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San Francesco, pensiero sempre più attuale

di | 2026-03-01T10:59:57+01:00 1-3-2026 0:30|Personaggi, Sezione 7|0 Commenti

MILANO – San Francesco (esempio di cristiana povertà e patrono d’Italia), al secolo Giovanni di Pietro di Bernardone, era nato ad Assisi, nel 1181-1182, e nella cittadina umbra morì il 3 ottobre 1226: fondatore dell’Ordine francescano, fu proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1228. Ricorre quindi quindi quest’anno l’ottavo centenario della sua morte, un momento storico che coinvolge e unisce fedeli, pellegrini e istituzioni nel segno della fraternità universale. L’evento offre a tutti l’opportunità per sostare in preghiera davanti alle spoglie di Francesco, riscoprendo la profondità del suo messaggio di amicizia, dono di sé e speranza.

Le parole dell’apostolo Giovanni ricordano che “ciò che muore nell’amore germoglia e porta frutto” e spronano alla consapevolezza, manifestata in modo eloquente dai resti mortali di san Francesco, come invito a considerare la vita personale di ciascuno a donarsi generosamente nelle relazioni, per diventare un albero vivo di fraternità che continua a donare frutto nella storia della Chiesa e del mondo. Con il messaggio di San Francesco le nostre relazioni possono riscoprirsi fraterne, il mondo ci appare come la casa comune e il futuro si apre come grembo di speranza. Anche per chi non è credente, san Francesco è una buona notizia: la concreta possibilità, storicamente provata, di una vita umana che non si fonda sulla competizione, ma sulla collaborazione e sul servizio reciproco.

Tante saranno le iniziative che ad Assisi, in Italia e nel mondo vogliono testimoniare come il Santo poverello sia ancora oggi un dono per tutti. Fin dalle scorse settimane, la preparazione dell’ostensione ha visto momenti significativi, come la prima ispezione del sarcofago nella notte del 9 gennaio scorso, alla presenza del vescovo diocesano, monsignor Sorrentino. È stata compiuta l’estumulazione dei resti mortali di san Francesco dal sarcofago in cui sono conservati e sono stati deposti su una mensa preparata nella cripta della Basilica. Da lì comincerà la celebrazione della traslazione del santo. L’ostensione proseguirà fino al 22 marzo ed è un invito a riscoprire l’eredità di Francesco, un uomo il cui messaggio di pace e fraternità continua a parlare al cuore dell’umanità. Ricordare la sua morte significa celebrarne la vita e l’impatto che, a 800 anni di distanza, continua a ispirare il cammino cristiano.

L’intero mese sarà arricchito da un fitto calendario di appuntamenti liturgici e culturali, pensati per favorire la partecipazione e la riflessione. Tra gli eventi (religiosi e culturali) che caratterizzeranno questo mese dell’ostensione va ricordata la veglia dei parlamentari e dei rappresentanti delle istituzioni della Repubblica Italiana il 12 marzo alle 20, il Meeting Francescano Giovani dal titolo “Sorella morte. Un’esperienza da scartare” al Sacro Convento il 14 e 15 marzo e il convegno dal titolo “Per Francesco sorella è la morte. Una provocazione alla vita” che si terrà nella Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli dal 20 al 22 marzo.

La solenne celebrazione conclusiva dell’ostensione si terrà il 22 marzo alle 17 nella chiesa superiore, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. La possibilità di venerare le spoglie di Francesco è riservata solo a coloro che gratuitamente hanno prenotato, per gestire l”innumerevole movimento di pellegrini verso Assisi. Infine, è stata allestita nel chiostro anche una mostra sul ritrovamento del corpo di san Francesco nel XIX secolo, per raccontare con l’arte la vita e la morte del patrono d’Italia.

Claudia Gaetani

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