“Cànnole – Comune della municeddha”. All’ingresso di un paesino dell’entroterra leccese, il cartello stradale caratterizza subito in quale territorio ci si trova. No, non è terra di religiose non particolarmente alte, ma è zona dove abbondante è la presenza di un tipo di lumache gustose e molto saporite: le municeddhe, appunto (nome scientifico Cantareus apertus o Helix aperta, la più apprezzata in campo gastronomico).
E la chiocciola diventa il motivo per stare insieme a tavola e per trascorrere a Cànnole in compagnia (e in serenità) le calde serate estive alla vigilia del Ferragosto. Nasce così la Festa della Municeddha (meglio non chiamarla sagra…), manifestazione organizzata da sempre dalla Pro Loco Cerceto. Nel 2025, l’evento ha ottenuto un traguardo prestigioso: il marchio “Sagra di Qualità” assegnato dall’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia). Il riconoscimento (consegnato nella prestigiosa sede del Senato) ha premiato la Festa della Municeddha “per l’autenticità, la valorizzazione delle tradizioni gastronomiche locali, l’accoglienza turistica e la sostenibilità”.
“Un risultato – sottolineano gli organizzatori – che celebra oltre 40 anni di impegno da parte della Pro Loco Cerceto e di un’intera comunità che, ogni anno, trasforma Cànnole in una meta culturale e gastronomica d’eccellenza. La Festa della Municeddha è oggi uno degli eventi più rappresentativi del Salento e l’unica sagra pugliese inserita nel circuito nazionale dei Grandi Eventi della Regione Puglia”.
Cinque serate (dal 10 al 14 agosto) in cui migliaia di persone hanno affollato la vasta area attrezzata dove si svolge la manifestazione. Il piatto principe naturalmente è la municeddha, cucinata in vari modi (al sugo, alla pizzaiola o arrosto), ma c’è la possibilità di gustare molto altro, sempre nel rigoroso solco della cucina popolare pugliese: polpette (al ragù o fritte), pezzetti (una sorta di gulash), salsiccia, focacce, pìttule (frittelle di pasta lievitata)… Persino inutile aggiungere che si mangia bene e si spende il giusto.

La Chiesa della Madonna di Costantinopoli
Cànnole (Κάννουλα, Cànnula in grico) conta all’anagrafe poco più di 1500 abitati, sorge nella parte centro-orientale del Salento, a 3 km dall’oasi protetta dei laghi Alimini e ad una decina dalla più famosa e frequentata Otranto. Ma si commetterebbe un errore se si pensasse di trovarsi in una zona priva di attrattive: tutt’altro. C’è davvero tanto da visitare e da apprezzare: antiche chiese (in particolare, la Chiesa matrice della Madre di Dio e la Chiesa della Madonna di Costantinopoli), tante masserie (Torcito, Anfiano, Aleni, Crocicchia, Giammaniglia…) nelle zone circostanti, il prezioso Seggio situato nella centralissima piazza San Vincenzo Ferreri (il santo protettore del paese). Si tratta di un portico del XVIII secolo collegato al sontuoso palazzo Villani, adibito in passato a luogo di assemblea per pubblici parlamenti e banco di giustizia.

La Chiesa Madre
Il nome Cànnole trae origine dalla pianta della canna che, nelle campagne circostanti, è particolarmente abbondante. La pianta della canna è anche il simbolo raffigurato sullo stemma civico. Così scriveva lo storico Vincenzo Maggiulli nel XIX secolo: “…et quia ager conterminus ferax erat cannis Cannulae fluxuit” (“e perché il territorio circostante era rigoglioso di canne, venne chiamato Cànnole”).
L’importante riconoscimento ottenuto dall’UNPLI nasce dalla passione con cui vengono custodite le ricette tradizionali tramandate di generazione in generazione, preparate ancora oggi seguendo gli antichi segreti delle nonne. Ogni piatto racconta una storia, ogni sapore è un viaggio nel tempo che riporta alle origini più genuine della cultura gastronomica salentina e cannolese, in particolare.

Il Seggio
“Il profondo rispetto per le tradizioni gastronomiche si unisce a un’organizzazione impeccabile, capace di accogliere i visitatori in un’atmosfera di festa autentica e coinvolgente – rivendica con orgoglio la Pro Loco Cerceto -. Ma quello che rende davvero speciale questo attestato è il riconoscimento della nostra missione: valorizzare il territorio e la cultura locale, facendo conoscere al mondo intero le meraviglie del nostro patrimonio enogastronomico”.
Last, but not least, va segnalata la qualità dell’intrattenimento musicale che caratterizza ogni serata della Festa. La testimonianza diretta di chi scrive si riferisce nello specifico a Consuelo Alfieri, 28 anni, nata nel cuore del Salento e cresciuta nella suggestiva località di Palmariggi. Una talentuosa cantante e musicista che ha dedicato la sua vita alla musica, iniziando il suo viaggio artistico all’età di 7 anni, quando ha cominciato a studiare organetto e tamburello.

Consuelo Alfieri
L’influenza di “Nonna Tunata” l’ha guidata verso la musica popolare tradizionale, arricchendo il suo repertorio con brani scritti in dialetto salentino e in italiano. Nel corso degli anni, Consuelo è stata leader dei gruppi “Ta-koràssia” e “Passione Taranta”. Un momento cruciale della sua carriera è stato l’ingresso nell’Orchestra Popolare della Notte della Taranta, dove ha collaborato con Madame, Elodie, Marco Mengoni, Stromae, Elisa, Giuliano Sangiorgi.

Il progetto SIROCO
Nel 2022, Consuelo Alfieri inizia il suo percorso da solista con il progetto SIROCO in collaborazione con Giuseppe Astore, culminando nel 2023 con la pubblicazione del primo album dal titolo “Porte a punente”. Nel dicembre 2023, è stata premiata con il primo posto al Premio Folk e World e il premio assoluto Nuovo Imaie, confermandosi come una delle voci più promettenti e innovative nel panorama della world music. Una esibizione passionale e coinvolgente in cui insieme alla front-women brillano solisti di straordinaria qualità, con una menzione speciale per i due eccezionali violinisti.
La Festa della Municeddha è nata nel 1985 grazie all’azione dei dirigenti della Pro Loco Cerceto, i quali hanno intuito sin da subito l’importanza che tale manifestazione avrebbe potuto assumere. In tal senso, tutte le attività dell’Associazione hanno sempre mirato ad incentivare la crescita dell’evento attraverso la promozione non solo di Cannole ma dell’intera Puglia. I dirigenti della Pro Loco si sono fatti promotori altresì di una rete comprendente quei Comuni in Italia che già organizzavano manifestazioni intorno alla lumaca. E oggi la rassegna di Cànnole ha assunto una valenza ben più vasta del territorio che rappresenta.
E dunque per la prossima estate non è affatto una cattiva idea organizzarsi per tempo per trascorrere le vacanze a Cànnole, magari in prossimità dell’imperdibile Festa della Municeddha,
Buona domenica.

Lascia un commento