//Saline di Tarquinia a rischio inondazione

Saline di Tarquinia a rischio inondazione

di | 2022-09-11T06:54:47+02:00 11-9-2022 6:56|Controluce|0 Commenti

La Riserva naturale delle Saline di Tarquinia, in provincia di Viterbo, è a rischio inondazione e se non si interverrà in tempi rapidi le grandi vasche verranno invase dal mare compromettendo irrimediabilmente l’intero habitat oggetto di tutela da parte della Comunità europea.
A lanciare l’allarme è stato il Nucleo Carabinieri Biodiversità della Riserva naturale che per primo ha evidenziato la situazione venutasi a creare proprio a ridosso della Riserva dove le continue mareggiate stanno erodendo il lembo di duna sabbiosa, larga poco più di un metro, che fa da argine tra il mare e le vasche delle saline. Poi lo stesso Comune di Tarquinia, per voce del sindaco, Alessandro Giulivi, ha spedito una missiva alla Regione Lazio chiedendo di intervenire realizzando una barriera che impedisca in quel tratto l’erosione della costa.

Veduta aerea delle saline di Tarquinia

La Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia è un’area umida con elevata salinità marina che ha convissuto per decenni con un antico impianto per la produzione di sale chiuso definitivamente nel 1997. Copre circa 170 ettari occupati per lo più da vasche, quasi tutte comunicanti e occupate da acque poco profonde, salate e iperaline, separate da terrapieni in terra, pietra e legno ricavati su un substrato di sabbie marne. La zona è stata utilizzata per l’estrazione del sale marino sin dall’XI-X sec. a.C. costituendo poi un importante porto di scambio tra Fenici, Etruschi, Greci e Romani. Le saline vennero abbandonate nel medioevo e poi riattivate nell’800 ad opera dello Stato Pontificio. L’estrazione del sale è cessata definitivamente nel 1997. Ma l’intera area nel 1980 è diventata zona protetta in quanto biotopo che presenta caratteristiche ambientali particolarmente adatte alla sosta e alla nidificazione di numerose specie dell’avifauna migratoria. Dal punto di vista naturalistico le Saline sono caratterizzate da fattori ecologici altamente selettivi per gli organismi viventi, primo fra tutti il contenuto in sali dell’acqua e del suolo che varia sensibilmente durante l’anno.

Fenicotteri alle saline di Tarquinia

Tra l’altro all’interno dell’area della Riserva resta ben conservato l’antico borgo che ospita il dipartimento di Biologia marina diretto dal professor Giuseppe Nascetti, ecologo di fama internazionale.
Oggi le condizioni della costa, in particolare nel tratto che va dal Porticciolo alla prima chiusa delle Saline (che include anche la fascia di arenile davanti alla ex Base militare del Cale), appaiono assai compromesse con rischio concreto d’inondazione dal mare. L’amministrazione comunale di Tarquinia ha richiesto alla Regione Lazio di intervenire nella realizzazione di opere di difesa al fine di salvaguardare un habitat di importanza comunitaria, come quello delle Saline, di assicurare la conservazione di un tratto di costa che rischia di essere completamente sommerso dalle acque del mare e infine per scongiurare rischi per la pubblica incolumità.
Ma fino a oggi da Roma non è arrivato alcun riscontro.

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