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Quando vacanza non ha niente a che fare con… vacante

di | 2026-08-07T19:18:43+02:00 9-8-2026 0:25|Attualità, Sezione 6|0 Commenti

NAPOLI – È tempo di vacanza, tutti ne abbiamo bisogno. Un giudizio chiaro lo ebbe a dire il caro Don Giussani qualche tempo fa in occasione di una intervista: «Avranno ben il tempo libero, i ragazzi! Ma un giovane, una persona adulta lo si giudica dal lavoro, dalla serietà del lavoro, dalla tenacia e dalla fedeltà al lavoro?». «No – rispose – macché! Un ragazzo si giudica da come usa il tempo libero». Si scandalizzavano tutti. E invece è proprio vero, se è tempo libero, significa che uno è libero di fare quello che vuole. Perciò quello che uno vuole lo si capisce da come utilizza il suo tempo libero. Trascorrere insieme alcuni giorni in montagna per godere del fresco o comunque in acqua in località marine diventa fondamentale.

È consuetudine per alcuni trascorrere le vacanze in tanti. E fino a qui nulla di nuovo. Farlo con molte persone diventa un fatto oggettivamente strano. Cosa spinge tante persone a stare insieme condividendo passeggiate, incontri culturali, giochi, testimonianze e… preghiere? Solo per il desiderio di credere ancora nella condivisione? Solo per vivere intensamente il reale? Solo perché c’è chi crede ancora che insieme è meglio? Solo per abbracciare luoghi e persone che oggettivamente non faresti? Sicuramente perché l’altro è considerato realmente una possibilità positiva, ancor di più perché l’altro è l’occasione per rimettere tutto in discussione, perché l’altro è la concreta possibilità di rivedere la propria vita, cioè quello a cui tu più credi. Insomma, un tempo libero, una vacanza per… lavorare su di sé.

Ecco, vacanza per alcuni è questa cosa qua. Le tanto sospirate vacanze, il momento in cui finalmente ognuno ha la possibilità di riaffermare il desiderio di muoversi con libertà, di risistemare le cose di casa, riordinare idee, uscire più facilmente, senza lo stress del giorno dopo sul posto di lavoro. Curare gli hobby, curare le amicizie, curare i rapporti in famiglia (soprattutto per chi ha i figli che seguono ancora i genitori). Comunque, un toccasana per la mente, non certo per le tasche.

Quest’anno a Nocera Umbra 300 persone si sono riunite per quattro giorni con questo intento: riprendere in mano la propria vita. Tante le occasioni: dall’ascoltare testimonianze di una storica come Mariella Carlotti che ha raccontato della vita di San Francesco e del ciclo degli affreschi di Giotto nella basilica superiore di Assisi, incontrare padre Gianfranco Ostuni commissario della Terra Santa che ha dato chiare idee sulla situazione sociale, politica e religiosa di quei posti oltre alle tante opere che vengono svolte. Insomma una vacanza così non passa senza lasciare il desiderio di ricominciare a settembre con più voglia, con più ardore. Quasi che uno si auguri che arrivi quanto prima possibile. Il riposo è vero quando è riposo del cuore.

Vacanze di comunità, in famiglia, con gli amici. Al mare o in montagna. Non uno stacco da se stessi, ma un’occasione per andare ancora di più a fondo di quello che uno vive. Perché è lì, nel tempo libero, che si capisce cosa uno vuole veramente. Questo vuol dire che la vacanza è una cosa importante. Innanzitutto ciò implica attenzione nella scelta della compagnia e del luogo, ma soprattutto c’entra con il modo in cui si vive: se la vacanza non ti fa mai ricordare quello che vorresti ricordare di più, se non ti rende più disponibile verso gli altri, ma ti rende più istintivo, se non ti fa imparare a guardare la natura con intenzione profonda, se non ti fa compiere un sacrificio con gioia, il tempo del riposo non ottiene il suo scopo.

La vacanza deve essere la più libera possibile. Il criterio delle ferie è quello di respirare, possibilmente a pieni polmoni.

Innocenzo Calzone

Giornalista pubblicista, architetto e insegnante di Arte e Immagine alla Scuola Secondaria di I grado presso l’Istituto Comprensivo “A. Ristori” di Napoli. Ha condotto per più di 13 anni il giornale d’Istituto “Ristoriamoci”. Partecipa e promuove attività culturali con l’associazione “Giovanni Marco Calzone” organizzando incontri e iniziative a carattere sociale e di solidarietà. Svolge attività di volontariato nel centro storico di Napoli con attività di doposcuola per ragazzi bisognosi; collabora con il Banco Alimentare per sostenere famiglie in difficoltà. Appassionato di arte, calcio e musica rock.

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