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Ecco “Fragile”: blog contro le paure delle donne

di | 2021-09-27T11:51:41+02:00 26-9-2021 6:25|Attualità, Sezione 6|1 Comment

MILANO – Donne e polemiche. Odio e omicidi. Lotta, cambiamento, amore. Gli spunti di riflessione sono tanti e sembrano lance contro la psiche e contro se stessi. Donne al centro del mirino, coinvolte in polemiche sterili che non puntano al centro del problema. Superficialità di una società che argina il problema o affossa lo stesso in un abisso dal quale non si riesce a risalire. Odio per l’evoluzione femminile, costretta a ritirarsi per secoli e cercare poi di rompere gli argini di una società contorta che riconosce il ruolo femminile, ma ne rigetta l’identità. Da idee di amore per se stessi e rinascita, traggono spunto queste righe. Un modo per riconoscersi e riconoscere l’altro.

Nella cultura orientale, nel buddismo principalmente, si comprende che “ogni essere umano è un Budda”, ossia un’entità sacra da rispettare. Si riconosce nell’altro una forma diversa da se e che merita rispetto. Ma la prima forma di rispetto è verso se stessi. Nasce così l’approccio di una donna di origini siciliane, Rosaria Munafò, operaia e madre di due figli, che racconta se stessa attraverso il blog su Facebook Maneggiare con cura “Fragile”.

“Avevo paura di approcciare alle parti del mio corpo che non sono perfette – spiega -. E così ho voluto sfidare le mie paure e affrontarle. Per la mia esperienza di vita, non serve puntare il dito su nessuno. Ogni giorno possiamo svolgere un lavoro di amore verso noi stessi. Una lotta tutto il giorno. Amarsi e volersi bene: è questo lo scopo. Se tu stai bene, anche chi ti è intorno sta bene. Voglio dare un messaggio positivo. Ognuno di noi ha tante piaghe all’interno della propria vita e la società amplifica spesso queste difficoltà. Tanti sono gli esempi di donne che lottano con le malattie del corpo (anoressia, bulimia, cancro, paresi) per restare in piedi dignitosamente nel consesso civile dove vivono”.

Da cosa e da dove nasce questa idea di creare un blog e raccontare le paure delle donne, il non amare il proprio corpo, rifiutare se stesse e tribolare ogni giorno? “Volevo superare le mie paure, osservando le parti di me che non amo: la mia schiena, la mia pancia. Osservo le parti più brutte del mio corpo, per amare più me stessa. Così ho contattato un fotografo Alessio Mapelli, che cura modelle e donne bellissime. Sono stata la sua sfida, perché gli ho chiesto di fotografare i mei difetti. Mi sono messa a confronto con altre donne. La società chiede perfezione e cura l’apparire. Con il mio modo di fare, con qualche chilo in più, con le smagliature generate dalle maternità e dall’età ho voluto prendere sicurezza in me per iniziare a stare bene. Così come quando scrivo, per passione, io mi libero e libero i miei pensieri. Voglio mostrare me stessa non per apparire, ma per accettarmi e mostrare come siamo tutte belle e quante risorse abbiamo dentro di noi”.

“Inizialmente – continua – ho voluto provarmi per poi arrivare a creare un blog su facebook Maneggiare con cura “Fragile”, per chiedere alle donne di raccontarsi e avere il coraggio di esporsi per quelle che si è. Tutte noi vogliamo atteggiarci, apparire, nascondere i nostri difetti, ma se guardiamo dall’altra parte della medaglia nella nostra imperfezione siamo oscure e fragili. E’ quella fragilità di cui bisogna prendersi cura e da amare. Una delle foto simbolo del blog è quella dove sono avvolta nello scotch con la scritta FRAGILE, appunto. Una foto nata dall’istinto: mostrare le fragilità umane e femminili, in particolare. Forti sono i contrasti interiori. Combatte in me, la Rosaria seriosa e quella che vuole rompere i muri della paura. Il nostro corpo è il nostro libro, parla di noi e per noi. Nessuna è esclusa dai difetti e in tutto questo non ci sono pregiudizi”.

“Nel blog, appena nato – aggiunge Rosaria Munafò – voglio raccogliere i pensieri delle donne, esprimere un pensiero costruttivo, positivo. Escludere pettegolezzi, pregiudizi e negatività. E’ un bene per tutte le donne, non si esclude nessuna. Volersi bene e accettarci per quelle che siamo, per raccontare al mondo la nostra autentica identità. Tutte le donne hanno insicurezze, se pubblico una foto è proprio per sfidare il pregiudizio. Camilla Frizzarin ha curato il trucco e le scritte che ho voluto imprimere sul mio corpo: ‘amati’, ‘consapevole’ ,’Io’, ‘ribelle’, ‘tu’, proprio a voler comunicare col corpo tutta la violenza che ci facciamo ogni giorno per coprire i nostri difetti, anziché maneggiarli con cura e amore. Mostrare al mondo se stessi e soprattutto amarsi un po’ di più ogni giorno”.

La conclusione è un inno alla felicità e alla capacità di accettarsi consapevolemente: “Per amare le proprie fragilità ci vuole coraggio: un coraggio che rompe i muri e che cerca solo di farci sentire più vicine”. Possano il coraggio e l’esempio di Rosaria essere di aiuto e di stimolo per tutte le donne: perché la loro forza e le loro capacità non siano continuamente mortificate e siano invece valorizzate in ogni ambito.

 Claudia Gaetani

One Comment

  1. Massimiliana 2 ottobre 2021 at 8:45 - Reply

    Un bel articolo. Concordo con il pensiero che ci vuole coraggio. Grazie

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