PERUGIA – La notizia l’ha lanciata per primo “Il Giornale dell’Arte”, subito seguito da “Le Monde” (in prima pagina): “la tapisserie de Bayeux”, per noi l’Arazzo di Bayeux, lascerà per la prima volta la Francia per attraversare la Manica ed essere esposto per ben nove mesi (dal settembre 2026 al maggio 2027) al British Museum di Londra. Almeno due volte i francesi avevano negato (nel 1957 e nel 1966) la richiesta degli inglesi di poter esporre l’elegante manufatto, nel timore che il delicato tessuto potesse deteriorarsi. 
Ora, nonostante il parere contrario espresso da molti studiosi quattro anni fa e dopo un leggero restauro conservativo, l’arazzo lascerà la cittadina normanna (nelle vicinanze di Calais) sulla scorta di una promessa fatta da Emmanuel Macron, presidente della Francia, a Keith Stramer, primo ministro del Regno Unito. L’arazzo – pare ricamato dai monaci di Canterbury e forse pure da quelli dei monasteri di Sant’Antonio e Sant’Agostino – celebra la vittoria del duca di Normandia Guglielmo “il Conquistatore” (per la verità prima della battaglia veniva chiamato “il Bastardo”) ad Hasting contro una coalizione formata da Sassoni, Angli e Juti, sotto il comando di Aroldo di Godwinson conte di Essex, morto nello scontro che si tenne il 14 ottobre 1066.
A commissionare il lavoro – che per essere completato richiese una dozzina di anni – sarebbe stato il fratello di Guglielmo, Oddone, vescovo di Bayeux, che prese parte attiva al terribile scontro d’armi. L’opera vanta un indubbio valore artistico, ma anche e soprattutto storico: le scene ricostruiscono il combattimento e mostrano come i normanni (che godevano dell’appoggio politico e della benedizione papale di Alessandro II) attraversarono il canale della Manica su numerose navi con i loro cavalli e le pesanti armature. I due eserciti entrarono in collisione in località Battle e si confrontarono dalla mattina sino al tramonto. Sul terreno rimasero migliaia di morti e di feriti (complessivamente più di seimila). 
I normanni sfruttarono al meglio i loro duemila cavalieri bene equipaggiati, mentre la lega anglosassone – che pure numericamente aveva un migliaio di soldati in più, ma carente di cavalieri – era formata quasi esclusivamente da fanti e da alcune squadre di arcieri. Complessivamente si scontrarono circa 25.000 uomini. Aroldo che era stato nominato re dopo la morte di Edoardo il Confessore, resse il trono per pochi mesi. Primeggiò su una coalizione formata dal re Harald de Hadrada di Norvegia e dal proprio fratello Tostig a Stamford Bridge, ma poche settimane più tardi perse la corona e la vita ad Hasting nelle fasi finali del combattimento.
Così Guglielmo, i cui diritti ereditari apparivano abbastanza labili, divenne re di Inghilterra. La singolarità dell’evento si fonda anche sul particolare che il vincitore, in quando duca di Normandia, era vassallo dei re di Francia, per cui questi ultimi vantavano diritti sul regno al di là della Manica. Aspetto che segnò per secoli i rapporti tra i due stati.
Elio Clero Bertoldi

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