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Laura e Carlo, canzoni d’autore e non solo

di | 2025-08-13T23:19:28+02:00 17-8-2025 0:15|Sezione 4, Spettacolo|0 Commenti

FIAMIGNANO (Rieti) – C’è un modo nuovo di fare musica e cultura, di fare spettacolo. Il format, ideato da Laura Rizzo e Carlo Valente, che ha animato l’estate di Fiamignano (nel Reatino) per iniziativa della Pro loco ma già sperimentato con successo a Bari e a Molfetta, è vincente. Soddisfa, infatti, la nostalgia di buona musica italiana ma appaga anche l’esigenza di conoscere la storia di certe canzoni, il contesto storico in cui sono nate, la biografia e il carattere dell’artista, il particolare momento in cui le ha scritte, curiosità, aneddoti.

Laura Rizzo e Carlo Valente

C’è tanto materiale, a corredo di ogni brano – non si tratta di semplici cover – in cui si esibisce Carlo, la cui voce non riesce a mascherare tenerezza o rabbia a seconda delle emozioni che evoca. Ogni incontro diventa così una bella lezione di storia, di musica e di quella bellezza che caratterizza tutte le cose dietro le quali si può scorgere lo studio, la curiosità e la cura, la passione. Se Carlo Valente – della scuola di Niccolò Fabi e Tosca, lui stesso cantautore – riesce a dare vita e cuore alle canzoni, Laura Rizzo ci costruisce uno spaccato dell’Italia, ne estrapola i valori, gli spunti culturali, le contaminazioni, i cambiamenti della mentalità.

Lei lo sa fare bene con tutta l’esperienza maturata nella critica musicale, le interviste e i libri scritti con artisti del calibro di Gino Paoli e Vinicio Capossela. Oltre alla professionalità di questo duo, le emozioni fanno il resto e quando il risultato è una platea silenziosa e attenta, partecipe alle canzoni ma anche al loro significato grazie al lavoro esegetico di Laura, vuol dire che l’esperimento ha funzionato e si può spingere ancora sull’acceleratore. Probabilmente ci saranno ancora altre estati con loro. La storia della musica, così, da oggi con Carlo e Laura può diventare uno spettacolo. E che spettacolo!

Lo sanno bene a Fiamignano, ameno centro del Cicolano, che con loro ha brillato già per tre serate (la quarta si terrà il 30 agosto in onore di De Andrè), dedicate a storici LP. La prima è stata dedicata a “La voce del padrone” di Franco Battiato, la seconda a “Nero a metà” di Pino Daniele. Entrambe si sono tenute sul delizioso sagrato della Madonna del Poggio mentre il sole tramontava sul lago del Salto. Serate splendide in cui sono state scandite tutte le esperienze e le vibrazioni che i due cantautori hanno rappresentato nel panorama musicale italiano degli anni ‘70 e di sempre.

L’ultima, sabato scorso nel cortile dell’appena restaurato Palazzo Martelli, ha ricordato il 50esimo anno di “Rimmel” di Francesco De Gregori. Di lui sono stati ripercorsi – canzone per canzone – l’esordio, le critiche ai suoi testi considerati (sic), “sdolcinati e privi di impegno politico” ma anche l’inarrestabile successo di questo cantore che aveva solo 23 anni quando è comparso sulla scena. E ancora ci commuove, probabilmente lo farà sempre. Situazioni in cui Fiamignano si è riscoperto un luogo dove, oltre alla tradizione popolare che ha moltissime buone ragioni per essere mantenuta come la “pizza rentorta” offerta alla fine, la cultura riscuote un gran successo.

Mentre Carlo faceva rivivere le stelle ancora oggi sfavillanti degli anni cosiddetti “di piombo” con la sua voce e la sua chitarra o il piano, Laura raccontava i retroscena di una Italia che non c’è più, scendeva a fondo dei valori e degli amori evocati dai testi e dagli spartiti. Per Pino Daniele, tra gli altri, un rinvio all’acqua che scorre e tutto purifica, con l’indimenticabile “Quanno chiove”.

Di De Gregori, a “San Lorenzo” è stata data una attenzione particolare – oltre a Laura lo ha sottolineato pure Carlo – per il suo ricordo dei bombardamenti su Roma nel ‘43, un testo sugli orrori della guerra, mai tanto attuale quanto oggi. E poi “Pablo”, interpretata da Carlo con una trascinante veemenza, quasi con rabbia, per un tema che è da sempre un’emergenza: la morte sul lavoro.

Tra musica e parole, ricordi e qualche rimbeccata di educazione civica, questo duo è riuscito a mantenere ad un certo livello l’estate fiamignanese puntando più in alto delle solite sagre e dimostrando che quando c’è qualità il pubblico, anche il più conservatore, è disposto ad arrivare ovunque.

Gloria Zarletti

Nell’immagine di copertina, Carlo Valente e Laura Rizzo che hanno animato l’estate di Fiamignano

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