//Nel mondo cresce la crisi, è allarme povertà

Nel mondo cresce la crisi, è allarme povertà

di | 2023-01-22T06:59:12+01:00 22-1-2023 7:01|Controluce|0 Commenti

Sul pianeta Terra ci sono sempre meno ricchi e sempre più poveri. Lo afferma l’Oxfam, organizzazione impegnata nella lotta alle disuguaglianze, che al World Economic Forum, svoltosi la settimana scorsa a Davos in Svizzera non ha avuto dubbi nel dichiarare che “la disuguaglianza non conosce crisi”. Un forum importante al quale hanno preso parte i rappresentanti (2700 persone) di ben 130 Paesi tra cui 52 capi di Stato o di Governo. Dai bilanci presentati appare chiaro che la situazione va peggiorando. «Dal 2020 l’1% più ricco – si legge nel rapporto di Oxfam – si è accaparrato quasi il doppio dell’incremento della ricchezza netta globale rispetto alla quota andata al restante 99% della popolazione mondiale. La forbice che si allarga, le fortune dei miliardari aumentano di 2,7 miliardi di dollari al giorno, mentre almeno 1,7 miliardi di lavoratori vivono in Paesi in cui l’inflazione supera l’incremento medio dei salari”.

Cresce la disuguaglianza: pochi ricchi e tanti poveri

In Italia la situazione non appare certamente migliore. Sempre secondo quanto emerso dal Forum da noi “i super ricchi con patrimoni superiori ai 5 milioni di dollari (lo 0,134% degli italiani) erano titolari, a fine 2021, di un ammontare di ricchezza equivalente a quella posseduta dal 60% degli italiani più poveri”. E facendoci due conti pare proprio che nel Bel Paese «due milioni di famiglie vivono in povertà assoluta». Un dato preoccupante, accompagnato da una forte “disuguaglianza dei redditi netti che colloca l’Italia tra gli ultimi paesi nella Ue”.
L’Italia si deve confrontare con un divario sempre più crescente. E se si vanno a ricercare le cause non si può non far riferimento alla pandemia da Covid, alla crisi energetica, ai prezzi che aumentano e a un tasso d’inflazione mai così alto da 35 anni a questa parte. Una situazione che riporta al tema della disuguaglianza. L’Oxfam prevede un futuro ancora peggiore: “Tra il 2020 e il 2021 è cresciuta la concentrazione della ricchezza in Italia: la quota detenuta dal 10% più ricco degli italiani (sei volte quanto posseduto dalla metà più povera della popolazione) è aumentata di 1,3 punti percentuali su base annua a fronte di una sostanziale stabilità della quota del 20% più povero e di un calo delle quote di ricchezza del resto della popolazione. La ricchezza nelle mani del 5% più ricco degli italiani (titolare del 41,7% della ricchezza nazionale netta) a fine 2021 era superiore a quella detenuta dall’80% più povero dei nostri connazionali (il 31,4%)”.

In Italia 2 milioni di famiglie vivono in povertà assoluta

«Nonostante il calo del valore dei patrimoni finanziari dei miliardari italiani nel 2022, dopo il picco registrato nel 2021, il valore delle fortune dei super ricchi (14 in più rispetto alla fine del 2019) mostra ancora un incremento di quasi 13 miliardi di dollari (+8,8%), in termini reali, rispetto al periodo pre-pandemico”. E in tema di povertà assoluta «stabile nel 2021 dopo un balzo significativo nel 2020, questa interessa il 7,5% delle famiglie (1 milione 960 mila in termini assoluti) e il 9,4% di individui (5,6 milioni di persone). Un fenomeno allarmante che ha visto raddoppiare in 16 anni la quota di famiglie con un livello di spesa insufficiente a garantirsi uno standard di vita minimamente accettabile».
«L’aumento dell’incidenza della povertà – ha affermato Mikhail Maslennikov, policy advisor su giustizia economica di Oxfam Italia – è stato attenuato, nell’emergenza, dagli interventi pubblici di supporto alle famiglie ma le prospettive di arretramento sono forti alla luce dei fattori correnti di rischio per l’economia italiana come gli impatti del conflitto russo-ucraino e la crescita dell’inflazione. Le misure di sostegno alle famiglie devono proseguire ed essere indirizzate meglio verso quelle in condizioni di maggior bisogno. Intanto crollano i salari per oltre 6 milioni di dipendenti privati – continua Mikhail Maslennikov – a tal punto che gli adeguamenti non copriranno l’inflazione. E dal governo «arrivano misure ancora insufficienti. Se il dilagare del lavoro povero rappresenta una caratteristica strutturale del mercato italiano, destano preoccupazione le iniziative già messe in campo e le intenzioni del nuovo Esecutivo”.

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