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L’attualità di Dante, profeta di speranza per i giovani

di | 2026-03-12T17:38:36+01:00 15-3-2026 0:45|Cultura, Sezione10|0 Commenti

NAPOLI – Presso la Chiesa di San Francesco di Paola, in piazza del Plebiscito a Napoli, mostra sulla terza cantica della Divina Commedia “Il mio Paradiso – Dante profeta di speranza”. Essa è stata un punto focale per sottolineare non solo la grandezza dell’opera del sommo poeta, ma anche per stimolare nei giovani un interesse autentico e una riflessione profonda sul senso del vivere. Del resto la domanda che si è posto Franco Nembrini e così un po’ i tutti partecipanti è stata: come può essere attuale Dante dopo settecento anni dalla sua morte?

L’iniziativa del saggista Franco Nembrini e dell’illustratore Gabriele Dell’Otto (grafico della Marvel), ha proposto un viaggio attraverso i canti del paradiso dantesco, così come era stato fatto con le altre due cantiche dellInferno e del Purgatorio presentate gli anni scorsi. Un cammino partito dalla discesa di Dante nell’Inferno, dalla selva oscura all’incontro con Paolo e Francesca, Farinata degli Uberti, Cerbero e Lucifero e terminato nel Paradiso con personaggi che incontrando Dante (da San Tommaso a Cesare Augusto a San Bernardo alla Vergine Maria) hanno sempre alimentato un desiderio di bellezza e completezza per la loro vita.

L’elemento caratteristico di questa esposizione è stata la funzione centrale attribuita ai giovani, fortemente coinvolti nell’evento. Ogni anno più di 120 studenti delle scuole superiori napoletane, dopo aver preso parte ad un percorso formativo, hanno accompagnato i visitatori, arricchendo l’esperienza espositiva con il loro entusiasmo e la loro conoscenza. Ogni anno si sono registrate circa 5000 presenze tra turisti casuali e tanti che attraverso il link si sono registrati ed hanno partecipato. Gli studenti sono stati formati attraverso i Percorsi di Competenze Trasversali per l’Orientamento (PCTO), in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, acquisendo così una completa comprensione della Commedia e divenendo essi stessi protagonisti attivi della cultura.

Il progetto ha inoltre ottenuto il patrocinio di numerose istituzioni, tra le quali: Regione Campania, Comune di Napoli, Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università “Federico II”, nonché diverse realtà ecclesiastiche e associative, testimoniando l’ampio riconoscimento dell’importanza di avvicinare le nuove generazioni ai classici della letteratura, offrendo loro gli strumenti di crescita attraverso il patrimonio storico e artistico. Oltre l’esposizione a Napoli, la mostra ha fatto tappa anche a Battipaglia e Salerno, estendendo il suo impatto educativo oltre il capoluogo campano.

L’iniziativa dell’Associazione Giovanni Marco Calzone si è posta come dialogo con Dante, in un incontro con un genio del Trecento con un’opera straordinaria che ha affascinato tutti, anche chi era meno avvezzo alle questioni “letterarie o esistenziali”. Ma come può essere contemporaneo Dante per chi lo legge ora? Come può interessare un’opera scritta tanto tempo fa? Come può interpellare le nostre coscienze, il nostro essere? Eh già, è proprio vero, in una realtà come quella attuale soffermarsi sulle proprie identità, sul proprio essere è anacronistico e fastidioso. Viva l’istintività, la liquidità, la superficialità. Come ha sottolineato Franco Nembrini più volte, “la Divina Commedia è un ottimo spunto per incontrare giovani e meno giovani, per far porre domande sulla propria esistenza”.

Dante è stato un incredibile punto di dialogo, di confronto, di giudizio. L’attualità della Divina Commedia sta proprio nell’essere un’opera che ti costringe a domandare, a porre questioni. Questo poi pone gravi interrogativi sulla valenza di certi percorsi di studio. Valgono se il tema è valido, fanno crescere se sono occasione di giudizio. Troppo spesso criticati, questi percorsi formativi delle scuole superiori richiedono un’attenta selezione se sono utili allo scopo, se rendono i giovani capaci di interrogarsi e di interrogare chi li circonda. Tante scuole anche della secondaria di I grado presenti come negli anni scorsi hanno testimoniato che anche per loro Dante può essere accattivante.

Innocenzo Calzone

Giornalista pubblicista, architetto e insegnante di Tecnica della progettazione e produzione alla Scuola Secondaria di II grado presso l’Istituto Professionale Moda Bernini De Sanctis di Napoli. Ha condotto per più di 15 anni il giornale d’Istituto “Ristoriamoci”presso l’ I.C. Confalonieri Ristori. Partecipa e promuove attività culturali con l’associazione “Giovanni Marco Calzone” organizzando incontri e iniziative a carattere sociale e di solidarietà. Svolge attività di volontariato nel centro storico di Napoli con attività di doposcuola per ragazzi bisognosi; collabora con il Banco Alimentare per sostenere famiglie in difficoltà. Appassionato di arte, calcio e musica rock.

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