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L’intensa devozione dei pellegrini per san Francesco d’Assisi

di | 2026-03-13T18:03:09+01:00 15-3-2026 0:25|Attualità, Sezione 6|0 Commenti

ASSISI (Perugia) – In fila composti ed emozionati sfilano centinaia di pellegrini devoti e non, davanti al corpo del Santo della Pace: Francesco d’Assisi. Gli occhi ed i cuori si posano fiduciosi su quel corpo, così umile e potente, allo stesso tempo, provato e forgiato, alla sequela di Cristo, dalla penitenza e dalla povertà. Le sue spoglie, infatti, per la prima volta nella storia sono visibili in una ostensione pubblica, racchiusi una teca trasparente nella Basilica Inferiore. Ostensione aperta a tutti, previa prenotazione, dal 22 febbraio al 22 marzo, in occasione della celebrazione dell’ottavo centenario della sua morte. Resti ossei che, rivelando i segni dei grandi dolori ai piedi, leniti da speciali pantofole, che sentiva Francesco, al secolo Giovanni di Pietro di Bernardone, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1228, nella sua vita terrena, era di piccola statura: circa 1,57-1,58 metri.

Un corpo che invita alla preghiera, alla meditazione; un corpo che dopo 800 anni parla di cosa sia vivere praticando giorno per giorno il Vangelo. Nei secoli scorsi sono state effettuate ricognizioni delle spoglie, ma non sono mai state esposte alla pubblica devozione. Alla sua morte il corpo viene posto al di sotto dell’altare maggiore della basilica di Assisi, allo scopo di impedire trafugamenti. Per diversi secoli, rimane nascosto, fino a quando, dopo una complessa e lunga ricerca, viene ritrovato nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 1818, dopo alcune settimane di scavi autorizzati da Papa Pio VII.

L’identità delle spoglie rinvenute è confermata dopo la prima ricognizione del 1819, alla quale seguono altre ricognizioni, delle quali le più recenti sono quella del 1978, in occasione al 750esimo anniversario della sua morte, e poi quella del 2015, con l’autorizzazione rispettivamente di Paolo VI e di Papa Francesco. In queste due ultime circostanze sono emerse nuove conoscenze scientifiche che hanno portato a rinnovare la certezza che si tratta proprio del corpo del Santo Patrono d’Italia. Lo scorso 21 febbraio, il sarcofago situato nella cripta, è stato riaperto alla presenza del cardinale Ángel Fernández Artime, Legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi, e dell’Arcivescovo emerito di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, Mons. Domenico Sorrentino e, ovviamente, dei frati.

Ogni giorno i pellegrini sostano davanti a quel “mucchietto di ossa” ai piedi dell’altare papale della chiesa inferiore, per pregare, per rendergli omaggio: un incontro con il santo amato in tutto il mondo, in una iniziativa che vede l’approvazione di Papa Leone XIV, con intensi momenti spirituali in lingue diverse, guidati dai frati, possibile anche grazie ai percorsi accessibili per persone con disabilità. Al termine della visita ogni pellegrinaggio riceve un piccolo segno a ricordo dell’incontro: un vasetto di carta, che contiene terra essiccata e semi, che simboleggiano il seme che, morendo, porta frutto, invitando a seguire l’esempio di Francesco, per generare frutti di fraternità.

Un santo che parla al mondo con la sua vita, ricordando che è possibile la pace, basta scegliere concretamente, tornando a Cristo. “È Francesco che ci custodisce, la sua santità è il racconto vivente di un uomo che ha vissuto il Vangelo fino all’ultimo – ha detto padre Silvano, uno dei frati che accompagna le visite guidate – un altro Gesù, con il corpo insignito dalle Sacre Stimmate, davanti al quale sentiamo tutta la verità dell’Incarnazione”.

All’interno del convento si trova un’area per le confessioni, una sala per la registrazione di intenzioni di messe e del timbro ufficiale del pellegrinaggio. Imponente la presenza dei volontari che accolgono i pellegrini affabilmente e con grande disponibilità. La sicurezza pubblica è affidata a Polizia di Stato, Carabinieri ed un presidio dell’Esercito italiano. Le offerte che vengono raccolte, oltre a sostenere i costi dell’iniziativa dell’ostensione, saranno donate all’Hospice pediatrico oncologico di prossima realizzazione.

Laura Ciulli

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