NAPOLI – Quella del Pio Monte della Misericordia a Napoli è una storia incredibile che dura dal 1602, anno della fondazione. Continua ancora oggi ad opera di persone che hanno a cuore il bene della società e di persone bisognose. Il Pio Monte nasce nel 1602 ad opera di nobili napoletani consapevoli della miseria e delle necessità di una popolazione bisognosa di aiuto e soccorso. È organizzata con un governo costituito da sette governatori che si avvicendano e che, ancora oggi, si riuniscono più volte all’anno per definire i progetti e gli obiettivi della congrega. 
Nel 1606 i governatori commissionano a Caravaggio il dipinto che racconta la carità verso il prossimo attraverso le opere di misericordia corporale, una sorta di manifesto a favore delle persone più deboli con il cuore carico di una fede così come descritto nel Vangelo secondo Luca. Le 7 opere di misericordia sono: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, seppellire i morti, curare gli infermi, ospitare i pellegrini, visitare i carcerati. Sono opere che ancora oggi hanno un’importanza fondamentale per il cammino di fede di ciascuno di noi.
Da oltre quattro secoli il Pio Monte della misericordia continua l’opera di assistenza e beneficenza verso le persone con i loro disagi e difficoltà attraverso un sistema di partecipazione anche economica. La struttura si pone come obiettivo non soltanto la beneficenza ma anche il restauro di opere d’arte, di edifici del patrimonio immobiliare e artistico ed ha ancora adesso un forte valore sociale.
Sull’altare maggiore della Chiesa è posto il capolavoro del Caravaggio; ai piani superiori ci sono gli arredi della congrega e una ricca collezione di opere dalla fine del XV secolo al XXI tra cui Mattia Preti, Massimo Stanzione, Luca Giordano, Andrea Vaccaro, De Ribera e altre opere tutte frutto delle donazioni degli artisti e di famiglie nobili napoletane.
Da diverso tempo è stata inaugurata una nuova collezione di opere moderne, alcune di Mimmo Iodice (il grande fotografo napoletano), Mimmo Paladino, Yannis Kounellis, Anish Kapoor e altri grandi artisti contemporanei. 
Il quadro “Le 7 opere della misericordia” costituisce il nucleo più importante delle opere presenti. Viene commissionato nel 1606 dai governatori dell’opera a Caravaggio e pagato ben 400 ducati. Il magnifico dipinto delle 7 opere è una sintesi del messaggio di ieri e di oggi di questa Istituzione e quindi la storia di uomini, di famiglie, di persone che hanno a cuore di fare bene il bene e che hanno avuto la fortuna di incontrare il Bene che è il bene della Chiesa, un luogo che, nonostante tutto, sta in piedi da più di 2000 anni e stimola e suscita opere di bene.
Innocenzo Calzone

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