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Rosa, corpo incorrotto dopo oltre 8 secoli

di | 2025-09-14T01:38:34+02:00 14-9-2025 0:15|Sezione 4, Storie|1 Comment

VITERBO – Era il 13 novembre 1921 quando venne eseguita dal professor Pietro Neri la traslazione straordinaria del corpo incorrotto di Santa Rosa. Papa Benedetto XV, infatti, temeva che l’afflusso dei pellegrini che toccavano e baciavano la mano della Santa, potesse danneggiare il prezioso corpo. Proprio in quell’occasione, il corpo di Rosa venne misurato nella lunghezza (che risultò essere di 1,295 metri) e nel peso (kg. 5,180). Il Cuore (che venne espiantato dal medico “a furor di popolo” e che è custodito nel reliquiario donato dal pontefice) e il Corpo furono portati in processione per le vie della città. Il rito si ripete ogni 2 settembre quando il Cuore della patrona di Viterbo viene portato per le vie del centro storico durante una Solenne Processione.

Successivamente fu eseguita un’altra ricognizione nel 1962, mentre tra il 1996 e il 1998 la terza ed ultima ricognizione, decisamente più approfondita, sotto la guida in videocollegamento del professor Luigi Capasso, una figura di spicco nel mondo dell’antropologia, con diversi incarichi prestigiosi come lo studio della conservazione di resti umani antichi mummificati (tra i quali la mummia del ghiacciaio del Similaun e la mummia di San Bernardino da Siena).

Per quanto riguarda il corpo della santa, la ricognizione si era resa necessaria per togliere i segni dei precedenti restauri, che portò alla rimozione di cellulosa e di lucidature che erano state applicate come vernici. I suoi occhi erano azzurri, come scoperto da un’iride conservata, per non parlare dei tessuti molli dell’occhio e del fegato rilevati in ottimo stato. Aveva anche la trisomia, ossia un’anomalia genomica, che fa spuntare i capelli a ciuffi di tre. L’esame effettuato sul corpo mummificato di santa Rosa evidenziò l’agenesia, ossia la mancanza dello sterno (l’osso che si trova sopra il cuore, al quale si collegano le costole formando la gabbia toracica). Santa Rosa è l’unico caso al mondo di una persona che sia riuscita a vivere per circa 18 anni, nonostante questa rarissima malformazione congenita.

Rosa era cardioapatica, con anomalie cardiache e complicazioni che hanno indotto gli studiosi a classificare come sindrome di Cantrell la malattia che provocò la sua morte nel 1251. Si tratta di una patologia letale che colpisce i neonati. Sul suo braccio sinistro venne rilevata una cicatrice, probabilmente causata da una ferita da punta di freccia, mentre trasportava le pietre che servirono per difendere Viterbo, dall’assedio delle truppe di Federico II.

Il corpo incorrotto, venerato dai fedeli in tutto il mondo, ha detto tanto agli scienziati, ma è anche un miracolo come riesca a scuotere gli animii e a diffondere il suo messaggio d’amore verso il prossimo, soprattutto i bisognosi.

Laura Ciulli

One Comment

  1. Nello 14 settembre 2025 at 13:10 - Reply

    Grazie Laura!

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