//Se ne va Elio Bertoldi, giornalista di valore

Se ne va Elio Bertoldi, giornalista di valore

di | 2026-04-05T10:06:09+02:00 5-4-2026 1:00|Punto e Virgola|0 Commenti

La scomparsa di un collega e di un amico lascia sempre uno strascico di rammarico e di rimpianti. Elio Clero Bertoldi se ne è andato qualche giorno fa: aveva compiuto 80 anni lo scorso 24 gennaio. La prima sensazione è di vuoto: ciò che fino a poche ore prima era scontato, improvvisamente si cancella. Il messaggio che annunciava il pezzullo (che poi i suoi erano tutt’altro che pezzulli…) con la richiesta aggiuntiva di dare conferma della ricezione dell’articolo non arriverà mai più. E questo ferisce e colpisce: è vero, nessuno di noi è eterno, ma si ha sempre la percezione che toccherà ad altri e che noi rimarremo immuni da dolori e perdite. Che invece arrivano e fanno male.

Elio, quando il sottoscritto arrivò a Perugia al Corriere dell’Umbria, lavorava in un giornale concorrente, La Nazione. Era già una firma più che affermata, sia nel settore della cronaca giudiziaria che in quello sportivo. Le frequentazioni erano rare, ma per una strana chimica che non ha giustificazioni razionali, si instaurò una reciproca complicità che non era soltanto professionale. La svolta alla metà degli anni Novanta quando entrò nella squadra del Corriere: ci incrociammo di straforo perché nel frattempo chi scrive cominciava il suo percorso alla guida di altre redazioni del Gruppo. Una decina di anni dopo, quella che si era manifestata solo come simpatia e stima, diventò collaborazione quotidiana: lui senpre impegnato in cronaca (e non solo), mentre io ero diventato caporedattore nella sede centrale.

Ricordo con nostalgia la puntuale scenetta che si svolgeva ogniqualvolta lui era di turno in cronaca e a me toccava la chiusura di tutte le edizioni. Si affacciava sulla soglia della mia stanzetta e, all’inizio con molti timori e poi via via con un po’ più di certezze, mi chiedeva il permesso di uscire prima: “L’ultimo giro di nera – mi diceva – lo faccio da casa. Se c’è qualcosa te lo faccio sapere e lo scrivo in 5 minuti. Ma al titolo ci devi pensare tu…”. Naturalmente acconsentivo e lui, contento e sollevato dopo una giornata di lavoro in cui aveva buttato giù almeno ventimila battute, andava via. Verso le 23,45 la telefonata che permetteva di chiudere l’edizione di Perugia, l’ultima ad andare in stampa.

Una simpatica caricatura di Elio Clero Bertoldi

Ma Elio Clero Bertoldi non era soltanto un eccellente cronista: era un uomo di cultura profonda, legatissimo all’Umbria, in particolare alla natia Todi e al capoluogo che era diventato la sua città di residenza. Andammo in pensione a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, nel 2011. Quando, qualche anno dopo, gli proposi di collaborare con Il Punto Quotidiano, il giornale di cui ero e sono tuttora il direttore, accettò con entusiasmo, chiarendo subito che avrebbe scritto solo se aveva qualcosa di importante da dire. In realtà, nel tempo ha scritto quasi ogni settimana il suo pezzullo: dal primo pubblicato l’1 luglio 2018 e intitolato Todi, scoperti affreschi del 500 all’ultimo di domenica scorsa (Giacomo Casanova, mille avventurose vite).

Complessivamente circa 400 articoli in cui ha affrontato ogni tematica: dallo sport alla cronaca, dall’arte alla storia, dai personaggi alle tradizioni alle quali era particolarmente legato. Facendo un excursus sulla sua produzione giornalistica per Il Punto, si nota che un pezzo del 2022 sul cosiddetto “mostro di Foligno” (vicenda che aveva seguito in ogni sua sfaccettatura sia nella fase delle indagini che in quella processuale) ha raggiunto quasi diecimila visualizzazioni; seguito a ruota nel 2024 da una rivisitazione delle vicende di San Francesco d’Assisi) e da una ricostruzione (nel 2023) della morte di Gabriele D’Annunzio. Ma i numeri non riescono a dare pienamente il senso della sua passione e del suo amore per il giornalismo, in ogni espressione. Qualunque suo scritto di qualsiasi argomento traboccava di citazioni in latino e di puntuali riferimenti storici. Aveva frequentato il Liceo Classico, formazione di cui andava fiero e che condivideva con chi scrive, e poi la laurea in Giurisprudenza a Perugia.

Collaborava con diversi quotidiani nazionali: Il Giornale a partire dalla fondazione, Stadio e dal 1978 Corriere dello Sport; era anche un volto noto delle tv locali per i suoi servizi su TeleUmbria-ReteSole. Era un grande appassionato e conoscitore di sport ed in particolare di calcio (per il quale ha seguito a lungo il Perugia), basket, boxe e volley. Il Grifo era la sua squadra del cuore, come testimonia la foto qui a fianco in cui sta intervistando l’allora presidente del club biancorosso Luciano Gaucci; dietro (a sinistra), con il taccuino in mano e la sigaretta tra le dita, c’è anche il sottoscritto.

Elio nella tribuna stampa del Stadio Curi, “casa” del suo amatissimo Perugia

Profondo cordoglio per la morte di Elio Clero Bertoldi è stato espresso dalle istituzioni. La Regione Umbria lo ha definito “figura di riferimento del giornalismo umbro. Per generazioni di giornalisti è stato un punto di riferimento. Di lui restano il tratto umano, la gentilezza, l’educazione e quella naturale signorilità che ne hanno fatto una presenza stimata e riconosciuta da tutti”. Sentito anche il cordoglio del Comune di Perugia che lo ha ricordato come un “professionista di grande autorevolezza, firma storica del giornalismo umbro e nazionale. Perugia perde una voce autorevole, un cronista instancabile e un testimone prezioso della vita civile, sportiva e giudiziaria della città e dell’intera regione”. Profondo cordoglio anche da parte dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria che ha parlato di “una delle firme più prestigiose della stampa regionale”.

Anche il Perugia Calcio esprime cordoglio per la sua scomparsa definendolo un “giornalista che, oltre alla cronaca, per tanti anni ha raccontato il Grifo, per testate locali e nazionali. Un lavoro svolto sempre con competenza, scrupolo e cortesia. E che ha continuato a svolgere con la consueta passione nonostante la malattia che lo aveva colpito da qualche tempo”.

Elio (che dal 2006 era ancha Cavaliere Ufficiale della Repubblica Italiana) era un giornalista poliedrico e preparato, ma era soprattutto una brava persona. E’ stato davvero un onore e un privilegio averlo come collega, amico e prezioso collaboratore.

Buona Domenica e Buona Pasqua.

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