/, Sezione 4/Le cicatrici dell’infanzia opportunità di risalita

Le cicatrici dell’infanzia opportunità di risalita

di | 2026-05-14T18:16:37+02:00 17-5-2026 0:15|Attualità, Sezione 4|0 Commenti

ROMA – Perché le persone che hanno vissuto situazioni difficili dovrebbero convivere, per tutta la vita, con il ricordo negativo del passato? Perché dovrebbero piangersi addosso costantemente? Forse, anche se talvolta sembra difficile, ci si dovrebbe ricordare cosa si è attraversato nel passato per amarsi un po’ di più nel presente, apprezzandolo e custodendolo come il tesoro più grande che mai si sarebbe potuto conquistare. Non importa se si hanno sei anni o sessanta. Non importa se si è al ventesimo intervento o al primo. Non importa se si è diventati la mascotte del reparto in cui si trascorrono mesi e mesi di ricovero o se si è un novellino degli ospedali. Non importa, nemmeno, se ormai si ha la consapevolezza di svegliarsi, ogni mattina, con l’odore dell’alcol disinfettante e non con il profumo del caffè nelle narici. Quel che conta è che non si sa mai quanto si è forti fino a quando esserlo è la sola scelta che si ha.

La giornalista Nadia Toffa (1979-2019)

Tante persone, alcune per tutta la vita, nascondono sotto la sabbia il proprio trascorso. Ma quando poi la rabbia è l’unica cosa che scorre nelle vene, si ha un’enorme voglia di urlare al mondo quel che passa nella propria mente. Nadia Toffa, un giorno, disse: “Rivendico il diritto di parlare apertamente della malattia, che non è esibizionismo né un credersi invincibili. Anzi, è un diritto a sentirsi umani. Anche fragili, ma forti nel reagire”.  Ci sono bambini cresciuti negli ospedali, tra i corridoi dei reparti in cui venivano curati, tra flebo e dispense di scuola frequentata a distanza. Di tutti quei bambini, fortunatamente, molti di loro, oggi, sono diventati adulti e, quando gettano lo sguardo indietro negli anni, quando si vedono addosso le cicatrici, quando leggono e sentono notizie di chi sta affrontando situazioni simili, pensano che se è stato il tumore ad iniziare la lotta, poi è spettato a loro combattere la battaglia, concentrandosi su quest’ultima e mai sulla paura. E ogni volta che si guardano allo specchio non vedono cicatrici, non vedono segni sulla pelle. Vedono opportunità.

Ogni immagine riflessa sul vetro può apparire come una pugnalata alle spalle, perché come in un lungo flashback si rivivono tanti momenti. Ma questa è la vita: un insieme di piccoli insegnamenti, che mai sarebbero arrivati se ci si fosse trovati di fronte solamente situazioni semplici da affrontare con il sorriso. Studiare in ospedale e riconoscerlo come una seconda casa, sperando in una passeggiata fuori dalla solita “campana di vetro”, è tutto insegnamento. È vita. Si diventa la forza di se stessi e si impara a dare forza agli altri: quella famosa forza, fatta di carne e ossa, da donare a chi si ama. Ed è proprio in quei momenti che, ogni notte, prima di andare a dormire, non ci si domanderà più se qualcuno l’indomani andrà a svegliarti, ma ci si ripeterà, senza sosta, di essere la forza delle proprie parole, la forza della luce dei propri occhi, la forza del sorriso più contagioso che si ha. Ci si ripeterà di essere più consapevoli di quanto possa essere sfidante la vita e, allo stesso tempo, il regalo più bello che si possa ricevere.

L’adulto sano e forte di oggi, quel bambino fragile di soli pochi anni fa, è il risultato di questa sfida. Le sue cicatrici non sono segni di debolezza, ma i gradi più alti di una “medaglia invisibile”: la prova che, quando il mondo aveva provato a tirargli sgambetti, le unghie aggrappate alla vita sono riuscite a far brillare la sua anima attraverso le crepe della sua vulnerabilità. In quei lunghi pomeriggi d’ospedale, tra una degenza e l’altra, non si aspettava solamente di guarire. Si stava, silenziosamente, forgiando l’acciaio di cui è fatta, oggi, la più pura e invincibile voglia di vivere.

Alice Luceri

Nell’immagine di copertina, una bambina, ora trentenne, che a 9 anni, dopo più di venti interventi, ha vinto la sua lotta

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi