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Lebensborn, il terribile progetto di Himmler

di | 2025-08-29T20:17:14+02:00 31-8-2025 0:30|Cultura, Sezione 7|0 Commenti

ROCCASINIBALDA (Rieti) – Dopo i pentiti di mafia, ancora un incontro culturale “coraggioso”, nell’ambito del progetto “Tra Natura e Letteratura”, organizzato insieme al critico letterario Sandro Angelucci, dalla Biblioteca Casa Museo Angelo Di Mario a Vallecupola, diretta dalla figlia Maria Grazia Di Mario, con la presentazione del libro scritto da Maria Delfina Tommasini “NN di SS – Lebensborn” (tratto da una storia vera).

Un argomento duro e complicato, che l’autrice ha saputo alleggerire, raccontandolo in forma romanzata: si tratta del programma Lebensborn, ideato da Heinrich Himmler nel 1935 e ampliato con l’inizio della guerra, per aumentare la popolazione ariana in Germania e contrastare la bassa natalità, che prevedeva il rapimento di migliaia di bambini che dovevano essere germanizzati e l’uccisione di coloro che non rientravano negli standard previsti. La spinta ad affrontare un argomento così pesante, sono state le affermazioni del primo ministro del governo norvegese Erna Solberg, nel 2018, che ha parlato, scusandosi, delle 50 mila ragazze norvegesi che hanno avuto figli con soldati e ufficiali tedeschi e che dopo la liberazione furono discriminate e perseguitate.

Maria Delfina Tommasini

Pochissima la documentazione, trovata alla Biblioteca Nazionale a Roma, in lingua tedesca e inglese, quasi inesistente la documentazione in italiano, così come i riferimenti su Internet. Sembra il racconto di qualcosa lontano da noi, invece è tristemente attuale. La bravura della scrittrice, oltre al coraggio personale e la sofferenza nell’affrontare questo argomento, è quella di aver costruito intorno alla vicenda, con una scrittura ‘circolare’, ossia con flashback, una storia d’amore, che lascia un filo di speranza, pur nella tragedia, raccontando, tra eventi e colpi di scena, la storia di un’amicizia vera che non giudica, un amore che va oltre la guerra, una difficile ricerca del passato.

In copertina l’albero stilizzato rappresenta un simbolo della vita (Leben), le foglie di quercia sono un emblema di forza, longevità e durezza. Il valore simbolico dell’albero di quercia è dovuto al fatto che il suo frutto, la ghianda, ricorda i testicoli maschili. Nel libro si alternano dolore, speranza, amore, tradimento, abbandono, sorpresa e mistero. La storia inizia in Norvegia, nel 1940, dove si vive male dopo l’invasione tedesca e dove coesistono nazisti tedeschi e nazisti norvegesi, altrettanto crudeli e disumani.

C’è la storia di amicizia tra Britt e Astrid, la resistenza, l’amore di Britt con il capitano delle SS Mark e i loro incontri segreti. I bambini e la guerra e la domanda: ci si può innamorare di un nemico? Nonostante l’argomento, il libro appassiona nel seguire la storia e i bambini sono sempre le prime vittime, ieri come oggi. Lebensborn è frutto di ricerche accurate e complicate, del resto Maria Delfina è appassionata di gialli, romanzi storici e ricerche d’archivio e riesce a trascinare il lettore nell’inferno di un genocidio e della selezione della razza, un’ombra che si allunga dal regime nazista ad oggi e proprio per questo non bisogna dimenticare.

Alla luce di quanto sta succedendo oggi, il libro è di estrema, triste, orribile attualità e proprio per questo non bisogna girarsi dall’altra parte. Il libro edito da Progetto Cultura 2022 è 3° classificato al Premio Iplac Voci Città di Roma 2025, secondo al premio “Arcaista” 2022, ha ricevuto una menzione al premio “Books for peace” 2022, un secondo posto al premio “Uniti per la legalità“ nel 2022 e un secondo posto al premio “Femininum Ingenium “ di Pomezia, il premio della critica letteraria Azalea 2024.

Scrittrice prolifica, Maria Delfina Tommasini ha avuto diversi riconoscimenti, ha scritto “Tra il buio e la libertà” (2025 – Rosa Bianca Edizioni), ‘Quel certo cicinin’ è del 2015, “Mascioli e i suoi cicinin” del 2017, “Intrighi in Tuscia”, “Il commissario Mascioli e il suo Anemone”. Ha scritto anche a quattro mani con Alessandra Giacomini “In riva al male” nel 2019, con Giuseppina Mellace “L’avventurosa e misteriosa vita del conte di Saint Germain” e “I Senzavoce”. E’ nata a Roma nel 1954, dove vive, una laurea in Giurisprudenza, un lavoro in un istituto di credito, senza mai tralasciare la sua passione per la lettura, dai fumetti ai romanzi. Sportiva e attiva nel volontariato e sempre piena di curiosità.

Maria Delfina Tommasini

Tra le premesse del libro, le parole di Alda Merini (“Siamo state amate e odiate, adorate e rinnegate, baciate e uccise…solo perché donne”), di Rita Levi Montalcini (“Le emozioni provate nei primi anni di vita e altre sensazioni che hanno suscitato in noi gioia o dolore, lasciano tracce indelebili che condizioneranno le nostre azioni e reazioni nell’intero corso dell’esistenza”) e di Oriana Fallaci, dal Vietnam (“Io sono qui per provare qualcosa in cui credo: che la guerra è inutile e sciocca, la più bestiale prova di idiozia della razza terrestre”).

Francesca Sammarco

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