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Maltempo, quei morti presto dimenticati…

di | 2018-11-09T09:20:46+01:00 11-11-2018 6:20|Attualità, Sezione 5|0 Commenti

ENNA – Presto dimenticheremo i morti, i danni, i ponti che crollano e le montagne che vengono giù. Continueremo così come abbiamo sempre fatto, gettando appena un occhio alle notizie che scorrono come fiumi sul web o in tv. Tutto ci impressiona, niente resta indelebile finché la morte non ci tocca da vicino. Magari qualche “impiegato televisivo” ci ricama sopra una bella tragedia su un fatto che tragedia lo è già. Farà commuovere mamma, zia e vicina di casa mentre stirano o piegano calzini storpiando verità, profanando silenzi.

Caccia ai responsabili, alla protezione civile, al meteo. Caccia agli orchi, caccia alle streghe. Poi la dimenticanza, un ricordo opaco appena piove, quando il cielo si fa nero, quando l’aria tuona e le saette ci ricordano che la natura è maestosa. Intanto il morto è già morto, un ragazzo di 15 anni non tornerà a scuola, Rachele sarà accolta tra le braccia gelide di sua madre, i cui seni gonfi di latte reclamano a dispetto della morte, di essere svuotati. Francesco avrà ancora il terrore negli occhi e così gli altri. Terrore. Angoscia. Panico. Dolore. Strazio di un padre che assiste inerme allo sterminio dei suoi cari, invocando Dio di trascinarlo nell’inferno. Maledice la natura, l’acqua, il vento, la terra… l’uomo che di quella tragedia ne è l’artefice e il colpevole. La pioggia, acqua che vivifica e uccide, ricorderà a questa terra immemore che l’uomo è uomo e la natura è divina.

Tania Barcellona

Nella foto di copertina, l’area di Casteldaccia colpita dal maltempo

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