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Leonardo, le invenzioni ora si possono toccare

di | 2026-02-08T01:27:40+01:00 8-2-2026 0:10|Cultura, Sezione 3|0 Commenti

VINCI (Firenze) – Si può toccare tutto, anzi, è vietato non farlo. Con questa idea che ormai si sta diffondendo in molti musei italiani, Alina Skobà, la creativa direttrice del centro Leo Lev dedicato a Leonardo da Vinci, ha iniziato il nuovo corso del suo interessantissimo spazio di piazza Carlo Pedretti. La novità sono le macchine e le invenzioni del genio di tutti i tempi, le sue suggestioni, ricostruite e rese fruibili per i visitatori. Un po’ di inventiva, come richiede il contesto, e un po’ di tecnologia permettono di entrare dentro il mondo leonardesco, di compiere un viaggio sensoriale e provare un’esperienza che, solo con gli occhi, non darebbe lo stesso risultato.

I più piccoli ma anche gli esperti d’arte rimangono sorpresi di quante cose abbia ancora da dire l’opera del più famoso cittadino di Vinci. I tempi sono cambiati ma la direttrice sa mettersi velocemente in carreggiata così Leonardo, qui, non rappresenta solo ciò che è stato ma soprattutto ciò che c’è ancora di lui nella nostra quotidianità. Entrando nella splendida villa in stile neoclassico Ballio-Baronti-Pezzatini, si inizia con la tavoletta allo specchio per scrivere al contrario come faceva lui e si prosegue con le essenze odorose emanate dalle piante presenti nei suoi quadri. Poi, ancora, con i capolavori, riproduzioni ad altissima risoluzione di dipinti provenienti da collezioni private che ne hanno autorizzato l’esposizione.

L’ornittottero

Ma qui la bellezza, l’arte, la filosofia, non esauriscono il potenziale della visita anche se, quando si parla di Leonardo, uomo universale, ciò risulta quasi scontato. Nel centro Leo lev, infatti, c’è molto altro. “Questo centro – spiega Alina Skobà – è un prezioso alleato della scuola perché le nostre attività sono progettate per dare l’opportunità di sperimentare in prima persona l’opera di Leonardo e conoscere la sua figura”. Oltre all’uso di visori per la reatà virtuale che permettono di immergersi nei dipinti, da meno di un anno nel centro è stato allestito uno spazio dedicato allo studio della meccanica e dell’ottica e così, grazie alle ricostruzioni di Mario Tarallo, Girolamo Covolan e Roberto Vasconi, quelle macchine si possono, anzi si devono, toccare, si devono far funzionare. “Perché oggi non basta più vedere – sottolinea Alina Skobà – si deve anche provare, sperimentare, percepire, per consolidare la conoscenza”.

Il modellino del ponte ideato da Leonardo, così, si può smontare e rimontare, la carrucola e altri marchingegni oggi integrati in macchine moderne si possono azionare, mettere in moto, se ne può osservare il funzionamento. Tra tante meraviglie, in alto spicca l’ornittottero, macchina volante ispirata al volo degli uccelli, antesignano del nostro aereo ma con molti secoli di anticipo. “Questo – dice la direttrice – è un posto per chi ha delle curiosità”.

Soprattutto, aggiungiamo noi, per chi ha delle curiosità sempre nuove perché Alina Skobà è una fonte inesauribile di idee e il sospetto è che non si fermerà. Ai numerosi eventi culturali che ha organizzato nei tre anni di vita del museo, alla “Notte al Museo” organizzato per i piccoli delle scuole, alla “Striscia Vinciana”, divertente format su youtube, ci si aspetta che tra poco tiri fuori un’altra delle sue invenzioni. Perché anche lei è geniale, come “lui”.

Gloria Zarletti

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