CIVITA CASTELLANA (Viterbo) – Un’aula magna gremita e un silenzio partecipe hanno fatto da cornice a un evento di straordinario spessore civile in occasione del mese dedicato alla Donna. L’incontro, nato dalla volontà del Consolato Provinciale dei Maestri del Lavoro di Viterbo, ha visto la partecipazione di circa 250 ragazzi e ragazze delle classi dalla prima alla quinta dell’Istituto d’istruzione secondaria “Giuseppe Colasanti” di Civita Castellana (indirizzi Odontoiatrico e Tecnico Economico). L’iniziativa è stata promossa e coordinata dalla MDL Anna Tabacchini, responsabile della realtà femminile del Consolato di Viterbo, che ha voluto portare nelle scuole un messaggio concreto di consapevolezza. Insieme a lei, a rappresentare l’istituzione dei Maestri del Lavoro, erano presenti il console provinciale Massimo Ercoli e il responsabile della testimonianza scuola-lavoro Paolo Signoracci. 
Al centro del dibattito, l’intervento della dottoressa Valentina Bruno, presidente dell’Associazione Erinna di Viterbo. In qualità di responsabile del centro antiviolenza, ha illustrato con delicatezza e fermezza l’operato dell’associazione, spiegando agli studenti ed alle studentesse presenti l’importanza della prevenzione e il valore del supporto alle donne che vivono situazioni di difficoltà. L’aspetto più significativo della mattinata è stato l’altissimo livello di attenzione dimostrato dagli studenti e dalle studentesse. I ragazzi e le ragazze non si sono limitati all’ascolto, ma hanno rivolto numerose domande, dimostrando un interesse vivo per le tematiche del rispetto di genere e della sicurezza sociale. Un segnale di maturità che fa onore alla scuola di Civita Castellana.
A chiusura dell’incontro, il console Ercoli ha rivolto un saluto alla numerosa platea: “Cari ragazzi e care ragazze, essere ‘Maestri del Lavoro’ non significa solo raggiungere traguardi professionali, ma sentire il dovere di tramandare il valore della dignità umana. La professionalità che state costruendo nei vostri indirizzi tecnici non avrebbe valore senza il rispetto per la persona. Il mio augurio è che possiate diventare professionisti eccellenti, ma soprattutto uomini e donne capaci di far vincere sempre il dialogo sulla prevaricazione. Il lavoro è libertà e la libertà cammina sulle gambe del rispetto”.
Grazie all’impegno di Anna Tabacchini e di tutto il Consolato, questo mese di marzo non deve essere legato solo ad una ricorrenza, ma ad una vera e propria lezione di vita. Il dialogo tra l’esperienza dei Maestri del lavoro e l’energia dei circa 250 giovani presenti ha confermato che la costruzione di una società più giusta parte proprio dalla scuola e dal confronto generazionale.
Adele Paglialunga
“l’uomo”

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