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Quando le serie televisive cambiano la vita quotidiana

di | 2026-03-19T20:21:20+01:00 22-3-2026 0:20|Sezione 5, Spettacolo|0 Commenti

VITERBO – C’è stato un tempo in cui la televisione era soprattutto un appuntamento serale: si guardava un programma, si commentava brevemente e poi la vita riprendeva il suo corso. Oggi il rapporto con le serie TV è molto diverso. Non sono più soltanto intrattenimento, ma veri e propri generatori di linguaggi, abitudini e comportamenti che spesso finiscono per uscire dallo schermo e insinuarsi nella quotidianità. Basta osservare il linguaggio. Molte espressioni nate all’interno di serie di successo entrano rapidamente nelle conversazioni di tutti i giorni. Frasi, battute e modi di dire diventano citazioni riconoscibili tra amici e colleghi. È successo con Breaking Bad, che ha trasformato l’espressione “Say my name” in una citazione ironica ripetuta in mille contesti diversi, o con Il Trono di Spade, dove il celebre “Winter is coming” è diventato una battuta utilizzata per qualsiasi situazione imminente, dal temporale estivo alla riunione del lunedì mattina.

La cultura seriale ha modificato anche il ritmo della visione. Un tempo l’attesa tra una puntata e l’altra faceva parte del gioco; oggi dominano le maratone televisive. Guardare cinque o sei episodi di fila è diventato quasi normale, tanto che la domanda “hai visto la puntata?” è stata sostituita da un più realistico “a che episodio sei arrivato?”. In certi casi la serie diventa una specie di impegno parallelo nella routine quotidiana: lavoro, palestra, commissioni… e poi quell’episodio che “dura solo quaranta minuti”. Naturalmente ne partono tre, ma questo è un dettaglio che si scopre sempre troppo tardi. L’influenza delle serie TV, però, non si ferma al linguaggio o alle abitudini di visione. Sempre più spesso incidono anche su gusti estetici e comportamenti concreti. Dopo il successo di Peaky Blinders, per esempio, cappotti lunghi, gilet e tagli di capelli ispirati agli anni Venti sono tornati improvvisamente di moda, soprattutto tra i più giovani. E non sono mancati i locali che hanno iniziato a organizzare serate a tema con whisky e atmosfera “alla Birmingham”, come se Tommy Shelby potesse entrare da un momento all’altro dalla porta.

Game of thrones

Altre serie hanno avuto effetti persino più curiosi. Emily in Paris, ad esempio, ha contribuito a rilanciare un’immagine molto precisa della capitale francese: balconi fioriti, caffè all’aperto, croissant e biciclette lungo la Senna. Il risultato è stato un aumento di visitatori nei quartieri mostrati nella serie e un proliferare di foto sui social negli stessi punti in cui è stata girata qualche scena famosa. Anche il turismo ha risentito molto dell’effetto seriale. Dopo il successo di Game of Thrones, la cittadina croata di Dubrovnik, utilizzata come ambientazione di Approdo del Re, è diventata una meta quasi obbligata per gli appassionati della serie. Molti visitatori cercano esattamente le stesse scale, le stesse mura e le stesse piazze viste sullo schermo. In pratica si visita una città medievale con la stessa concentrazione con cui si cerca di riconoscere dove è stata girata una scena.

Emily in Paris

Dietro tutto questo c’è un cambiamento culturale significativo. Le serie TV sono diventate uno dei grandi repertori narrativi condivisi della contemporaneità. Personaggi, ambientazioni e situazioni finiscono per entrare nell’immaginario collettivo, creando riferimenti comuni tra persone che magari non si sono mai incontrate ma che hanno visto la stessa storia. Naturalmente questo fenomeno ha anche qualche lato curioso. La serialità ha introdotto una nuova forma di ansia sociale: quella di restare indietro rispetto alla visione degli altri. Lo spoiler è diventato un rischio concreto nelle conversazioni quotidiane e non è raro che qualcuno acceleri la visione di una serie solo per evitare di scoprire il finale durante una pausa caffè in ufficio.

Eppure, al netto di queste piccole nevrosi contemporanee, il successo delle serie televisive racconta qualcosa di molto semplice: gli esseri umani continuano ad avere bisogno di storie condivise. E oggi, più di qualsiasi altro medium, le serie TV sono diventate uno dei luoghi in cui queste storie prendono forma, influenzando non solo ciò che guardiamo, ma anche il modo in cui viviamo e raccontiamo il mondo che ci circonda.

Alessia Latini

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