VITERBO – Lo Stato ci guadagna ed i giocatori d’azzardo sono delle vere e proprie vittime: i perdenti in questo giro di boa infido e pericoloso. È la dipendenza dal gioco d’azzardo online, sempre più in crescita, e sono soprattutto i giovani e gli adolescenti a praticarlo. Negli ultimi anni, infatti, questo tipo di attività non avviene più soltanto nelle solite sale scommesse, bensì online, sviluppando un sempre più florido mercato. La rete dà la possibilità ai giocatori di scommettere e giocare tranquillamente da casa, tramite lo smartphone o il proprio PC. È questa, infatti, la dinamica che rende il gioco molto più accessibile, perché si può giocare quando si vuole. 
I dati sono allarmanti ed eloquenti: nel primo trimestre del 2026 si è raggiunta una cifra che ha dell’incredibile: 45 miliardi e 440 milioni, con un aumento superiore al 17% rispetto allo stesso periodo del 2025, che segnava 38 miliardi e 755 milioni (ed era già un record). È una situazione senza dubbio fuori controllo, dove lo Stato cerca di aumentare l’entrata erariale, le imprese cercano di attrarre sempre più clienti e le attività criminali hanno una buona fetta della torta. Basti pensare che questa dipendenza si traduce in una cifra che vale l’85% della spesa delle famiglie italiane in alimentari e più del doppio della spesa in servizi assicurativi e finanziari: praticamente 7,65 euro al giorno per ogni italiano, tanto da essere tra coloro che perdono più di tutti in Europa.
Perché la ludopatia rientra è una vera e propria dipendenza , una “dipendenza senza sostanze”, in riferimento a quella categoria di dipendenze comportamentali, come ad esempio lo shopping, oppure internet, si tratta di GAP, ossia Gioco d’Azzardo Patologico, inserito già nel 2013 nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Una spasmodica mania di essere connessi continuamente tra stimoli, notifiche, proposte, causa dipendenze che portano all’impossibilità di smettere di giocare, spendendo tanti soldi. Persone incapaci di gestire la situazione e di resistere all’impulso di giocare, nonostante siano a conoscenza delle conseguenze. 
Infatti, ormai il gioco d’azzardo patologico è considerato un problema di salute pubblica in costante crescita. Papa Francesco, a suo tempo, si era occupato del grave problema della ludopatia, ritenendo che solamente con l’ascolto e la vicinanza si può favorire la “costruzione di una nuova coscienza civile”, proprio per liberare queste persone dalla schiavitù. Fino ad oggi le misure intraprese si sono rivelate inadeguate, tanto da diventare una vera e propria emergenza sociale.
Laura Ciulli

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