MILANO – Si scalda il cuore, si accendono le luci. E come un bambino con gli occhi lucidi per la felicità e in preda alle emozioni; così, da sempre, le luminarie sono un’esplosione di sculture di luce, per chi può goderne. Chiamate anche “parature” o “parate” sono creazioni ideate e nate dalle mani di maestri artigiani di piccole località del sud Italia. Le luminarie rappresentano un simbolo di carattere religioso, diffuso in tutto il Meridione, soprattutto in Salento. Va sotolineato che le sorgenti luminose sono da sempre connesse alla sfera religiosa e spirituale.
Tra le più famose luminarie del Salento si possono ammirare quelle di Scorrano, in provincia di Lecce, durante la festa patronale di Santa Domenica, che si tiene dal 5 al 10 luglio e in inverno durante la Festa della Luce (8 dicembre – 6 gennaio). La leggenda narra che la santa apparve in sogno a un’anziana donna, promettendo protezione dalla peste, a condizione che tutti accendessero lumini alle finestre. Così le luminarie di Scorrano si accendono tingendo la cittadina di mille colori per ricordare quel miracolo.
Le luminarie pugliesi sono una tradizione secolare che affonda le radici nel XVII secolo, quando venivano utilizzate per illuminare proprio le feste religiose, in particolare le feste patronali. Inizialmente, si trattava di semplici strutture di legno ricoperte di fiaccole e candele, ma con l’avvento dell’elettricità, le luminarie si sono evolute in elaborate opere d’arte luminose, spesso ispirate all’architettura barocca.
È uno spettacolo di giochi di luce e effetti speciali che trasforma letteralmente l’ambiente tanto che Scorrano è ormai considerata “capitale mondiale delle luminarie” con un fantastico spettacolo di luci e colori. Imponenti strutture illuminate che riproducono temi e monumenti diversi ogni anno. Le luminarie sono realizzate da famiglie di artigiani locali che, con maestria e creatività, creano autentiche opere d’arte luminose che raggiungono anche i 40 metri di altezza.
Oltre a Scorrano, ovviamente tutte le località salentine ospitano luminarie e in occasione della festa del proprio santo patrono esibiscono il meglio di sé. Tra qualche giorno sarà la volta di onorare i santi Oronzo, Giusto e Fortunato (26 agosto, proprio nella città di Lecce) con un’atmosfera tutta da vivere. Altri esempi di bellezza si trovano a Vernole, ove si tengono festeggiamenti in onore dei Santi Anna e Gioacchino e d’inverno, ad Ugento, si apre “Uxentum – Le vie del Natale”, ove si apprezza un villaggio natalizio con luminarie e mercatini dal 1° dicembre al 6 gennaio.
Il vocabolo “luminaria” (dal latino lumen, luce) indica un “oggetto che diffonde luce”. Le luminarie, come anticipato, realizzate dai membri di famiglie di artisti maestri nel settore da generazioni, assumono le forme più disparate: torri, castelli, gallerie, archi, frontoni merlettati ma anche piramidi e dolmen, a seconda del tema della festa. Oggi, addirittura sono un elemento iconico della cultura pugliese, famose per le loro dimensioni imponenti e i giochi di luce e colore, diventate un’attrazione turistica di richiamo internazionale. Sono ormai diventate vere e proprie creazioni artistiche, spesso ispirate all’architettura barocca, con l’uso di LED e sistemi di illuminazione computerizzati che creano spettacoli di luce sincronizzati con la musica. 
Le luminarie non sono più confinate alle feste patronali, ma vengono utilizzate anche per eventi privati, matrimoni e allestimenti di locali e case. Sono diventate un simbolo della Puglia e della sua cultura, attirando turisti da tutto il mondo. Non ultimo, lo stilista francese Christian Dior ha utilizzato le luminarie pugliesi come fonte di ispirazione per una sua collezione, rendendo omaggio alla tradizione e all’artigianato “made in sud”.
Claudia Gaetani

Lascia un commento