NAPOLI – Il Meeting per l’amicizia dei popoli è ispirato alla visione del mondo cattolico, frutto dell’iniziativa di persone e gruppi che vivono l’esperienza cristiana attraverso il movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. Molti curano per tutto l’anno la sua preparazione; durante la manifestazione sono impegnati circa 3000 volontari, in maggioranza studenti universitari che si occupano dell’organizzazione, dell’allestimento degli stand e delle mostre, dell’accoglienza del pubblico. 
Le origini risalgono alla fine degli anni ’70. Tra alcuni amici di Rimini, che condividono l’esperienza cristiana, nasce il desiderio di incontrare, conoscere e portare in quella località tutto quello che di bello e buono c’è nella cultura del tempo. Così, nel 1980, ha origine il Meeting per l’amicizia fra i popoli. Un incontro tra persone di fede e culture diverse. Un luogo di amicizia dove si possa costruire la pace, la convivenza e l’amicizia fra i popoli. Una trama di incontri che nascono da persone che mettono in comune una tensione al vero, al bene, al bello.
Da allora ogni anno arrivano grandi personaggi della politica, manager dell’economia, rappresentanti di religioni e culture, intellettuali e artisti, sportivi e protagonisti dello scenario mondiale. Storie di uomini al centro di incontri, mostre, spettacoli e eventi sportivi. La cultura al Meeting si esprime come esperienza, originata dal desiderio di scoprire la bellezza della realtà. Tutto questo nei 7 giorni dell’appuntamento che è diventato negli anni il festival culturale più frequentato al mondo.
Quest’anno il meeting è cominciato il 22 agosto per finire il giorno 27. Durante la settimana tantissimi sono gli incontri e gli eventi in programma: dalla mostra sulle origini dell’Arte Romanica alla presentazione delle opere di Antoni Gaudì o a quella sul beato Carlo Acutis. Gli incontri, tantissimi, avranno come tema l’attualità: da quella politica a esperienze di vita nelle carceri o di caritativa sparse nel mondo. Gli incontri con Bernhard Scholz, presidente Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS, architetti come Mario Botta o a tema educativo come quello con Franco Nembrini o Giorgio Vittadini, Carmine di Martino: esperti di musica come il giornalista Massimo Granieri, esponenti del mondo della politica, quest’anno con il presidente del consiglio Meloni, con Mario Draghi, Matteo Salvini, con personalità scientifiche come Marco Bersanelli, esponenti delle religioni, dello spettacolo e dello sport. Una successione ininterrotta d’incontri (più di 200), dibattiti, mostre. 
Lo scorso anno si sono contate circa 800.000 presenze in tutta la settimana. Il tutto con uno scopo: la bellezza, cioè la realtà di una vita vissuta nella consapevolezza dello scopo per cui va vissuta, è frutto di un lavoro continuo, l’impegno nel reale, solo quello, produce inesorabilmente una vita. Il popolo che invade da quaranta anni la fiera di Rimini chiede, cerca, brama solo questo. Una chiarezza nello scopo del vivere, strumenti che sostengano la “quotidiana fatica”, una compagnia di uomini tesi ad una soddisfazione più piena del cuore.
Ogni incontro, in quanto tale, rigenera l’umano. Sin dalla sua origine, infatti, il Meeting ha scommesso sul desiderio e la passione che ogni uomo ha nel proprio cuore, quel desiderio di bellezza, verità, giustizia che don Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, ha chiamato esperienza elementare, terreno comune per l’incontro e il dialogo. E tutto questo, per grazia, continua ancora.
Innocenzo Calzone

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