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Nel Viterbese, sono i ragazzi a far vivere i piccoli comuni

di | 2026-07-17T19:14:10+02:00 19-7-2026 0:25|Attualità, Sezione 6|0 Commenti

VITERBO – Nei piccoli comuni la presenza dei giovani si misura nei dettagli: una piazza frequentata, un torneo che riunisce generazioni diverse, un’idea passata da una chat all’organizzazione concreta. Dietro un evento riuscito ci sono riunioni, permessi, conti e una responsabilità collettiva che raramente trova posto nel racconto pubblico. Il tema acquista peso dentro un quadro demografico preciso. Secondo il Rapporto annuale Istat 2024, in Italia la popolazione tra i 18 e i 34 anni si è ridotta del 22,9 per cento in vent’anni. Le aree rurali e interne hanno risentito maggiormente della contrazione. Restituire ai giovani uno spazio d’iniziativa diventa allora un indicatore della vitalità di un territorio, prima ancora che una voce nel calendario locale. (Istat, Rapporto annuale 2024).

Soriano Giovani nasce nel 2022 come associazione orientata alla promozione di attività sociali e all’organizzazione di eventi. In pochi anni ha costruito un linguaggio riconoscibile, vicino agli interessi della propria generazione. Il Wide Fest del 2025, documentato dal portale turistico del Comune di Soriano nel Cimino, ha portato a Largo Berlinguer musica dal vivo e socialità. Nel 2026 sono arrivati un’escape room al Castello Orsini e la Soriano Cup, conclusa l’11 luglio al campo sportivo Celso Perugini. Formati diversi, uniti dalla capacità di leggere i luoghi e trasformarli in occasioni d’incontro.

A Vallerano, sempre nel Viterbese, il percorso assume una veste istituzionale. Il Consiglio comunale dei Giovani rappresenta ragazze e ragazzi dai 14 ai 18 anni. Il nuovo organismo, insediato nel gennaio 2026, conta undici consiglieri. Il regolamento affida compiti concreti: promuovere la partecipazione alla vita amministrativa, elaborare progetti, presentare proposte a Consiglio e Giunta, esprimere pareri sugli atti che riguardano la condizione giovanile. Una palestra civica che porta gli adolescenti nei processi decisionali e li abitua al confronto e alla mediazione. La storia recente offre esempi pratici. Nel gennaio 2024 il Consiglio destinò parte dei propri fondi all’acquisto di materiali concordati con le scuole del paese. Le risorse raccolte attraverso le attività tornarono così al territorio, sostenendo chi viene dopo.

Soriano nel Cimino

Soriano e Vallerano mostrano due modelli complementari. L’associazione nasce dall’iniziativa dal basso e conquista autorevolezza attraverso ciò che realizza. Il consiglio giovanile riceve un mandato formale e impara a esercitarlo dentro le regole dell’ente pubblico. Da una parte emergono rapidità, creatività e capacità organizzativa; dall’altra rappresentanza, continuità e dialogo istituzionale. Entrambe le strade producono competenze preziose: gestione di un bilancio, comunicazione, lavoro di squadra, ascolto e rapporto con gli amministratori. Affidare spazio ai giovani significa aggiornare il modo in cui il paese guarda se stesso.

Le nuove generazioni intercettano gusti, abitudini e bisogni che l’amministrazione adulta coglie con tempi diversi. Portano reti personali, linguaggi digitali e una conoscenza diretta delle ragioni che spingono a restare, partire oppure tornare. Un paese aperto alle idee diventa più interessante per chi lo abita e per chi lo osserva da fuori.

Vallerano

Queste esperienze chiedono fiducia, risorse accessibili e interlocutori disponibili. Chiedono il diritto di sperimentare, correggere una scelta e maturare. La partecipazione cresce quando produce effetti visibili e quando le istituzioni riconoscono ai ragazzi un ruolo stabile. Nei borghi, dove ogni assenza pesa e ogni iniziativa si vede, la cittadinanza giovanile può diventare una forma concreta di cura del futuro.

Alessia Latini

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