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Margherita, la prima vera regina d’Italia

di | 2025-11-23T12:32:57+01:00 23-11-2025 0:15|Personaggi, Sezione 4|0 Commenti

MILANO – La Regina di Italia. Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia-Genova, figlia primogenita di Ferdinando Maria Alberto di Savoia, duca di Genova, e di Maria Elisabetta, principessa reale di Sassonia, nacque a Torino il 20 novembre 1851. Quindi, 174 anni fa nasceva una donna che creò un modello di vita sociale fondato sulla cultura. Il fascino che il mondo intellettuale esercitò su di lei, il gusto eclettico di donna curiosa, amante della letteratura italiana ed europea, delle arti figurative, della poesia, della musica e degli aspetti più innovativi della società della sua epoca: ecco le sue caratteristiche principali.

Una donna che seppe cogliere un rapporto diretto con le persone impegnate in attività artistiche e culturali. Dotata di intuito politico, capace di fare e dire le cose più appropriate per suscitare l’entusiasmo popolare. Margherita fu educata inizialmente dalla contessa Clelia Monticelli di Casalrosso e poi da Rosa Arbesser, austriaca di buona famiglia entrata in servizio nel 1861. Bionda, alta, non particolarmente bella ma certo sensibile e orgogliosa, Margherita era destinata a esercitare un grande fascino e, quando sarebbe divenuta regina, a influenzare fortemente le decisioni del marito. Il matrimonio di Margherita fu deciso sul finire del 1867, con il cugino di primo grado, il principe ereditario Umberto di Savoia e sottoscritto il 21 aprile 1868 nella sala da ballo del Palazzo reale di Torino, dove l’atto nuziale fu seguito il giorno successivo dal rito civile e dalla cerimonia religiosa.

La coppia si stabilì a Napoli e lì, nella residenza di Capodimonte, l’11 novembre 1869 Margherita dette alla luce l’unico figlio, Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro, il futuro Vittorio Emanuele III. Educata a una concezione paternalistica della regalità, l’idea di monarchia di Margherita aveva tratti differenti rispetto a quella parlamentare cui il figlio avrebbe aperto le porte, ricollegandosi al modello dell’assolutismo illuminato. Resta il fatto che, in una Italia appena costituita e bisognosa di simboli unificanti, Margherita aveva un proprio stile personale, con il radicamento e la costruzione della dimensione nazionale della casa regnante. Divenne così punto di riferimento di un’intensa vita mondana – che era poi il suo modo di fare politica – e trasformò la reggia romana in uno dei salotti più aristocratici ed esclusivi di tutta Europa.

Grazie al suo fascino, Margherita conquistò il cuore di Giosuè Carducci, che nel 1878 la cantò nell’ode Alla regina d’Italia, nel 1889 ne Il liuto e la lira e nel 1882 la definì «cortese al popolo; in palazzo […] regina». Carducci fu uomo che occupò un posto importante nella mente e nel cuore di Margherita, certamente privilegiato anche rispetto alle celebrità che si raccoglievano nel «Circolo della regina», cioè in quel salotto di amicizie personali, soprattutto di esponenti del conservatorismo legati alla destra storica, che si incontrava per discutere nei «giovedì della regina», con numerosi intellettuali dell’epoca. La Regina Margherita amata dal popolo fu un’appassionata alpinista e una donna di cultura. Oltre ad essere la prima regina consorte d’Italia, è celebre per la sua eleganza, per il suo interesse per la montagna (fu la prima donna a scalare il Monte Rosa) e il suo ruolo nel promuovere le arti e la cultura.

Margherita in vacanza a Gressoney col marito, re Umberto I

Della Regina Margherita resta una grande eredità, oltre i loci, castelli e dimore a lei dedicate, come il Teatro Salone Margherita a Roma, la Villa Margherita un parco botanico a Catanzaro, Castello Savoia a Gressoney, sua residenza estiva, nonché le saline di Margherita di Savoia in Puglia, e a Torino una Biblioteca Nazionale composta da 13.560 volumi, oggetto di un nuovo ambizioso progetto, in collaborazione con Culturalpe s.c., volto alla conservazione, valorizzazione e libera fruizione della raccolta tramite la revisione inventariale e la catalogazione informatica di tutte le opere scelte dalla sovrana con decine di volumi, che permettono di scoprire i gusti letterari e le relazioni culturali che Margherita seppe coltivare durante tutta la sua vita.

Si tratta di una collezione che è stata accuratamente letta dalla regina, come testimoniano le numerose note manoscritte di suo pugno, con note autografe, dediche, legature, insieme agli ex libris che aiutano lo studioso e il visitatore contemporaneo ad addentrarsi e far rivivere il mito di una sovrana che seppe unire l’Italia dal Nord al Sud e dall’alto al basso, dai circoli letterari alle folle.

Infine, una curiosità:  nel 1889, durante una visita nel capoluogo partenopeo, il pizzaiolo napoletano Raffaele Esposito creò tre pizze per la Regina Margherita, che apprezzò in particolare la terza, condita con pomodoro, mozzarella e basilico, in quanto evocava i colori della bandiera italiana. Fu così che, in suo onore, Esposito decise di dedicare quella creazione alla Regina: era nata la celeberrima Pizza Margherita che poi diventerà famosa in tutto il mondo.

Claudia Gaetani

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