/, Sezione 5/Le Giornate FAI di primavera aprono le porte alla bellezza

Le Giornate FAI di primavera aprono le porte alla bellezza

di | 2021-06-06T10:29:37+02:00 6-6-2021 6:20|Cultura, Sezione 5|0 Commenti

PALERMO – In leggero ritardo rispetto alle altre regioni italiane, poiché sino a fine maggio l’isola si trovava in zona arancione, ieri e oggi sono tornate in Sicilia le Giornate FAI di Primavera, manifestazione culturale finalizzata a far conoscere al grande pubblico siti naturali e artistici poco conosciuti e di solito non accessibili.

L’appuntamento con le Giornate FAI di Primavera – dal 1993 uno dei principali eventi dedicati all’arte, alla storia e alla natura del nostro Paese – è un significativo segnale di ripartenza, che avrà come propulsore l’interesse collettivo per la bellezza del patrimonio culturale e naturale di cui vantiamo il primato mondiale.

Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) – voluto nel 1975 da alcuni intellettuali, tra cui Giulia Maria Crespi, spinta nell’impegno fondativo anche da Elena Croce, figlia del filosofo Benedetto Croce –   si ispira al National Trust, l’organizzazione per la tutela ambientale e artistica operante nel Regno Unito. Dal 1975 obiettivo del FAI è l’impegno tenace e concreto nella salvaguardia e valorizzazione del maggior numero di siti artistici, storici e naturali del territorio italiano. Ѐ significativo ricordare che il FAI ha ricevuto il primo bene in donazione, nel 1977, proprio dalla Sicilia: Cala Junco, una caletta  di Panarea, nel paradiso delle isole Eolie.

Il 5 e il 6 giugno sono ben 44 i luoghi di interesse visitabili in Sicilia. Il numero dei visitatori sarà contingentato, nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria. Le visite andranno quindi preferibilmente prenotate sul portale della Fondazione.

Ecco alcuni dei siti aperti al pubblico: ad Agrigento saranno fruibili il Giardino della Kolymbethra, il complesso di Santo Spirito, l’Officina delle Tradizioni popolari, la Biblioteca Comunale “La Rocca”, l’ex chiesa di Santa Barbara, la caserma dei carabinieri “Biagio Pistone”. Nell’isola di Pantelleria si avrà l’opportunità di visitare il Giardino Pantesco Donnafugata. A Messina si potrà visitare Forte Ogliastri, l’antica fortezza umbertina, ripulita dopo un decennio di abbandono. Forte Ogliastri offre splendidi spazi fruibili sia all’interno che all’esterno: per la sua posizione strategica, è uno dei luoghi più suggestivi della città: l’auspicio è che sia aperto e fruibile tutto l’anno.

Nella zona del trapanese, a Castelvetrano saranno aperti al pubblico ben quattro siti: il teatro Selinus, la chiesa Collegiata di San Pietro e Paolo, la Chiesa Madre e l’aula consiliare di Palazzo Pignatelli.

Numerosi anche i siti d’interesse visitabili nella Sicilia orientale: a Catania l’Orto Botanico, la Basilica di San Nicolò; l’Arena del Monastero dei Benedettini, la chiesa della Badia di sant’Agata e quella di santa Maria del Gesù; ad Acireale la chiesa di San Rocco e le antiche candelore, nonché la passeggiata con le Muse nello storico giardino Belvedere.

Gioielli architettonici e naturalistici saranno visitabili anche a Palermo, Siracusa, Ragusa, Enna e persino nel paesino di Isnello, in provincia di Palermo, dove potrà essere percorso l’Iter Naturae, un interessante sentiero geologico urbano.

Sempre in provincia di Palermo, ci si potrà recare a Polizzi Generosa, nella splendida cornice delle Madonie, dove si potranno ammirare i preziosi esemplari di abeti dei Nebrodi, noti col nome scientifico di Abies nebrodensis La denominazione non deve indurre in errore riguardo alla localizzazione di tali alberi: infatti, i pochi esemplari naturali esistenti, unici al mondo, non crescono sui Nebrodi, ma sulle Madonie. L’equivoco deriva dal fatto che in passato il gruppo montuoso delle Madonie veniva identificato con quello dei Nebrodi. I circa 30 esemplari adulti di Abies nebrodensis si trovano ad un’altezza compresa tra i 1400 e i 1650 metri, sul versante settentrionale di Monte Scalone, a ridosso del Vallone Madonna degli Angeli, nel comune di Polizzi Generosa.

L’abete dei Nebrodi, prima ritenuto una specie originatasi dall’abete bianco, oggi viene considerato un esemplare a sé presente in Sicilia sin dal Terziario, ancor prima dell’arrivo dell’abete bianco, che si fa risalire all’ultima glaciazione.

Le giornate FAI di Primavera, giunte ormai alla ventinovesima edizione, hanno avuto l’onore del conferimento della Targa del Presidente della Repubblica.

Maria D’Asaro

 

Ha lavorato nella scuola media come psicopedagogista e docente; dal 2020 è giornalista pubblicista. E’ autrice del blog: Mari da solcare
https://maridasolcare.blogspot.com

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi