ROMA – Tradizione rispettata in Vaticano. L’immenso abete rosso di 25 metri, dal peso di 80 quintali, giunto lo scorso 27 novembre dalla Val d’Ultimo e donato dai Comuni di Lagundo e Ultimo, è stato acceso il 15 dicembre. Era il 1982, quando durante il pontificato di Giovanni Paolo II, veniva collocato il primo albero di Natale donato proprio dall’Italia. Nel corso degli anni è sempre stato regalato da una nazione diversa. Per quanto riguarda il primo Presepe, le statue della rappresentazione della Natività erano quelle che San Vincenzo Pallotti aveva voluto per il presepe realizzato nel 1842, nella chiesa di San’Andrea della Valle a Roma, più precisamente ne vennero scelte nove e successivamente ne vennero aggiunte altre di anno in anno. 
Anche l’albero di Natale ha radici cristiane: proviene dai Paesi nordici, nonostante sia legato alla tradizione pagana del culto degli alberi. I cristiani, invece, lo hanno fatto risalire alla festa di Adamo ed Eva, che viene celebrata in Germania il 24 dicembre, considerandolo come l’albero del Paradiso e poi nel corso degli anni, venne fissata una stella in cima. In Piazza San Pietro, illuminata dalla suggestiva cerimonia della presentazione del Presepe “Tu scendi dalle stelle” realizzato nella diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, si estende per circa 17 metri, e dell’accensione dell’abete, sotto i flash di telefonini e macchine fotografiche di fedeli e turisti di tutto il mondo.
Un Presepe suggestivo con il Battistero di Santa Maria Maggiore di Nocera Superiore, la fontana Helvius di Sant’Egidio del Monte Albino ed i cortili dell’Agro Nocerino-Sarnese, sfondi della Natività, legati a San Maria Alfonso de’ Liguori, che scrisse il canto “Tu scendi dalle stelle”, nella città di Nola, probabilmente nel 1754. Cerimonia presieduta dalla presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, suor Raffaella Petrini, alla presenza dell’arcivescovo Emilio Nappa, con la banda del Corpo della Gendarmeria vaticana. Due installazioni significative, messaggere di pace e di speranza, a ricordare la luce del Signore per l’umanità così sofferente, per suscitare stupore, e chiamare l’attenzione sulla custodia del Creato. 
Due segni come fari per i distratti, per chi è lontano, per chi non sa. Del resto, Papa Leone sottolineando l’importanza del presepe durante l’udienza in Vaticano con i mille figuranti del presepe vivente che avevano sfilato in corteo sulla via Merulana, lo ha definito “un segno importante: ci ricorda che siamo parte di una meravigliosa avventura di Salvezza in cui non siamo mai soli”. Sia il presepe che l’albero di Natale saranno esposti fino a domenica 11 gennaio, Festa del Battesimo del Signore. Inoltre dall’abete rosso verranno ricavati degli oli essenziali dai rami verdi, mentre il legno verrà donato ad una associazione benefica per il recupero, proprio ai fini del rispetto del creato.
Laura Ciulli

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