PALERMO – Andy Warhol, icona della Pop-art americana, è noto anche ai non esperti di arte contemporanea. La scrivente ignorava invece il talento del francese Arman e dell’italiano Mimmo Rotella, artisti che la mostra La forma consumata. Arman, Rotella, Warhol le ha permesso di conoscere e apprezzare.

Un’opera di Andy Warhol
Realizzata dal Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea e allestita a Palermo nella storica struttura settecentesca dell’ex Albergo delle Povere (dove è stato da poco completato un intervento di restauro di alcuni spazi adibiti a percorso museale), la mostra comprende 81 opere provenienti da collezioni private e realizzate tra il 1954 e il 2004: trentacinque lavori di Andy Warhol, tra acrilici e serigrafie su carta e tela, diciotto opere e sculture di Arman, ventisette opere di Rotella. L’81° opera è Rejected Flowers, accumulazione di serigrafia su carta realizzata a quattro mani da Arman e Warhol nel 1970.
“La forma consumata è il titolo che abbiamo voluto dare alla mostra per legare insieme il percorso di tre grandi artisti internazionali come Mimmo Rotella, Arman e Andy Warhol”, ha detto al TG regionale siciliano Evelina De Castro, dirigente del Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Visitabile sino al 27 dicembre prossimo, l’esposizione offre al pubblico una prospettiva inedita di grande valore artistico che fa dialogare Pop-Art americana e Nouveau Réalisme europeo ed evidenzia la capacità di contaminazione tra i linguaggi espressivi contemporanei che, attraverso sperimentazioni originali, hanno legato oggetti, icone, pubblicità, serialità e comunicazione di massa.

Mimmo Rotella
Il curatore Alberto Fiz ha sottolineato che la mostra ha privilegiato il dialogo tra le opere attraverso otto nuclei tematici: Ritratti, che introduce il tema dell’identità e dell’autorappresentazione (con l’Autoritratto di Warhol del 1977, i ritratti di Arman eseguiti da Warhol e l’Autoritratto napoleonico di Rotella); Riproducibilità, che riguarda invece la serializzazione dell’immagine (con Mao della ‘Reversal Series’ di Warhol, ‘In Favor of Admission’ e ‘Bird of Paradise’ di Arman, ‘Assemblage San Pellegrino’ di Rotella, dove immagine e oggetto si moltiplicano), Politica e Marilyn, che indagano il percorso dell’immaginario collettivo (come il Dux di Rotella, l’Electric Chair di Warhol, le Marilyn dell’artista americano e quelle di Rotella).
Le sezioni Celebrities, Sovrapposizioni e Materie mostrano figure iconiche, immagini stratificate e materiali residuali: da Mick Jagger, James Dean e Alessandro Magno di Warhol ai décollage e artypo di Rotella, fino a ‘Impronte’ e ‘Untitled’, il violino sezionato e congelato nella resina, di Arman.

Arman
L’ultima sezione Con tutto mette in relazione ‘L’Auto Perfetta’ di Rotella, ‘Violoncello’ di Arman e il dialogo tra un décollage del 1961 e un’opera di Warhol dove compare la scritta “Pentiti e non peccare più”, che evidenzia come memoria, società dei consumi e tensione spirituale si confondano e sovrappongono.
Qui qualche notizia su Arman e Rotella: Armand Pierre Fernandez, noto come Arman (nato nel 1928 a Nizza e morto a New York nel 2005), è stato un pittore e scultore francese, che era solito inserire nelle sue tele strumenti musicali infranti. Una parte del suo lavoro artistico fu incentrata sulle accumulazioni di oggetti come scarpe, monete, orologi, pennelli, tubetti di colore. Si è dedicato anche a opere scultoree, in genere bronzee, che rappresentavano gli stessi soggetti delle tele. Arman è stato tra gli esponenti più significativi alla risposta europea alla Pop-art americana: il Nouveau Réalisme, movimento artistico fondato nel 1960 da Pierre Restany, a cui aderì anche Rotella.

Opera di Rotella
Mimmo Rotella (nato a Catanzaro nel 1910 e morto a Milano nel 2006) realizza nel 1947 le sue prime esposizioni e nel 1949 si dedica ad esperimenti di poesia fonetica. Nel 1953 intuisce che il mezzo pittorico non è quello più adatto per l’espressione della sua poetica e ha quella che definisce una ‘illuminazione Zen’: la scoperta del manifesto pubblicitario come espressione artistica. Così nasce il décollage: Rotella preleva dai muri di Roma e incolla su tela pezzi di manifesti strappati per strada, rielaborandoli poi nel suo studio. Esporrà quindi le sue opere in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero
Insieme ai décollages, che si caratterizzano per la presenza dei divi del grande schermo e della musica come Marilyn Monroe, Liz Taylor, Marlon Brando ed Elvis Presley, Rotella esegue anche assemblages e ready-made con oggetti acquistati da rigattieri come tappi di bottiglia, corde, ceste di vimini e pezzi di stoffa. Questo rimando all’oggetto di uso comune e quotidiano lo avvicina alle pratiche coeve della Pop-Art britannica e statunitense.

Opera di Arman
Negli anni ’60, a Parigi prosegue la produzione dei riporti fotografici (o reportages), in cui si avvale di procedimenti fotomeccanici di riproduzione dell’immagine. Parallelamente realizza gli ‘artypos’: l’inserimento su una tela delle prove di stampa dei manifesti, fogli contraddistinti da una sovrapposizione randomica di immagini, in genere destinati al macero. Nel 1967 soggiorna a New York, dove conosce Andy Warhol. Nel 1980 lascia Parigi e si stabilisce a Milano dove, per sua volontà, è stata costituita una fondazione che cura il suo patrimonio artistico.
Tornando alla mostra, in essa compaiono infine ritratti di Arman, Rotella e Warhol realizzati da Fabrizio Garghetti, fotografo milanese che, con i suoi scatti, ha documentato l’arte e alcuni dei suoi maggiori protagonisti dagli anni Settanta a oggi.
Maria D’Asaro

Sempre puntuale e ricco di spunti, il tuo articolo fa venir voglia di rivedere le opere, grazie per la divulgazione e…al prossimo evento!