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Minerva, oasi di pace nello spazio

di | 2022-04-24T07:58:48+02:00 24-4-2022 6:00|Personaggi, Sezione 1|0 Commenti

PALERMO – Il 26 aprile Samantha Cristoforetti, astronauta dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), potrebbe festeggiare il suo 45° compleanno nello spazio. Dopo vari rinvii, se le condizioni meteo lo permetteranno, la partenza della navicella Crew Dragon di Space X dalla base di Cape Canaveral in Florida, con a bordo l’equipaggio composto da Samantha e dai colleghi della NASA Kjell Lindgren, Bob Hines e Jessica Watkins, è prevista infatti proprio per martedì prossimo. La navicella raggiungerà poi la Stazione Spaziale Internazionale, dove i quattro sono attesi da una squadra composta anche da astronauti russi.

Nell’intervista concessa prima della partenza, Samantha Cristoforetti ha sottolineato quanto sia prezioso lo storico avamposto nello spazio in questo momento così difficile sulla terra, sottolineando l’armonia “fuori dal mondo” tra gli astronauti americani e russi: “Siamo amici tra di noi, io con i miei colleghi americani e insieme con i nostri colleghi russi. Siamo colleghi con la responsabilità di portare avanti una missione in cui hanno creduto, e hanno investito anni e anni di lavoro, tanti scienziati e ricercatori”. L’astronauta ha ribadito che “il lavoro della Stazione Spaziale Internazionale continua, deve continuare. La Stazione spaziale deve rimanere un simbolo di cooperazione pacifica. Nello spazio non esistono conflitti, solo missioni da compiere”.

La missione spaziale, che inizierà formalmente per l’ESA con l’ingresso nella Stazione Spaziale, ha un nome assai suggestivo e di buon auspicio: quello di Minerva, dea della saggezza.

Il perché di questa scelta lo ha esplicitato ancora Samantha Cristoforetti: “La nostra missione si chiama Minerva come la dea della saggezza perché di saggezza non ce ne è mai abbastanza: è un auspicio valido per la vita quotidiana come per le relazioni internazionali. Minerva, inoltre, è anche la dea protettrice delle arti e degli artigiani: mi piaceva onorare l’artigianalità del volo spaziale, la capacità di lavorare in maniera pregiata con le proprie mani. Anche se la serializzazione è arrivata pure nello spazio, ad esempio con i minisatelliti costruiti in grandi numeri con una produzione di massa, ancora oggi per costruire per costruire un veicolo spaziale sono migliaia e migliaia le ore di lavoro di tanti tecnici e tecniche dello spazio”.

Nei cinque mesi di permanenza nella Stazione spaziale – il rientro è previsto entro metà settembre – l’astronauta italiana svolgerà numerosi esperimenti internazionali in microgravità, nell’ambito soprattutto della medicina e della nutrizione. Tra questi, sei sono stati progettati con la supervisione e il contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana: ad esempio “Prometeo”, che studierà le conseguenze dello stress ossidativo, cioè del meccanismo di danno cellulare causato da un eccesso di radicali liberi. Di ideazione italiana anche “Ovospace”, che indagherà il ruolo della microgravità sulla maturazione e lo sviluppo delle cellule ovariche femminili, ed “Evoo”, che studierà gli effetti dell’esposizione alle condizioni ambientali spaziali sull’olio extravergine di oliva.

Non si esclude la possibilità che, nel corso della missione, Samatha compia con un collega russo un’uscita extra veicolare: la cosiddetta passeggiata spaziale, durante la quale gli astronauti fluttuano fuori dalla Stazione per fare manutenzione e compiere riparazioni.

Samantha Cristoforetti – due lauree, in Ingegneria meccanica e in Scienze Aeronautiche – è stata la prima donna italiana a volare nello Spazio, nel corpo astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea. Nel corso della sua prima missione “Futura” durata 199 giorni, circa sei mesi e mezzo, a cavallo tra il 2014 e il 2015, ha raggiunto il record europeo e il record femminile di permanenza nello spazio in un singolo volo. Nella Missione Minerva sarà leader del Segmento orbitale americano.

Volare con la navicella Crew Dragon (di proprietà del miliardario Elon Musk) sarà molto diverso che con la Soyuz: la navicella Crew Dragon è più grande come volume interno e anche più confortevole, ma ha un volume unico, mentre la Soyuz ha due volumi separati e consente quindi una maggiore privacy. Inoltre, il viaggio spaziale con la Crew Dragon sarà molto più lungo, più di 30 ore dal lancio all’arrivo alla Stazione Spaziale, contro le sei della Soyuz. E poi il lancio della Crew Dragon dipende molto dalle condizioni meteo: previsto infatti inizialmente per il 15 aprile, è stato più volte rimandato, cosa che non sarebbe accaduta con la Soyuz.

Intanto Samantha, madre di due bambini, ha preparato dei giochi da portare nello spazio per intrattenere i piccoli da lassù. E sarà anche la prima TikToker spaziale…

Maria D’Asaro

 

Docente e psicopedagogista nella scuola media di I grado; dal 2020 giornalista pubblicista. E’ autrice del blog: Mari da solcare
https://maridasolcare.blogspot.com

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