RIETI – “Enola Holmes 2” è un film del 2022 diretto da Harry Bradbeer per Netflix. La pellicola, tratta dalla serie di romanzi “The Enola Holmes Mysteries” di Nancy Springer, è il sequel del film del 2020 “Enola Holmes”, diretto dallo stesso Bradbeer. La giovane detective Enola, cercando di trovare il suo spazio dietro la figura ingombrante del fratello Sherlock Holmes, avvia la sua agenzia investigativa, ma fatica a ottenere clienti a causa della sua parentela ingombrante e anche perché è una giovane donna. Quando la ragazza sta per arrendersi e sgomberare l’ufficio, entra la giovanissima Bessie, che le chiede di aiutarla a ritrovare Sarah, la sorella adottiva scomparsa. Bessie porta Enola all’alloggio dove vivono, escono documenti da una cassaforte, l’intreccio si infittisce con misteriosi omicidi, fino ad arrivare a una fabbrica di fiammiferi, dove lavorano entrambe le ragazze e dove incombe una mortale epidemia di tifo. 
Tra intrighi sempre più fitti, con l’aiuto anche delle intuizioni di Holmes, emerge che la vera causa della morte era il fosforo bianco. Le morti causate da quel prodotto sono una storia vera e poco conosciuta, quella della pioniera dei movimenti femministi Sarah Chapman, nata in Inghilterra nel 1865, morta nel 1945, leader dello sciopero di Bryant & May Matchgirls nel 1888. Quinta di sette figli, famiglia povera, a soli 19 anni, insieme alla madre e alla sorella maggiore, era impiegata come macchinista all’interno della fabbrica di fiammiferi Bryant & May a Bow, East London. Sebbene pericoloso, la fabbrica utilizzava il fosforo bianco, che era causa di gravi malattie come la necrosi della mandibola a seguito dell’inalazione di vapore di fosforo. Un tumore che si manifestava con mal di denti e sintomi influenzali fino ad arrivare alla necrosi, causando gravi sofferenze e morte.

Sarah Chapman
Giovani donne, per lo più adolescenti, con le mascelle gonfie, marce, luminose al buio, per 14 ore al giorno immergevano i fiammiferi nel fosforo bianco, lo respiravano 6 giorni alla settimana, per 4 scellini. La Bryant & May ne era a conoscenza, ma chi lamentava di avere mal di denti, chi parlava, veniva automaticamente licenziato. Se facevano cadere un fiammifero, venivano picchiate. I loro volti brillavano di notte a causa del fosforo: per le strade di Londra le chiamavano “fantasmi”. Prima cadevano i denti, poi le gengive diventavano verdi e nere, finché l’intera mascella si decomponeva e doveva essere asportata (anche senza anestetico). Alcune morirono urlando. La malattia si chiamava “Mascella da fosforo” (phossy jaw).
I proprietari della fabbrica sapevano fin dal 1880 che il fosforo bianco uccide, ma era più economico del fosforo rosso, che costava tre volte di più ma era più sicuro. Nel 1888, 1.400 giovani lavoratrici entrarono in sciopero, guidate da Sarah Chapman. Marciarono fino al Parlamento con i loro volti gonfi e Londra rimase sconvolta. Nel 1908, la Gran Bretagna vietò il fosforo bianco. A denunciare pubblicamente la situazione, fu l’attivista e giornalista Annie Besant con l’articolo White Slavery in London all’interno di “The Link”. In risposta a quell’articolo, la Bryant & May cercò di costringere i dipendenti a firmare dichiarazioni in cui negavano quelle accuse. 
Fedele alleata delle coraggiose donne, dopo un incontro con la Chapman ed altre tre giovani, Annie Besant assicurò la sua assistenza nella formazione di un vero e proprio comitato di sciopero. Mary Naulls, Mary Cummings, Sarah Chapman, Alice Francis, Kate Slater, Mary Driscoll, Jane Wakeling ed Eliza Martin, tutte donne, furono i primi membri del comitato, che si fece sempre più spazio, riuscendo a ottenere l’aiuto di Toynbee Hall e del London Trades Council, fino all’istituzione di un sindacato (l’Union of Women Match Makers). Dodici donne furono elette al comitato, tra cui Sarah Chapman. Diventò il più grande sindacato femminile del paese e la Chapman fu la prima rappresentante dell’Unione al Trades Union Congress (TUC).
Lo sciopero delle fiammiferaie del 1888 è stato la prima azione sindacale in assoluto intrapresa da donne per le donne, migliorando per sempre le condizioni di lavoro. La fabbrica, con la pubblicità negativa che ne derivò, nel 1901 annunciò che non avrebbe più usato fosforo bianco. Nel 1908, la Camera dei Comuni approvò una legge che proibiva l’uso del fosforo bianco nei fiammiferi dopo il 31 dicembre 1910. Con lo sciopero delle Matchgirls, per la prima volta un sindacato di lavoratori non qualificati ha scioperato per una migliore retribuzione e condizioni di lavoro a Londra. 
Un piccolo gruppo di ragazze riuscì a sensibilizzare l’intera opinione pubblica sulle pericolose condizioni di lavoro e sui bassi salari e fecero la differenza. La Chapman e le altre donne sono state pioniere della parità di genere e dell’equità sul lavoro, lasciando una grande eredità al movimento sindacale, ai moderni movimenti femministi e più in generale ai movimenti per i diritti dei lavoratori. Storie da conoscere, divulgare, ricordare, una felice intuizione del film, quella di scrivere un intreccio carico di mistero, che riporta a episodi realmente accaduti, a verità nascoste, a morti vere, da considerare omicidi.
Un mistero smascherato da donne coraggiose e di cui pochissimo si sapeva.
Francesca Sammarco

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