NUORO – Milton Hershey nacque il 13 settembre 1857 nella comunità mennonita della Pennsylvania, da Henry e Veronica “Fanny” Snavely Hershey, entrambi di origini svizzere e tedesche. Era un uomo con gli occhi pieni di sogni e le mani sporche di cacao. Era un mastro cioccolataio con un’ossessione che accompagnava ogni istante della sua vita: rendere il cioccolato accessibile a tutti. Nel 1903, in Pennsylvania, fondò la Hershey Company. Non era solo una fabbrica, ma un mondo a parte rispetto alla realtà circostante, una vera e propria città dove vivevano felici sia i consumatori dei suoi deliziosi prodotti che gli stessi dipendenti. La città di Hershey presentava case in stile Tudor, dove i suoi dipendenti potevano alloggiare con le rispettive famiglie, un ospedale, delle scuole e persino un parco di divertimenti.

Milton Hershey
Milton Hershey aveva una sua filosofia di vita: il benessere dei lavoratori sarebbe stata la chiave del suo successo. E così fu. Fin da ragazzo lavorò il cioccolato. Aveva circa 18 anni quando intraprese tale attività, e nel 1876, a Philadelphia, aprì il suo primo negozio di dolciumi. Da qui, la sua scalata al successo. Si trasferì in Colorado, a Denver, e si dedicò a migliorare la tecnica di lavorazione del caramello. Tornato in Pennsylvania, aprì una seconda attività commerciale, acquistò macchinari all’avanguardia per la lavorazione industriale del cioccolato e fondò la Hershey Chioccolate Company. Il suo punto di forza divenne la produzione di caramelle ricoperte di cioccolato al latte e tavolette di cioccolato al latte e cacao in polvere.
Ottenuto un successo travolgente pensò di costruire attorno alla fabbrica la città che da lui prese il nome, nella convinzione che migliorando gli aspetti della vita dei dipendenti e rendendo meno difficoltose le azioni legate alla routine quotidiana, questi avrebbero migliorato la produttività e i suoi profitti. Ogni casa venne realizzata con tutti i comfort e le soluzioni più all’avanguardia: riscaldamento, elettricità e impianto idraulico. Le piccole case erano costruite con i mattoni, erano circondate da prati e viali alberati. I bambini potevano giocare senza pericoli nel parco e godere degli spettacoli in un teatro appositamente edificato per lo svago e il tempo libero, inoltre potevano frequentare gratuitamente le scuole.

Milton Hershey circondato dai suoi ragazzi
Nel 1903 la città di Hershey diventò un modello aziendale innovativo e all’avanguardia e un centro abitativo di eccellenza. Ma poteva bastare la cioccolata a rendere felici Milton Hershey e sua moglie Kitty? Milton, all’età di 43 anni, con una fortuna incalcolabile costruita da zero e una città col suo nome, ogni sera era assalito dalla tristezza. Un nodo alla gola gli bloccava il respiro. Aveva una casa enorme ma le stanze erano vuote, seppur pensate per dei figli che non volevano arrivare. Nel 1909 decise così di fondare una scuola con la collaborazione della moglie, una costruzione edificata da zero, sulla sua proprietà e col suo denaro. Era una scuola per orfani, bambini bisognosi che ancora oggi è in piena attività. Se il cioccolato è qualcosa di dolce, la vita purtroppo non sempre lo è, per questo occorreva addolcire con qualcosa di materiale e duraturo il triste destino di chi era stato sfortunato.

L’industria di cioccolato fondata da Milton Hershey
Nel 1918 Milton Hershey trasferì la maggior parte dei suoi beni, incluso il controllo dell’azienda, al fondo fiduciario della Milton Hershey School a beneficio dell’Industrial School. Il fondo, ancora oggi, dispone della maggior parte delle azioni con diritto di voto nella società Hershey, il che gli consente di mantenere il controllo della società. Oggigiorno essa ha una dotazione di oltre 12 miliardi di dollari e offre istruzione, vitto, alloggio e assistenza medica completamente gratuiti a oltre 2.000 ragazzi e bambini (dalla scuola dell’infanzia alla classe 12° provenienti da contesti socio-economici svantaggiati.
Milton e Kitty desideravano essere genitori. Se il destino aveva loro negato questa opportunità potevano aggirare l’ostacolo crescendo, formando, fornendo un ambiente educativo sicuro e orientato al futuro, amando i figli di altri che non avevano le loro possibilità economiche. Quando con Kitty aprì la scuola, nella sua tenuta arrivarono bambini senza famiglia e senza prospettive per il futuro. Il filantropo non fece mai pesare ai piccoli la loro condizione di bisogno, tutt’altro. Si inginocchiava alla loro altezza e spiegava che ogni gesto nei loro confronti non era carità cristiana, non era beneficenza gratuita ma “casa”, nido, porto sicuro. Kitty assecondava ogni gesto del marito con amore e grande dedizione, come una madre farebbe con i propri figli. Per sei anni la scuola crebbe e i bambini aumentarono.

Milton Hershey e la moglie Kitty
Purtroppo, nel 1915, a 42 anni Kitty morì improvvisamente, e da allora cambiò ogni cosa. Dopo alcuni anni, Milton trasferì il controllo dell’azienda a un fondo fiduciario destinato alla scuola, circa 60 milioni di dollari che, all’epoca erano un vero tesoro. La sua eredità venne così a garantire il futuro della sua nuova famiglia, quella che si era scelto di togliere dalla strada e a cui aveva giurato di garantire un domani, un roseo futuro. La casa in cui aveva abitato con la moglie, in cui i sogni condivisi erano divenuti realtà era diventata per lui troppo grande, troppo vuota, troppo silenziosa. Così si trasferì in un’abitazione più modesta e trasformò la sua residenza nell’edificio principale della scuola.
Milton si spense all’età di 88 anni nel 1945. Non era più il magnate del cioccolato, non era più un uomo ricco di denaro ma di affetti. Morì circondato da miriadi di fotografie che ritraevano i suoi bambini nelle diverse fasi della propria vita, molti ormai cresciuti e con un titolo di studio o una professione capace di sostenerli. Prima di morire, nel 1935, Hershey fondò la MS Hershey Foundation, una fondazione di beneficenza privata che ancora oggi offre opportunità educative e culturali ai residenti di Hershey.

Milton con uno dei suoi bambini
Milton Hershey fondò una vera e propria comunità che potesse sostenere e nutrire i suoi lavoratori. La sua scuola oggi è diventata un campus, e davanti al padiglione principale della costruzione è presente una statua di Hershey. Non è rappresentato come un filantropo, come un imprenditore ma come un semplice uomo vicino alla propria moglie. Milton e Kitty sono state due grandi persone che dal profondo del loro cuore hanno donato amore incondizionato a tantissimi giovani. I figli non sono solo quelli che si partoriscono, ma quelli di cui si ha cura, gocce di luce per illuminare, nel tempo, il cammino di una vita resa grigia dal dolore di non poter essere genitori.
Virginia Mariane
Nell’immagine di copertina, la statua di Milton Hershey davanti alla scuola che aveva fondato

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