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Ma piangere non è sintomo di debolezza

di | 2025-11-16T02:34:41+01:00 16-11-2025 0:35|Attualità, Sezione 8|0 Commenti

NUORO – Tutti, per un motivo o per un altro, nella nostra vita abbiamo versato qualche lacrima, per gioia, commozione, dolore o malattia. Nessuno è immune al pianto, d’altronde nasciamo piangendo, ma qual è il vero mistero delle lacrime e il loro potere? Gli scienziati dicono che si può capire il motivo di un pianto dalle lacrime. Se la prima lacrima scende dall’occhio destro, si tratta di un pianto di felicità, se scende dal sinistro invece si tratta di tristezza o dolore. Questo detto popolare ha avuto origine da uno studio effettuato nel 2017 ma, ad oggi, non è mai stato confermato dalla comunità scientifica e gli esperti e le organizzazioni mediche, come American Academy of Ophthalmology, affermano che non ci sono prove scientifiche a sostegno di questa teoria o falso mito.

Secondo la scienza, infatti, la lacrimazione da un solo occhio è solitamente dovuta a cause fisiche, un’irritazione locale o un’infezione, o un dotto lacrimale parzialmente ostruito, non a una specifica emozione. Ma la nostra anima come del riso necessita anche del pianto, e se i nostri occhi possono secernere lacrime, perché dovremmo privarcene? Le lacrime non rappresentano una debolezza. Quando viviamo situazioni che ci colpiscono emotivamente, quando ci sentiamo abbattuti e affranti, perché non lasciare che le lacrime ci liberino da tale sentimento e spesso da uno stato di impotenza che causa dolore? Ma anche quando siamo “su di giri”, emozionati, felici o semplicemente commossi da un film, una canzone, un tenero sguardo perché negare alla felicità qualche lacrima che scende con facilità e che scompare altrettanto facilmente senza fare rumore? Piangere fa bene, è uno sfogo che non reca male a nessuno, è gratis e ci libera dalla frustrazione e dallo stress.

Secondo gli esperti dopo aver pianto ci si sente addirittura meglio. Piangere è sano, è naturale e alleggerisce l’anima. “Emozione esternata, emozione superata”. Secondo la credenza popolare se la prima lacrima che fuoriesce proviene dall’occhio destro, la persona piange di gioia o forte emozione, ma se la prima lacrima esce dall’occhio sinistro, si dice che sia per tristezza o dolore. Sebbene la scienza non avvalori questo detto, piangere ha un effetto catartico e ci dà lo sprone ad agire, ad andare avanti, ad affrontare i pesi che il mondo spesso ci riserva. Il pianto è una manifestazione emotiva che esprime non debolezza ma umanità e sensibilità. La scienza ci insegna che il sistema nervoso non si “disintossica” attraverso gli occhi, ma piangere riduce lo stress, stimola il rilassamento e favorisce il benessere emotivo. Piangere è spesso un modo per guarire, per riacquistare l’equilibrio perduto.

Gli occhi hanno anche un significato esoterico. Il sinistro, così come tutta la parte sinistra del corpo umano, è spesso associata all’energia femminile, al materno, alla luna e all’aspetto ricettivo della psiche. È considerata la parte che vede le emozioni, in quanto collegata al lobo destro del cervello che elabora i sentimenti. Quando l’occhio sinistro tremola un po’, si dice rappresenti una tensione emotiva legata a qualcosa di femminile o materno. Secondo la mitologia egizia, Horus, nello scontro con il fratello malvagio Seth, perde l’occhio sinistro, che viene poi guarito da Thoth, diventando un potente amuleto di protezione e rinascita. L’occhio sinistro di Horus inoltre è associato alla luna, a differenza dell’occhio destro che è legato al sole (l’occhio di Ra).

Secondo la psicologia, l’occhio sinistro indica il rapporto con la figura materna e le prime fasi della vita, legate all’interiorizzazione e alla dipendenza, e l’interdipendenza tra occhio destro (maschile, solare) e occhio sinistro (femminile, lunare) simboleggia l’equilibrio tra opposti che costituisce la completezza dell’individuo. A prescindere da tutto, il pianto è un’espressione emotiva complessa con importanti funzioni comunicative. Favorisce la liberazione emotiva e i legami sociali, può scaturire da emozioni negative come tristezza, dolore o stress, ma anche da quelle positive come allegria, gioia, sollievo. Permette di elaborare le emozioni e di comunicare bisogni, sentimenti e vulnerabilità agli altri, favorendo l’empatia e il supporto sociale.

Il pianto ha una funzione liberatoria, le lacrime, come ci dice la scienza, contengono sostanze chimiche legate allo stress, e il loro rilascio può portare a una sensazione di sollievo e a un miglioramento dell’umore. Inoltre, piangere suscita empatia, creando un senso di vicinanza e coesione, rafforza le relazioni perché la risposta empatica alle lacrime rafforza i legami interpersonali e può farci sentire meno soli, in ultima analisi può avere effetti fisiologici positivi, perché le lacrime, rilasciando sostanze con effetto anestetico naturale, favoriscono la riduzione degli ormoni dello stress.

Contrariamente alla percezione comune, piangere può essere visto come un atto di coraggio, che indica forza interiore e la capacità di esprimere liberamente le proprie emozioni. Facilita il processo di guarigione emotiva e migliora la vista e il benessere degli occhi. Le lacrime sono necessarie ai nostri occhi perché li mantengono umidi, prevengono la secchezza, combattono bruciori e fastidi e puliscono la zona oculare. “E’ meglio piangere piuttosto che essere arrabbiati, perché la rabbia fa male agli altri, mentre le lacrime scorrono silenziosamente attraverso l’anima e purificano il cuore” (Giovanni Paolo II).

Virginia Mariane

Amante del buon cibo, di un libro, della storia, dell’archeologia, dei viaggi e della musica

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