orbetello-Monte Argentario (Grosseto): 13,4 minuti. Al contrario, la stazione di Paestum sulla ferrovia Battipaglia-Reggio Calabria brilla per affidabilità con una puntualità record pari al 98,5%.
Gli scostamenti più consistenti rispetto alla tabella di marcia si registrano nel tardo pomeriggio e durante la notte. In queste fasce orarie i treni passeggeri devono condividere i binari con i treni merci, spesso prioritari, rendendo i ritardi quasi inevitabili. Non sorprende quindi che i treni più in ritardo del 2025 siano tutti convogli notturni. In cima alla classifica l’EN 345 Stoccolma – Berlino con 81,1 minuti di ritardo medio, il Nightjet Innsbruck – Amsterdam con 80,8 minuti e il Nightjet Vienna – Amsterdam con 79,1 minuti.
In assoluto, nel 2025, il giorno più difficile per chi ha scelto di viaggiare in treno è stato martedì 1° luglio. In quella data, appena il 64,6% dei treni europei analizzati ha rispettato l’orario indicato sul tabellone. In tutti i Paesi l’ondata eccezionale di caldo, con picchi di 40 gradi nell’Europa continentale, ha causato un rallentamento generalizzato della circolazione, dimostrando ancora una volta quanto le condizioni climatiche possano influenzare il trasporto su rotaia. Al contrario, la giornata ideale fu il 25 dicembre 2024, quando il traffico ferroviario ridotto e le città quasi deserte favorirono una giornata quasi perfetta: puntualità dell’87,8% e ritardi medi di appena 5,2 minuti.
Anche nel Nord Europa, non è che le cose vadano bene dappertutto. Nel 2025 la Deutsche Bahn (le ferrovie tedesche) ha accumulato quasi 67 anni complessivi di ritardi, a testimonianza del fatto che soffrono maggiormente i Paesi con infrastrutture più congestionate, come Germania e Italia. A determinare l’affidabilità oraria del treno è anche la stazione dove anche la gestione della circolazione risulta importante per i viaggiatori in transito. L’analisi incorona lo scalo svizzero di Ginevra-Aeroporto come il luogo dove viene garantito il maggior numero di convogli in orario: il tasso di puntualità supera il 97% azzerando di fatto i ritardi. Al contrario, Bonn Centrale, in Germania, è la stazione dove si verificano i disagi maggiori con un ritardo medio di 18,9 minuti e un tasso di puntualità fermo al 26,8%.
L’analisi della società belga non prende in considerazione purtroppo le tratte utilizzate dai pendolari, gli utenti che ogni giorno devono fare i conti con disagi e ritardi che si ripercuotono pesantemente sulla vita personale e lavorativa. Un calvario pressoché quotidiano sul quale si potrebbero scrivere romanzi lunghissimi…
Buona domenica.

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