//Natale 2025 fra rincari e la voglia di viaggiare

Natale 2025 fra rincari e la voglia di viaggiare

di | 2025-12-06T19:09:58+01:00 7-12-2025 1:00|Punto e Virgola|0 Commenti

Si rinuncia e si risparmia su tutto, ma non ad un viaggetto e ad un soggiorno in una località diversa da quella di residenza. E’ la fotografia delle festività 2025 scattata dal rapporto congiunto Facile.it – Consumerismo No Profit. La parola d’ordine è limare (se non addirittura eliminare) certe spese per concedersi almeno una fuga, anche breve, dalle città.

Il cahier de doleances degli aumenti e della conseguente necessità di razionalizzare gli acquisti comincia proprio dai tradizionali regali natalizi. Quest’anno sono destinati ai doni sotto l’albero circa 8,7 miliardi di euro, con una spesa media pro capite di 204 euro. Il calo è significativo perché il budget complessivo a disposizione scende di quasi il 20% rispetto allo scorso anno. L’istituto EMG Different, che ha curato l’indagine commissionata da Facile.it, segnala che tre milioni di italiani hanno dichiarato che spenderanno meno a causa dell’aumento di altre spese familiari. Inoltre, per far fronte ai costi, molti ricorreranno ai pagamenti rateali.

Con una significativa differenziazione sulla scelta che si orienta sempre di più verso articoli utili, con particolare riferimento all’area agro – alimentare. Basta con le sciarpe o le pantofole o i calzini buoni per tutte le stagioni: meglio puntare su una confezione di vini o su un set di prodotti tipici. Non si sbaglia dono e si arricchisce il cenone della vigilia e il pranzo del 25.

A proposito, anche la tavola delle feste sarà comunque più austera. Si spenderanno in media 64 euro, per un totale di 2,7 miliardi di euro, ben 800 milioni in meno rispetto ai 3,5 miliardi del 2024. Un taglio drastico che non è solo una scelta, ma una vera e propria necessità.  Consumerismo No Profit mette infatti in evidenza come, tra il 2021 e il 2025, i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati di circa il 25%, con picchi di oltre il 30% per i prodotti vegetali, circa il 28% per latte, formaggi e uova, più del 25% per pane e cereali. 

Pure decorare casa per le feste diventa un investimento. Nel 2024 la spesa media era di circa 270 euro per un albero tradizionale, con un aumento del 16% rispetto all’anno precedente. Per il 2025 non ci sono ancora dati definitivi, ma la pressione sui prodotti importati – spesso provenienti dall’Asia – resta alta, rendendo difficile immaginare miglioramenti sul fronte dei prezzi.

Chi sogna le piste innevate dovrà mettere mano al portafoglio come mai prima d’ora. I dati di Consumerismo No Profit indicano rincari medi del 4,1% per gli skipass giornalieri e del 4,9% per le lezioni di sci. Un nucleo familiare di quattro persone può trovarsi a spendere fino al 30% in più rispetto alla scorsa stagione. Il conto salato non risparmia nemmeno chi preferisce altri tipi di vacanza invernale. Le città d’arte, le terme e le località turistiche tradizionali propongono pacchetti che nelle strutture di medio livello superano agevolmente i 150 euro per persona a notte in mezza pensione, con vette ancora più elevate nelle destinazioni più ambite o negli alberghi di fascia alta.

Si calcola che circa sei milioni di italiani viaggeranno in auto durante le vacanze. A novembre i prezzi medi alla pompa sono tornati a crescere, segnando un aumento mensile del 3% per la benzina e del 6% per il diesel. Rispetto a 12 mesi fa, però, la benzina costa il 2% in meno, mentre il gasolio segna un +3%. Con una percorrenza media di 650 chilometri per le vacanze natalizie, la spesa sarà di 74 euro per la benzina e 60 per il gasolio.

Non va meglio per chi si sposta in treno. A gennaio scorso è scattato un aumento medio del 2,5% sui biglietti ferroviari e in tre anni l’incremento cumulato supera il 13%. Durante il periodo natalizio le tariffe possono impennarsi ancora di più: nel 2024 erano stati registrati rincari fino al 300% rispetto ai prezzi medi annuali. Le prime simulazioni per il Natale 2025 mostrano una tendenza analoga, con aumenti significativi nel periodo 20 dicembre – 6 gennaio, soprattutto sulle tratte Nord-Sud.

Se le famiglie risparmiano su pacchetti regalo e cenoni, investono decisamente di più per concedersi una pausa. I dati EMG raccolti per Facile.it mostrano che circa 10 milioni di italiani trascorreranno almeno una notte fuori casa tra Natale e Capodanno, stanziando in media 440 euro a testa. Con un incremento del 31% rispetto ai 335 euro dello scorso anno. Il bilancio complessivo supererà quindi i 5 miliardi di euro, contro i 3,9 miliardi delle festività 2024.

Il trend positivo si nota già per il ponte dell’Immacolata: secondo Assoturismo il 72% dell’offerta ricettiva italiana è già prenotata. Stando alle richieste online sono attesi 5 milioni di pernottamenti da parte dei turisti, di cui il 47% stranieri con una spesa complessiva di circa 660 milioni. Numeri che potrebbero ingigantirsi secondo Confcommercio, visto che a partire saranno 8 milioni di italiani. La maggior parte delle prenotazioni si concentra fra città d’arte, montagna e località termali, con una saturazione media del 79% e punte che sfiorano il 90% in alcune destinazioni. Il giro d’affari complessivo ammonta a circa 4 miliardi di euro: a stimarlo una indagine di Cna Turismo e Commercio, focalizzata sulle spese dirette e indirette dei vacanzieri nei giorni tra il 6 e l’8 dicembre. Città e borghi d’arte sono le mete preferite grazie anche a mercatini e attrazioni natalizie già a disposizione. Ma anche per le località sciistiche e termali si prevede un risultato soddisfacente.

La sintesi è presto fatta: si risparmia e si riduce su tutto, ma non sulla possibilità di staccare la spina per qualche giorno. Talvolta solo per la notte di Capodanno: le occasioni sicuramente non mancano.

Buona domenica (e Buone Feste in anticipo).

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