VITERBO – Intellettuale, scienziato, musicologo e monaco benedettino, con alle spalle una intensa attività come esorcista (a seguito della nomina del patriarca di Venezia) e stimato persino dal collega padre Gabriele Amorth (noto esorcista). Fin qui niente di strano se non per il fatto che nel maggio del 1972 questo sacerdote dell’ordine benedettino, diventa oggetto di grande attenzione per via di un articolo pubblicato su La Domenica del Corriere e firmato da Vincenzo Maddaloni che lo aveva intervistato. Già, perché il giornalista aveva fatto conoscere al mondo padre Pellegrino Ernetti, rivelando attraverso quelle pagine che il prelato aveva inventato un apparecchio, il cronovisore, in grado di registrare eventi accaduti nel passato: in pratica potevano essere osservate situazioni che si erano verificate molti anni prima. 
Una straordinaria macchina del tempo che ha trasformato questo monaco in uno straordinario inventore, vittima comunque della sua stessa “creatura”. Una persona di particolari doti, con una laurea in teologia ed in musica, con la passione dello studio dei suoni, tra l’altro titolare della cattedra di musica pre-polifonica all’Università di Venezia e al conservatorio romano di Santa Cecilia. Questo monaco benedettino si apre nell’intervista, rivelando a Maddaloni l’esistenza di alcuni filmati, in bianco e nero, che ha registrato con il suo cronovisore, appunto e, in special modo, di aver registrato la passione di Gesú. Tutto documentato con tanto di foto del volto di Cristo martoriato.
Ma alla fine si rivela un falso poiché questa foto, pubblicata da La Domenica del Corriere, non è altro che l’immagine del volto di una statua lignea del Cristo, che si trova nel santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, in provincia di Perugia. Eppure il cronovisore è stato un grado di registrare altri eventi, perché questa macchina esiste e lo stesso monaco aveva collaborato addirittura con Enrico Fermi nella ricerca. Il cronovisore di Ernetti, tuttavia, viene mostrato a papa Pio XII che pare sia rimasto particolarmente colpito dalle immagini a carattere religioso e persino al presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, anche se tutt’ora non si sa che fine abbia fatto, nonostante si dica che sia custodito in Vaticano o addirittura smontato. Chissà…
Il cronovisore registrava e captava le onde sonore e visive, che una volta emesse, non vengono distrutte, ma restano tali e quali e così possono essere ricostruite, dato che sono vera e propria energia. Persino Padre François Brune, un grande esperto di transcomunicazione e di fenomeni paranonormali, si sbottona e rende note le confidenze ricevute da padre Pellegrino Ernetti sul cronovisore, al quale avevano lavorato alcuni scienziati e ricercatori. Uno strumento, simile ad un televisore, dunque, in grado di produrre visioni straordinarie, insomma una storia intrigante tra fatti reali e certezze della fisica che si intrecciano con la dimensione della Fede religiosa. Il mistero, comunque, resta…
Laura Ciulli

Lascia un commento