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Palermo si mobilita per salvare l’Oreto

di | 2018-07-28T17:38:14+02:00 29-7-2018 6:15|Attualità, Sezione 4, Viaggi|0 Commenti

PALERMO – Mobilitazione cittadina a Palermo per bonificare il fiume Oreto, con l’impegno di raccogliere entro il 30 novembre prossimo tantissime firme on line per concorrere al concorso biennale nazionale promosso dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) “I luoghi del cuore”, che ha l’obiettivo di recuperare alla fruizione collettiva luoghi importanti del nostro Paese abbandonati o trascurati, finanziando con 50.000 euro l’avvio degli interventi di recupero e bonifica ambientale.

L’Oreto non è certo paragonabile al glorioso Tevere, terzo tra i nostri fiumi, e neppure all’Arno, divenuto simbolo della lingua italiana grazie ad Alessandro Manzoni che nel 1827 si recò a Firenze per “risciacquare i suoi panni in Arno”, cioè per rivedere “I Promessi Sposi” alla luce dell’italiano parlato nel capoluogo toscano. Il fiume Oreto, lungo circa 20 chilometri, è un corso d’acqua a carattere torrentizio, che anche in estate conserva un deflusso sufficiente per la presenza di molte sorgive lungo il proprio corso e per la ricchezza della falda che lo alimenta. La sua sorgente è a sud di Palermo, nella cosiddetta “Conca d’Oro”, lungo la dorsale del Monte Matassaro Renna; il fiume scorre poi verso la periferia sud del capoluogo e sfocia nel Mar Tirreno, con una foce visibile dal ponte del lungomare Sant’Erasmo.

Notizie sul fiume sono riscontrabili già in epoca romana; all’altezza dell’attuale Ponte Corleone, viene documentata una battaglia tra cristiani e musulmani, a dimostrazione che allora il corso d’acqua era navigabile. Sono inoltre stati trovati fossili con pesci che mostrano l’antica ampiezza del suo letto. Una testimonianza della splendida vallata del fiume si trova nell’opera in versi latini “Silva De pulcherrima Altifontis Vicinia”, scritta nel 1841 dal professore e canonico Nicolò Di Carlo.

Il fiume, sito di interesse comunitario e luogo naturale protetto dall’Unione Europea, ancora oggi è popolato da numerose specie di uccelli, pesci, anfibi, e lambito da spazi verdi con salici e pioppi. Negli ultimi decenni ha però subito un progressivo degrado a causa dell’incuria da parte di cittadini e amministrazione comunale. Negli ultimi anni, per iniziativa dei Comuni attraversati dal fiume e su proposta di molti istituti scolastici che lo hanno “adottato”, sono state condotte comunque campagne di sensibilizzazione per la sua bonifica e la sua trasformazione in riserva naturale.

Oggi la scommessa di associazioni e cittadini, sollecitati anche da un efficace video del videomaker Igor D’India, è che il fiume, come in ogni grande città che si rispetti, recuperi il suo potenziale di bellezza e diventi parco urbano, oasi verde, luogo di aggregazione e attrattiva turistica.

Maria D’Asaro

Nell’immagine di copertina, il fiume Oreto

 

Ha lavorato nella scuola media come psicopedagogista e docente; dal 2020 è giornalista pubblicista. E’ autrice del blog: Mari da solcare
https://maridasolcare.blogspot.com

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