Come previsto dal decreto Pnrr all’esame del Parlamento, viene prorogata fino al 31 dicembre 2027 la possibilità per le aziende sanitarie locali (Asl) di prolungare l’attività dei medici di base convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) fino ai cinque anni successivi al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. 
La norma che consente di tornare a indossare il camice fino ai 72 anni di età nasce dall’esigenza di colmare i vuoti d’organico nella sanità. Ad essere interessati dalla misura attivabile, come si legge nel testo del decreto, solo “a richiesta degli interessati”, sono soprattutto medici di famiglia, pediatri e guardie mediche, figure operanti in settori dove la carenza appare sempre più marcata.
Secondo l’ultimo rapporto stilato dalla Fondazione Gimbe, in Italia mancano all’appello oltre 5.700 medici di medicina generale rispetto al fabbisogno. Tra il 2019 e il 2024 oltre 5mila unità hanno lasciato il lavoro per effetto dei pensionamenti anticipati ma anche di un calo di attrattività della professione che rischia di aggravare la carenza nei prossimi anni.
Anche per fermare l’emorragia di camici bianchi da studi medici e Case di comunità, lo scorso gennaio è stato rinnovato l’accordo collettivo nazionale 2022-24 della medicina generale. Dopo il via libera di Corte dei Conte e Conferenza Stato-Ragioni all’ipotesi di intesa sancita presso la Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (Sisac) il nuovo contratto prevede un aumento salariale medio, pari a 5,78% per il triennio. 
La proroga che interessa i medici di base segue quella, approvata lo scorso febbraio nel decreto Milleproroghe, riservata a dirigenti e sanitari, ad eccezione dei professori universitari che esercitano attività clinica. Per queste figure slitta al 31 dicembre 2026 la possibilità per le Asl di trattenere in servizio i professionisti su base volontaria fino al compimento del 72esimo anno d’età.
Oltre al richiamo dei medici in pensione, per colmare i vuoti organico alcuni ospedali sono ricorsi a misure straordinarie. È il caso di Sorrento (Napoli) dove un accordo, siglato tra Fondazione Sorrento e Russo’s Hotel, prevede l’assegnazione di alloggi gratuiti ai camici bianchi che accettano di lavorare nel nosocomio cittadino. La decisione è arrivata dopo che molti vincitori di concorso hanno rinunciato a prendere servizio in Costiera Amalfitana soprattutto per difficoltà logistiche di reperire un alloggio nelle vicinanze oppure di fare il pendolare da Napoli o Salerno.

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