NAPOLI – Al Maschio Angioino di Napoli, nella maestosa Sala dei Baroni, l’incontro “Minori e informazione, le nuove frontiere della deontologia” organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Campania. Il corso, in collaborazione con la stampa cattolica regionale e il Corecom Campania, ha esaminato le Carte deontologiche con particolare riguardo alla Carta di Treviso per la tutela dei Minori nell’informazione e il nuovo codice delle giornaliste e dei giornalisti entrato in vigore a giugno 2025. Il nuovo protocollo d’intesa siglato tra il Coordinamento nazionale dei Comitati regionali per le comunicazioni (Corecom) e l’Unione Cattolica della Stampa Italiana (Ucsi) rappresenta un passo significativo nel panorama della media education e della comunicazione etica in Italia.

L’intervento del cardinale Angelo Bagnasco
L’accordo, firmato il 9 gennaio 2026 alla presenza del cardinale Angelo Bagnasco, nasce con l’obiettivo di promuovere una cultura della comunicazione fondata sul rispetto della persona, sul contrasto all’hate speech (minacce, insulti, commenti offensivi) e sulla tutela delle fasce più fragili della società. Oltre al cardinal Bagnasco, tante le personalità convenute: monsignor Antonio Di Donna (vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana), Antonio Foderaro (vicepreside Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale), Carola Barbato (giornalista e mediatrice dell’incontro), don Tonino Palmese (presidente fondazione Polis), Ottavio Lucarelli (presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania), il giornalista Vincenzo Varagona (presidente nazionale dell’Ucsi).
Il protocollo unisce due realtà che operano da anni nel campo della comunicazione e della tutela dei cittadini. Da una parte i Corecom, organismi regionali che svolgono funzioni di garanzia e vigilanza nel sistema delle comunicazioni; dall’altra l’Ucsi, storica associazione dei giornalisti e comunicatori cattolici italiani, impegnata nella promozione della deontologia professionale e della qualità dell’informazione. L’intesa prevede la realizzazione di percorsi formativi, campagne di sensibilizzazione, seminari, workshop e laboratori dedicati alla media education, con particolare attenzione ai giovani, alle scuole e agli operatori dell’informazione.

Monsignor Antonio Di Donna
Tra gli obiettivi principali figurano la diffusione di buone pratiche giornalistiche, il contrasto alla disinformazione e alle parole ostili nei media tradizionali e digitali, oltre alla creazione di un osservatorio congiunto sui fenomeni di hate speech. La coordinatrice nazionale dei Corecom, Carola Barbato, ha definito l’accordo “un importante sodalizio con la stampa cattolica”, sottolineando la necessità di “disarmare le parole” in una società sempre più esposta alla violenza verbale e alla polarizzazione del dibattito pubblico. Anche Varagona ha evidenziato il valore educativo dell’iniziativa, che punta a rafforzare il ruolo sociale del giornalismo e della comunicazione responsabile. Il protocollo assume inoltre un forte valore culturale e istituzionale. La presenza del cardinale Bagnasco alla firma ha conferito all’evento una dimensione etica e spirituale, richiamando l’importanza della comunicazione come strumento di dialogo, coesione sociale e responsabilità civile. In questo quadro, la media education viene interpretata non solo come alfabetizzazione digitale, ma come percorso di crescita umana e relazionale.
L’accordo si inserisce in un contesto nazionale in cui il tema della qualità dell’informazione è diventato centrale. La diffusione delle fake news, il linguaggio aggressivo sui social network e la crescente vulnerabilità dei più giovani rendono necessarie alleanze tra istituzioni, mondo dell’informazione e realtà educative. Il protocollo Corecom-Ucsi punta proprio a creare una rete di collaborazione stabile tra territori, scuole, università, ordini professionali e associazioni culturali. Dal punto di vista operativo, l’intesa potrà tradursi in progetti concreti a livello regionale: corsi di formazione per giornalisti e studenti, campagne social contro l’odio online, linee guida per una comunicazione rispettosa e iniziative di sensibilizzazione rivolte alle comunità locali.

Carola Barbato, coordinatrice nazionale dei Corecom
Alcuni Corecom regionali, come quello del Molise e della Calabria, hanno già annunciato l’intenzione di rafforzare le attività educative e formative sul territorio grazie alla nuova collaborazione con l’Ucsi. In definitiva, il protocollo d’intesa tra Coordinamento nazionale dei Corecom e Ucsi rappresenta molto più di un semplice accordo istituzionale: è un progetto culturale che mira a costruire una comunicazione più consapevole, inclusiva e rispettosa. In un’epoca dominata dalla velocità dell’informazione e dalle tensioni del dibattito digitale, l’iniziativa si propone come un contributo concreto alla diffusione di una cultura del dialogo e della responsabilità nei media italiani. Una sessione di lavoro interessante con la pretesa di incidere in maniera chiara su una modalità educativa da parte della società, da parte delle famiglie molto lacunosa.
Il problema della società odierna, come ha sottolineato Bagnasco, non può essere ridotto ad un mero interesse verso i ragazzi ma va esteso ad un impegno che la famiglia deve assumersi mostrando quell’interesse e quell’amore che Dio ci ha insegnato.
Innocenzo Calzone

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