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Napoli Explosion: così Mario Amura dipinge la luce

di | 2026-02-12T17:34:29+01:00 15-2-2026 0:45|Arte, Sezione10|0 Commenti

NAPOLI – Presso la sede del Palazzo Fuga (Albergo dei poveri) in piazza Carlo III a Napoli, Mario Amura presenta la sua mostra digitale su luci e bagliori del Capodanno napoletano visto dal monte Faito. Con la comparsa dell’Autochrome nel 1907 una sensazione del colore diviene una materia autonoma e ogni fotografia un vetro da colorare su cui la luce si deposita come su una tela. Il Kodachrome impone poi lo splendore, la saturazione, la vivacità che diventeranno la sintassi cromatica del mondo moderno.

A partire dagli anni ‘90 la rivoluzione digitale libera il colore: una scrittura mutevole, modulabile, una materia da comporre. In questa lunga traiettoria il lavoro di Mario Amura procede in controtendenza. Dal 2010 con Napoli Explosion riconduce la fotografia al suo gesto originario: dipingere con la luce. Davanti ai fuochi d’artificio del Capodanno napoletano la sua macchina fotografica diventa un pennello mobile: le esplosioni si trasformano in linee, velature, filamenti. Il cielo notturno diventa pittura cinetica.

Da 15 anni ogni Capodanno sale insieme al suo gruppo di operatori sul Monte Faito che domina il Golfo di Napoli; da lì di fronte al Vesuvio sorprendono la città ebra dei propri bagliori quando Napoli sembra incendiare il cielo. Napoli Explosion è un modo di guardare insieme ciò che la luce rivela e trascina con sé. Tutta l’attività di Amura fa venire alla mente la celebre citazione di Vincent van Gogh sui “puntini”. Egli fa riferimento al desiderio di raggiungere le stelle tanto facilmente quanto si viaggia verso le città segnate sulle mappe, paragonando i puntini luminosi del cielo a quelli delle mappe della Francia. Questa riflessione, presente in una lettera al fratello Theo del 1888, collega la sua visione artistica delle città (come Arles o Rouen) al sogno di un viaggio interstellare.

“Guardare alle stelle mi fa sempre sognare, semplicemente come quando sogno sui punti neri che rappresentano le città e i villaggi in una mappa. Perché, mi chiedo, i puntini luccicanti del cielo non dovrebbero essere accessibili quanto i puntini neri sulla carta della Francia?”. Dice Amura: “Riconosco i fuochi d’artificio, il loro slancio le loro traiettorie e tuttavia la presenza di migliaia di microtracce luminose come fuochi lontani invade la superficie e trasforma l’immagine in un’astrazione onirica. Un dripping straordinariamente colorato dove il reale si dissolve nel ritmo della luce”.

La fotografia porta con sé l’eredità della pittura, quel gesto antico del pittore che fin dal Rinascimento concepiva l’immagine come una finestra aperta sul mondo. Van Gogh espresse il suo pensiero nel 1888, periodo in cui si trovava nel sud della Francia, ad Arles, e poco prima di realizzare opere iconiche sul tema del cielo notturno. Durante il suo soggiorno in Francia, i “puntini” (le città) di riferimento per i suoi spostamenti e le sue opere includevano Arles, Saint-Rémy-de-Provence, e successivamente Auvers-sur-Oise. I tanti puntini di Van Gogh o le luci di Amura esprimono luoghi di vita, sono espressione di vite presenti, pensanti, dietro quei bagliori o dietro quei puntini si riflette sul concetto di “presenza”, di respiri, di sensazioni, di cuori pulsanti.

E allora Van Gogh come Amura sono accomunati da concetti altamente esistenziali, filosofici, vitali. E noi, osservatori, siamo portati a porci domande sul significato non tanto del gesto tecnico, puramente fotografico ma sul pensiero, sulle domande più vere a cui l’atto conduce.

Innocenzo Calzone

Giornalista pubblicista, architetto e insegnante di Arte e Immagine alla Scuola Secondaria di I grado presso l’Istituto Comprensivo “A. Ristori” di Napoli. Ha condotto per più di 13 anni il giornale d’Istituto “Ristoriamoci”. Partecipa e promuove attività culturali con l’associazione “Giovanni Marco Calzone” organizzando incontri e iniziative a carattere sociale e di solidarietà. Svolge attività di volontariato nel centro storico di Napoli con attività di doposcuola per ragazzi bisognosi; collabora con il Banco Alimentare per sostenere famiglie in difficoltà. Appassionato di arte, calcio e musica rock.

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